Mantide marrone in giardino: perche non e una specie diversa e cosa fare se la incontri

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Capita quasi sempre nello stesso modo: stai raccogliendo i panni stesi, oppure potando una siepe a ottobre, e un rametto secco si muove. Non cade, non vola via: si gira e ti guarda. E una mantide religiosa di colore bruno, perfettamente intonata ai rami ingialliti, e la prima reazione e quasi sempre la stessa domanda: ma e la stessa mantide verde che vedevo in estate nel prato, o e qualcosa di diverso, magari arrivata da chissa dove?

La risposta breve e la piu rassicurante: e la stessa identica specie, Mantis religiosa. Il colore non e un documento d identita. Vediamo perche, e soprattutto come comportarsi quando te la ritrovi davanti in autunno.

Marrone o verde: una sola specie, due divise

Nel nostro Paese la mantide piu comune e la mantide religiosa, presente un po ovunque, dalla fascia prealpina fino alle isole, nei prati assolati, nei margini incolti, nei roveti e negli orti. Questa specie si presenta normalmente in due vesti principali: verde erba e bruno paglierino, con tutta una gamma di sfumature intermedie che vanno dal giallino al nocciola, fino al grigio.

Non sono due specie, non sono maschio e femmina, e soprattutto non sono una mantide giovane e una mantide vecchia o malata. Sono due varianti della stessa popolazione, un fenomeno che in biologia si chiama polifenismo: lo stesso patrimonio genetico puo produrre aspetti diversi a seconda delle condizioni in cui l animale cresce.

Il dettaglio che non cambia mai, e che permette di riconoscere la specie a colpo sicuro, e il marchio nascosto alla base delle zampe anteriori: una macchia scura, spesso a forma di occhio o di anello chiaro al centro, visibile quando l insetto apre le zampe raptatorie. Quella c e sia nelle verdi sia nelle brune.

Come si decide il colore: tutto si gioca alla muta

La mantide non cambia colore in tempo reale come un camaleonte. Il cambiamento avviene in corrispondenza delle mute, cioe quando la ninfa esce dalla vecchia cuticola e ne indossa una nuova. In quel momento l organismo fissa la tonalita, e la mantiene fino alla muta successiva. Con l ultima muta, quella che porta all adulto con le ali complete, il colore diventa sostanzialmente definitivo.

Cosa guida la scelta? Tre fattori che agiscono insieme:

  • Il colore dello sfondo: le ninfe cresciute fra vegetazione verde tendono al verde, quelle cresciute fra erba secca, sassi e legno tendono al bruno. L informazione arriva dagli occhi e viene tradotta in risposte ormonali che agiscono sui pigmenti.
  • L umidita: ambienti caldi e asciutti spingono verso le tonalita brune, ambienti piu freschi e umidi verso il verde. E un meccanismo documentato in diversi insetti a polifenismo verde-bruno, e nella mantide religiosa si vede bene sul campo.
  • Temperatura e luce: insolazione forte e stagione avanzata lavorano anch esse nella stessa direzione. Gli individui bruni, fra l altro, tendono a scaldarsi un po di piu al sole, il che in autunno non e uno svantaggio.

Studi condotti su popolazioni italiane hanno mostrato una regolarita stagionale nella distribuzione dei due colori: la proporzione di verdi e brune cambia con l avanzare dell annata, seguendo il paesaggio che cambia. In altre parole, la mantide non decide di essere bruna: lo diventa perche il mondo intorno a lei e diventato bruno mentre lei cresceva.

Perche in autunno le brune sembrano ovunque

Qui c e un doppio effetto, e capirlo toglie subito l impressione di invasione.

Il primo effetto e numerico: in autunno le mantidi sono adulte e grandi. Una femmina matura puo superare i 7 centimetri, e dopo l accoppiamento l addome si gonfia enormemente di uova. Non sono comparse all improvviso: erano li da maggio, ma erano piccole ninfe lunghe pochi millimetri, invisibili fra l erba.

