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Li vedi di sera, fermi sulle piastrelle vicino alla doccia o sul bordo del lavandino. Sono minuscoli, grigi, pelosi, con le ali aperte che ricordano un piccolo cuore o un triangolino. Se li tocchi quasi non scappano. E se li schiacci lasciano una macchiolina grigia, come di cenere. Sono i moscerini in bagno più comuni nelle case italiane: la mosca farfalla, o moscerino dei bagni, il cui nome scientifico è Clogmia albipunctata.
C’è però una cosa da capire subito, perché cambia tutto: il bagno pulito non basta. Questi moscerini non vivono nella stanza. Vivono dentro lo scarico, nella patina viscida che si forma nei tubi. Finché quella patina resta lì, i moscerini torneranno. Vediamo chi sono, perché nascono proprio lì e come mandarli via senza usare insetticidi.
Chi è il moscerino a forma di cuore
La mosca farfalla appartiene agli psicodidi (famiglia Psychodidae), un gruppo di piccole mosche dette anche «moscerini-falena». Hanno questo nome perché il corpo e le ali sono coperti di peli e squame che le fanno somigliare a minuscole falene. In inglese si chiamano drain flies, cioè «mosche degli scarichi», e il nome dice già molto.
Come riconoscerla:
- Dimensioni: pochi millimetri, più o meno come un chicco di riso.
- Forma: da ferma tiene le ali aperte a tetto sopra il corpo, e vista dall’alto disegna un cuore o un triangolo.
- Colore: grigio-marrone, con piccoli puntini bianchi sul bordo delle ali. Proprio da qui viene il nome albipunctata, che in latino vuol dire «a punti bianchi».
- Comportamento: vola poco e male, a piccoli salti. Passa quasi tutto il tempo ferma sui muri, sulle piastrelle, sullo specchio.
- Quando la schiacci: lascia una macchia grigia e polverosa, fatta delle sue squame.
Non va confusa con il moscerino della frutta, che ha gli occhi rossi, il corpo liscio e gira intorno alla fruttiera in cucina. Se è peloso, ha le ali a cuore e sta vicino a doccia, lavandino o bidet, quasi sicuramente è una mosca farfalla.
Perché nasce proprio dentro lo scarico
Dentro ogni scarico, soprattutto nel sifone (la curva del tubo che resta sempre piena d’acqua), si forma col tempo una pellicola scura e scivolosa. È il biofilm dello scarico: un miscuglio di batteri, alghe microscopiche, funghi, capelli, residui di sapone, pelle e grasso. A noi fa schifo, ma per le larve della mosca farfalla è cibo e casa insieme.
La femmina depone le uova proprio lì, in quella patina umida: fino a circa 300 uova per femmina. Dalle uova escono piccole larve, simili a vermetti grigi lunghi meno di un centimetro. Si nutrono di batteri, alghe e protozoi della patina e respirano attraverso un piccolo tubicino sul fondo del corpo, così possono stare nell’acqua e nel fango. Poi diventano pupe e, infine, adulti con le ali che risalgono dallo scarico.
Il ciclo è veloce. A temperature tra 20 e 26 gradi, cioè quelle di un bagno italiano per buona parte dell’anno, dall’uovo all’adulto passano poco più di due settimane. In generale, a seconda del caldo e del cibo disponibile, servono da circa 1 a 3 settimane. Gli adulti vivono pochi giorni, al massimo una dozzina, e non mangiano quasi nulla: bevono acqua o qualche goccia zuccherina.
Ecco perché sembrano non finire mai: anche se uccidi tutti gli adulti che vedi, dentro il tubo c’è già la generazione successiva pronta a uscire.
Perché lo spray non serve
È la prima cosa che viene in mente: prendo l’insetticida e spruzzo. Ma l’insetticida colpisce solo gli adulti fermi sulle piastrelle, che tanto sarebbero morti da soli in pochi giorni. Le larve e le pupe restano ben protette nella patina dentro il tubo, dove lo spray non arriva. Dopo qualche giorno escono nuovi adulti e sembra che lo spray non abbia funzionato. In realtà ha funzionato, ma sul bersaglio sbagliato.
Le guide delle università americane che si occupano di insetti in casa sono d’accordo su questo: con le mosche degli scarichi il vero intervento è togliere il posto dove crescono le larve. Gli insetticidi non risolvono e in bagno, dove ci laviamo e dove giocano i bambini, è meglio non usarli.
Se vuoi togliere subito gli adulti che vedi, basta l’aspirapolvere: volano così male che si raccolgono in pochi secondi. Oppure un fazzoletto di carta umido. Ma è solo un aiuto: il problema vero è nello scarico.
Il test dello scotch: scopri da quale scarico escono
In un bagno ci sono tanti scarichi: doccia, lavandino, bidet, a volte vasca e piletta a pavimento. Prima di pulire bisogna capire quale è quello «abitato». Il metodo più semplice è il test dello scotch sullo scarico:
- La sera, prima di andare a dormire, asciuga il bordo di ogni scarico.
