Ortensie rosa, blu o viola: perché cambiano colore e perché in Italia quelle blu tornano rosa

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Avete comprato un’ortensia di un blu stupendo e dopo un anno o due fa fiori rosa? Non è malata e non avete sbagliato niente. Oppure sulla stessa pianta ci sono rami rosa, rami viola e magari qualche ciuffo bluastro? Anche questo è normale. L’ortensia comune (Hydrangea macrophylla) non ha un colore fisso. Funziona un po’ come un misuratore: il colore dei fiori dice quanto alluminio le radici riescono a prendere dal terreno. Capire come funziona serve a due cose: leggere i fiori per sapere com’è il proprio terreno, e decidere già da adesso, in autunno, di che colore saranno i fiori dell’anno prossimo.

Rosa, viola e blu: lo stesso colorante, tre risultati diversi

Per prima cosa, una curiosità: quelli che chiamiamo petali dell’ortensia sono in realtà sepali. Sono foglioline colorate che circondano fiori veri, piccolissimi. Il colore dei sepali nasce da un pigmento naturale, un’antocianina chiamata delfinidina-3-glucoside. È parente stretta dei pigmenti di mirtilli e uva nera.

Da solo, questo pigmento dà toni dal rosa al rosso. Il blu compare solo quando nelle cellule del sepalo arriva l’alluminio. Il pigmento, l’alluminio e alcune sostanze di supporto (i cosiddetti copigmenti, come l’acido caffeoilchinico) si legano tra loro e formano un complesso blu. Questa combinazione è stata riprodotta anche in provetta: mescolando le tre sostanze in proporzioni uguali, in un ambiente leggermente acido, viene fuori proprio il blu dell’ortensia. Studi con tecniche di analisi molto fini hanno mostrato che il complesso blu sta soprattutto nel secondo strato di cellule del sepalo, appena sotto la superficie.

Conta anche l’acidità dentro le cellule. Le misure fatte con microelettrodi indicano che le cellule blu hanno un contenuto un po’ meno acido di quelle rosse: anche questo piccolo spostamento aiuta il blu a restare stabile.

Il viola, quindi, non è un colore a parte. È una via di mezzo: un po’ di pigmento ha trovato l’alluminio ed è diventato blu, un po’ è rimasto rosa. Nell’insieme l’occhio vede lilla, malva, porpora. Un’ortensia viola ci dice che il terreno è ancora indeciso: né abbastanza acido da dare un blu pieno, né abbastanza calcareo da dare un rosa netto.

Il ruolo del pH: la soglia di 5,5

Quasi tutti i terreni contengono alluminio, ed è uno degli elementi più comuni della crosta terrestre. Il problema non è se c’è, ma se la pianta riesce a prenderlo. Qui entra in gioco il pH, cioè quanto è acido o basico il terreno.

Ortensie rosa, blu o viola: perché cambiano colore e perché in Italia quelle blu tornano rosa

  • pH sotto 5,5 (terreno acido): l’alluminio si scioglie nell’acqua del terreno, le radici lo assorbono e i fiori diventano blu.
  • pH tra 5,5 e 6,5 circa: l’alluminio è disponibile solo in parte e si vedono viola, lilla e colori misti.
  • pH sopra 6,5-7 (terreno neutro o calcareo): l’alluminio resta bloccato in forme che non si sciolgono e i fiori diventano rosa.

L’ortensia è una pianta un po’ speciale. Per la maggior parte delle piante l’alluminio sciolto nei terreni acidi è tossico. L’ortensia invece lo sopporta benissimo e ne accumula tanto: fino a circa 3.000 microgrammi per grammo di peso secco nelle foglie e nei sepali, senza segni di sofferenza. Nei sepali blu la quantità di alluminio dentro le cellule può superare i 15 millimolari. Per spostarlo dalle radici fino ai fiori, la pianta usa dei veri e propri trasportatori. Sono proteine che fanno da porta d’ingresso, e i ricercatori giapponesi le hanno chiamate PALT1, PALT2 e VALT: alcune lo fanno entrare nella cellula, altre lo portano nel vacuolo, il serbatoio dove si trova il pigmento.

Perché sulla stessa pianta ci sono fiori rosa e viola

È una delle scene più belle dell’estate: un cespuglio con pompon rosa accesi, altri viola scuro e qualche boccio ancora verde in mezzo, che dà a tutta la pianta un’aria viva. Chi passeggia nei giardini sui laghi o nei cortili di campagna l’ha visto spesso, e tanti restano incantati proprio da questi accostamenti. Ma come può una sola pianta fare colori diversi?

La risposta sta sotto terra. Le radici di un’ortensia adulta si allargano parecchio e non trovano ovunque lo stesso terreno. Un pezzo di radici può stare vicino a un muro, a un marciapiede o a vecchi calcinacci, che rilasciano calcare e alzano il pH. Un altro pezzo può pescare in una zona più ricca di foglie decomposte e quindi più acida. L’alluminio non arriva in modo uguale a tutti i rami, e ogni ramo racconta la sua parte di terreno. Contano anche i tempi: se il terreno sta cambiando (perché lo state acidificando o, al contrario, perché lo bagnate con acqua calcarea), per un po’ di tempo convivono fiori

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