Il secondo effetto e di scena: le femmine gravide si spostano molto, cercando un posto solido e soleggiato dove deporre. Escono dai prati e arrivano su muretti, recinzioni, vasi del balcone, ringhiere, pali, stendibiancheria. Una mantide bruna su una siepe gialla e invisibile; la stessa mantide su un muro bianco o su un lenzuolo steso diventa clamorosamente evidente. Da qui la sensazione che in ottobre ce ne siano di piu.

Tre controlli rapidi sul campo

Se il dubbio e se stai guardando un rametto o un animale, bastano tre osservazioni che chiunque puo fare, senza toccare nulla.

Il test del dondolio

La mantide, come gli insetti stecco, oscilla ritmicamente avanti e indietro, con un movimento lento e cadenzato che imita una foglia o un ramoscello mosso dal vento. Lo fa soprattutto quando c e brezza o quando si sente osservata, e lo usa anche mentre avanza verso una preda, per avvicinarsi senza sembrare un animale che cammina. Un rametto vero si muove solo quando il vento lo spinge; la mantide dondola anche ad aria ferma. E il segnale piu affidabile in assoluto.

Le zampe raptatorie ripiegate

Il profilo di un vero stecco e lineare. La mantide, anche immobile, ha davanti due zampe anteriori piegate a serramanico e tenute raccolte sotto il capo: e la famosa posa in preghiera, che in realta e la posizione di attesa di una trappola pronta a scattare. Quelle due sagome triangolari, con le spine ben visibili sul bordo interno, sono un dettaglio che nessun ramo secco possiede. Aggiungi il capo triangolare mobilissimo, capace di ruotare e seguirti con lo sguardo: un rametto non ti guarda.

Il profilo dell addome

Guarda la pancia di lato. Se l addome e sottile e le ali lo coprono per intero, con ogni probabilita e un maschio o una femmina non ancora matura. Se invece l addome e dilatato, ricurvo verso il basso e sporge oltre le ali, e una femmina gravida vicina alla deposizione. In quel caso e un animale lento, pesante e con pochissime settimane di vita davanti: merita solo di essere lasciato in pace.

La mantide e pericolosa? Per le persone, no

Mettiamo in fila i fatti, perche su questo insetto circolano molte leggende.

  • Non e velenosa e non ha pungiglione. Non inietta nulla, non punge, non trasmette malattie.
  • Non e aggressiva: non insegue l uomo e non attacca. Se la afferri o la stringi puo reagire, e la reazione realistica e un pizzicotto con le spine delle zampe anteriori, fastidioso ma innocuo. Un morso con le mandibole e raro e nella maggior parte dei casi non arriva nemmeno a rompere la pelle.
  • Per cani e gatti non rappresenta un pericolo tossicologico. Un gatto che la cattura rischia al massimo un graffio in bocca o un episodio di vomito per indigestione; il danno serio, semmai, lo subisce la mantide.
  • Per le piante e innocua: e carnivora al cento per cento, non rosicchia foglie, non succhia linfa, non depone uova nei tessuti vegetali.

Va detto con onesta anche l altro lato: la mantide e un predatore generalista da agguato, non un insetticida selettivo. Mangia cavallette, mosche, zanzare e bruchi, ma anche api, coccinelle e farfalle che le capitano a tiro. Per questo non ha senso comprare ooteche per proteggere l orto: ha senso, invece, averla spontaneamente, come indicatore di un giardino vivo, con erba alta, fiori e pochi trattamenti.

Mantide marrone in giardino: perche non e una specie diversa e cosa fare se la incontri

Cosa fare quando la trovi: le regole pratiche

La regola madre e una sola: non portarla dentro casa. In appartamento non trova prede vive, l aria secca del riscaldamento la disidrata in fretta e il suo ciclo naturale si interrompe. Fare entrare una mantide per salvarla dal freddo e, nei fatti, condannarla.