- Metti sopra ogni scarico un pezzo di nastro adesivo trasparente, con la parte appiccicosa rivolta verso il basso. Non chiudere tutto il buco: lascia un piccolo spazio ai lati, così passa un po’ d’aria.
- La mattina guarda il nastro. Se ci sono moscerini attaccati sotto, hai trovato lo scarico da cui escono.
- Ripeti per 2-3 sere, perché non sempre escono tutte le notti.
Funziona perché gli adulti appena nati risalgono dal tubo e restano incollati al nastro. Il test serve anche dopo la pulizia: se il nastro resta pulito per una settimana o due, hai vinto.
Come eliminare i moscerini del bagno senza insetticidi
Il punto è uno solo: togliere il biofilm. E la patina va tolta con un’azione meccanica, cioè grattandola via. Ecco come fare, passo per passo.
1. Smonta e pulisci il sifone
Sotto il lavandino e il bidet il sifone di solito si svita a mano. Metti sotto una bacinella, sviti, svuoti e lavi il pezzo con acqua calda e sapone, usando uno spazzolino vecchio. Spesso dentro trovi una poltiglia grigia di capelli e sapone: lì c’erano le larve.
2. Usa lo scovolino
Per la doccia e i tratti che non si smontano serve uno scovolino per scarichi, una spazzola lunga e flessibile, oppure una sonda a molla. Va infilato nel tubo e fatto girare avanti e indietro, per staccare la patina dalle pareti. Togli prima il tappo o la griglia della doccia e pulisci bene anche quella: sotto la griglia si nasconde tantissima sporcizia.
3. Risciacqua con acqua calda
Dopo aver grattato, fai scorrere molta acqua calda per portare via i pezzi staccati. Attenzione: con i tubi in plastica è meglio non versare litri di acqua bollente tutti insieme. Va bene acqua molto calda dal rubinetto o dal bollitore lasciato raffreddare qualche minuto.
4. Mantieni con prodotti biologici
Per i giorni seguenti puoi usare i pulitori biologici o enzimatici per scarichi, quelli con enzimi e batteri buoni che digeriscono lentamente la materia organica. Non uccidono gli insetti, ma tolgono loro il cibo. Funzionano meglio se versati la sera, quando lo scarico resta fermo per molte ore.
5. Ripeti e controlla
Visto che il ciclo dura 1-3 settimane, conviene ripetere la pulizia dopo circa una settimana e rifare il test dello scotch. Qualche adulto che si vede ancora nei primi giorni è normale: è nato da pupe che erano già pronte.
Perché la candeggina da sola non risolve
Versare candeggina nello scarico sembra la soluzione più logica, ma di solito non basta. Il motivo è semplice: il liquido scende veloce e tocca la patina solo per pochi secondi. Il biofilm è fatto apposta per proteggere chi ci vive dentro: è uno strato gelatinoso e compatto, e la candeggina ne pulisce solo la superficie. Sotto, le larve sopravvivono. In più la candeggina non va mai mescolata con altri prodotti, come quelli con acidi o ammoniaca, perché si formano gas pericolosi.
Lo stesso vale per l’aceto, spesso consigliato come rimedio della nonna: profuma di pulito, ma da solo non stacca la patina. Bicarbonato e aceto fanno tanta schiuma ma poca azione. Questi prodotti possono aiutare dopo lo scovolino, mai al suo posto.

Cosa ci racconta la loro presenza
La mosca farfalla è anche una piccola spia. Se compare spesso, vale la pena chiedersi perché.
- Scarichi poco usati: il bidet che non usa nessuno, la doccia del bagno degli ospiti, la piletta a pavimento della lavanderia. Nell’acqua ferma la patina cresce indisturbata.
- Sifoni seccati: nelle seconde case, al mare o in montagna, dopo settimane di chiusura l’acqua del sifone evapora. Senza quel tappo d’acqua, dalla fognatura possono risalire odori e insetti. Al ritorno, prima di tutto, fai scorrere acqua in tutti gli scarichi. Se parti per molto tempo, un cucchiaio d’olio da cucina nel sifone rallenta l’evaporazione.
- Perdite nascoste: se pulisci tutti gli scarichi e i moscerini continuano a comparire, il problema potrebbe essere una perdita sotto il piatto doccia, una fuga di silicone rovinata o un tubo che gocciola dentro un mobile. Lì si forma fango umido e organico, perfetto per le larve. In questo caso serve un idraulico.
In Italia, con case calde e umide per molti mesi, la mosca farfalla si può vedere quasi tutto l’anno, con un picco in estate. Nelle regioni più calde del Sud e sulle coste può essere attiva anche in pieno inverno, nei bagni riscaldati.
Sono pericolosi? Le cose da sapere
La risposta breve è: no, per le persone sane in casa sono innocui. La mosca farfalla non punge, non morde e non succhia sangue. Non fa danni alle piante e non è un problema per cani e gatti, che al massimo si divertono a cacciarla.
Nella letteratura medica esistono alcuni casi rari, in Egitto, Marocco, Nepal, Iran e Turchia, in cui larve di questa specie sono state trovate nelle urine o nelle feci di qualche paziente. Gli studi più recenti però indicano che le larve non riescono a sopravvivere nell’intestino umano. Molti di quei casi erano probabilmente dovuti a contaminazione, per esempio larve finite nel contenitore o nel water. Non c’è motivo di allarmarsi.
Un discorso diverso vale per gli ospedali. In Germania la mosca farfalla è diventata un ospite fisso di alcune strutture sanitarie, e si è visto che gli adulti, passando dagli scarichi alle superfici, possono trasportare batteri sul corpo. Per questo negli ospedali va tenuta sotto controllo. In casa, invece, è più un fastidio e un segnale di scarichi da pulire.
Una cosa vera, che chi li ha avuti in casa conosce bene: all’inizio sembrano quasi carini, così pelosi e lenti. Ma se si lascia fare, in poche settimane i pochi moscerini diventano decine. Meglio intervenire subito.
Curiosità: da dove viene la mosca farfalla
In italiano la chiamiamo in tanti modi: moscerino dei bagni, mosca farfalla, falena dei bagni, a volte semplicemente moscerini a forma di cuore. In inglese è la bathroom moth midge, il «moscerino-falena del bagno».
La specie è stata descritta nel 1893 dall’entomologo americano Samuel Williston. È di origine tropicale e subtropicale e per molto tempo in Europa era considerata una specie soprattutto mediterranea: l’Italia, insomma, è da sempre casa sua. Negli ultimi decenni, seguendo le nostre case riscaldate e i nostri tubi, si è spinta molto più a nord. È stata segnalata come «nuova» in Belgio, Austria, Slovacchia e Germania, dove spesso viveva già da anni senza che nessuno se ne accorgesse. Oggi si trova in quasi tutto il mondo: è una specie sinantropica, cioè che vive accanto all’uomo e sfrutta gli ambienti che costruiamo.
Ultima curiosità: questo moscerino da bagno è anche un piccolo aiutante della scienza. È facile da allevare e ha un ciclo breve, così alcuni laboratori universitari lo usano per studiare come si sviluppa l’embrione degli insetti. Il suo DNA è stato studiato in dettaglio.
In breve: se vedi moscerini pelosi a forma di cuore in bagno, non prendere lo spray. Fai il test dello scotch, trova lo scarico giusto, prendi lo scovolino e togli la patina. Senza la loro casa, i moscerini spariscono da soli.
Fonti
- Autori vari (2022). Clogmia albipunctata (Nematocera; Psychodidae) as the Etiologic Agent of Myiasis: True or False? PMC / National Library of Medicine.
- Autori vari (2019). Unnoticed arrival of two dipteran species in Austria: the synanthropic moth fly Clogmia albipunctata and the parasitic bird louse fly Ornithoica turdi. Parasitology Research, Springer.
- Faulde M., Spiesberger M. (2012). Hospital infestations by the moth fly, Clogmia albipunctata (Diptera: Psychodinae), in Germany. Journal of Hospital Infection.
- Faulde M., Spiesberger M. (2013). Role of the moth fly Clogmia albipunctata (Diptera: Psychodinae) as a mechanical vector of bacterial pathogens in German hospitals. Journal of Hospital Infection.
- Autori vari. Clogmia albipunctata fails to induce true intestinal myiasis: Evidence from in vitro and in vivo digestive models. PLOS ONE.
- El-Dib N.A., Abd El Wahab W.M., Hamdy D.A., Ali M.I. (2017). Case Report of Human Urinary Myiasis Caused by Clogmia albipunctata with Morphological Description of Larva and Pupa. PMC / National Library of Medicine.
- Autori vari (2020). Synanthropic Clogmia albipunctata Causing Urogenital and Gastrointestinal Myiasis. Turkish Journal of Parasitology.
- Autori vari (2022). Rilevamento di larve acquatiche di Clogmia albipunctata in ambienti umidi e organici. Acta Aquatica Turcica.
- Boumans L. et al. (2009). First records of the bathroom mothmidge Clogmia albipunctata, a conspicuous element of the Belgian fauna that went unnoticed. Bulletin S.R.B.E./K.B.V.E.
- Schmidt-Ott Lab. Clogmia albipunctata come organismo modello. University of Chicago.
- University of Florida IFAS Extension. EENY-716 Drain Fly Psychoda spp. (Insecta: Diptera: Psychodidae). EDIS.
- Texas A&M AgriLife Extension. Drain Flies (Moth Flies or Filter Flies), E-184. Texas A&M University System.
- Virginia Cooperative Extension. Drain Fly, ENTO-414. Virginia Tech.
- University of Arkansas Division of Agriculture. Drain Flies: What are they? How do I get rid of them? UAEX.