Ecco come gestire le situazioni piu comuni:

  • Sul bucato steso: avvicina lentamente un bastoncino o una foglia rigida davanti alle zampe anteriori. Nella quasi totalita dei casi ci sale da sola. Appoggiala poi su un arbusto fitto, una siepe o un cespuglio a mezz ombra, a un metro o piu da terra. Mai scuotere il panno: una caduta puo essere letale per una femmina gravida.
  • Su un vaso del balcone: se il vaso e in una posizione soleggiata e riparata dal vento, lasciala dove sta. Sospendi le innaffiature a pioggia sulla sua pianta per qualche giorno ed evita qualsiasi spray, anche quelli definiti naturali.
  • In garage, in cantina o dentro casa: accompagnala fuori con il metodo del bastoncino o con un bicchiere e un cartoncino, e liberala sulla vegetazione piu vicina, mai sull asfalto nudo.
  • Se sembra immobile e lenta in novembre: e la normalita. Le mantidi sono insetti annuali, completano il ciclo in una sola stagione e gli adulti muoiono con i primi freddi. Non e malata, sta semplicemente finendo la sua vita.
  • Non prenderla in mano per gioco e non farla maneggiare ai bambini: non per pericolo, ma perche e un animale fragile, e le ali degli adulti si danneggiano facilmente.

Potature autunnali: attenzione a cosa butti via

Qui si gioca la partita piu importante per la mantide del tuo giardino, e quasi nessuno ci pensa.

Prima di morire, la femmina depone l ooteca: una massa schiumosa che indurisce in poche ore e diventa una capsula color nocciola o beige, grande come una noce allungata, dall aspetto di cartone rigido o di spugna solidificata. Dentro ci sono decine di uova, spesso oltre un centinaio, che devono passare l inverno al freddo per poi schiudersi in primavera: il periodo di basse temperature fa parte del loro programma di sviluppo.

L ooteca viene attaccata a steli robusti, rami di arbusti spinosi, tronchetti, pali di legno, sassi, retine, sottotetti di ricovero attrezzi. Durante le potature di fine autunno e inverno finisce nel sacco verde insieme ai rami: e il motivo piu frequente per cui una popolazione di mantidi sparisce da un giardino senza che nessuno abbia fatto nulla di intenzionale.

Tre accorgimenti semplici:

  1. Prima di tagliare una siepe o un roveto, dai un occhiata ai rami piu grossi all altezza di 30-120 centimetri da terra, dove le ooteche si trovano piu spesso.
  2. Se ne trovi una su un ramo che devi per forza tagliare, non staccarla dal supporto: taglia il ramo lasciandone un pezzo e legalo con uno spago a un arbusto, in posizione esposta e non a terra, dove umidita e formiche farebbero danni.
  3. Non portarla al caldo per vederla schiudere: una schiusa anticipata a gennaio in salotto significa centinaia di piccole ninfe senza cibo e senza futuro.

Qualche curiosita per chiudere

L ordine dei Mantodei conta oltre duemilaquattrocento specie nel mondo, e il mimetismo e la loro specialita assoluta: ci sono mantidi che imitano foglie secche accartocciate, altre che sembrano fiori di orchidea, altre ancora, come la spettacolare mantide violino, che paiono ritagliate nella carta e si lasciano oscillare al vento come un pezzo di pianta morta. Rispetto a questi virtuosismi, la nostra mantide europea e discreta: cambia solo tinta, ma lo fa cosi bene da ingannare chiunque potando una siepe a ottobre.

E l accoppiamento con cannibalismo? E reale, ma non e la regola fissa che si racconta: dipende da specie, condizioni e soprattutto dallo stato nutrizionale della femmina. Il maschio, in molti casi, se ne va vivo per la sua strada.

In sostanza, la mantide marrone che sembra un rametto non e un intrusa, non e un pericolo e non e una specie esotica. E il finale di stagione di un predatore che ha passato l estate nel tuo giardino senza che te ne accorgessi, e che ora sta solo cercando il posto giusto dove lasciare la generazione successiva.

Fonti

Tag:Mantide religiosa