Cimice verde: i piccoli sembrano coccinelle, in autunno diventa marrone. Come riconoscerla in orto e in casa

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Se nell’orto hai visto un gruppetto di insetti neri a puntini bianchi e arancioni stretti l’uno all’altro sotto una foglia di fagiolo, è facile che tu abbia pensato a delle piccole coccinelle. Se a novembre ne hai trovato uno marrone, a forma di scudo, sul cassonetto della tapparella, avrai pensato alla temuta cimice asiatica. In molti casi, però, si tratta dello stesso insetto in due momenti diversi della sua vita: la cimice verde, nome scientifico Nezara viridula. È un insetto che cambia aspetto più volte: dall’uovo all’adulto fa cinque mute, e a ogni muta cambia forma e colori. Poi, quando arriva il freddo, l’adulto cambia colore un’altra volta.

Chi la vede per la prima volta da vicino spesso la trova perfino carina, con quei disegni ordinati e quei colori vivaci. Per chi coltiva pomodori, fagioli e peperoni, però, è un ospite da tenere d’occhio. Vediamo come riconoscerla in ogni fase e come gestirla senza insetticidi.

Le uova a barilotto: dove comincia tutto

Tutto comincia sulla pagina inferiore delle foglie, cioè sul lato rivolto verso terra. La femmina depone le uova in gruppi compatti, chiamati ovature. Di solito sono tra 30 e 130 uova, sistemate in file ordinate che ricordano un piccolo favo d’api. Ogni uovo ha la forma di un minuscolo barilotto, con il coperchio piatto. Appena deposte sono color crema o giallo chiaro. Poco prima della schiusa diventano rosate o arancioni.

D’estate, al caldo, le uova si schiudono in circa una settimana. In primavera, con temperature più basse, possono servire anche tre settimane. Per l’ortolano questo è il momento migliore per intervenire: un’ovatura è ferma e facile da vedere, e se la togli eviti decine di cimici in un colpo solo.

Un consiglio pratico: se trovi un’ovatura con le uova diventate nere o grigio scuro, lasciala dove si trova. Con buona probabilità è stata parassitizzata da una piccola vespa utile, di cui parliamo più avanti.

Le ninfe: perché i piccoli della cimice verde sembrano coccinelle

I piccoli delle cimici non si chiamano larve ma ninfe. Assomigliano già un po’ all’adulto, ma non hanno le ali. La cimice verde passa attraverso cinque stadi di ninfa, separati da una muta, cioè dal cambio della pelle. Al caldo ogni stadio dura circa una settimana. In condizioni ideali, intorno ai 25 °C, servono in media poco più di cinque settimane per passare dall’uovo all’adulto.

  • Primo stadio: ninfe minuscole, arancio-brunastre, che restano ferme in gruppo sopra le uova appena schiuse. In questa fase non si nutrono della pianta.
  • Secondo e terzo stadio: ecco le finte coccinelle. Il corpo è tondeggiante, nero lucido, con puntini bianchi, gialli o arancio-rossi sul dorso. È questo lo stadio che inganna anche gli ortolani più esperti.
  • Quarto e quinto stadio: la ninfa diventa più grande e il colore vira al verde, con macchie nere, bianche e rosate. Nell’ultimo stadio si vedono gli abbozzi delle ali, due placche sul dorso.

Come distinguere una ninfa di cimice verde da una coccinella? Ci sono tre segnali semplici:

  • Le antenne: quelle della cimice sono lunghe e ben visibili, quelle della coccinella sono cortissime.
  • La bocca: se la giri, la cimice ha sotto il corpo una specie di cannuccia, il rostro. Lo usa per pungere la pianta e succhiarne la linfa.
  • Il comportamento: le ninfe di cimice stanno quasi sempre in gruppo, mentre le coccinelle si muovono da sole a caccia di afidi.

Se le tocchi, le ninfe di cimice lasciano anche il tipico odore pungente.

L’adulto verde e il cambio d’abito d’autunno

L’adulto è lungo circa 12-15 millimetri e ha la classica forma a scudo delle cimici. In estate è di un bel verde brillante, uniforme. Alla base dello scudetto, cioè il triangolo al centro del dorso, si notano spesso tre puntini chiari in fila. Ai lati del corpo a volte ci sono minuscoli puntini scuri.

Quando le giornate si accorciano e le notti diventano fredde, molti adulti entrano in una specie di letargo, chiamato diapausa. In questa fase cambiano colore e passano dal verde a un bruno-rossastro, a volte color ruggine. Il cambiamento è reversibile: in primavera, quando riprendono l’attività, tornano verdi.

Per passare l’inverno cercano luoghi riparati: foglie secche, cespugli fitti, la base delle piante perenni, cortecce. Ma anche fessure dei muri, infissi e cassonetti delle tapparelle. Ecco perché in Italia, tra ottobre e dicembre, molti trovano una cimice verde marrone in casa e la scambiano per un’altra specie. In primavera chi è sopravvissuto torna attivo, si accoppia e comincia a deporre. Nelle nostre regioni la cimice verde può fare più generazioni all’anno: di solito sono di più al Sud e lungo le coste, dove il clima è più mite.

Cimice verde o cimice asiatica? 3 controlli per non sbagliare

D’autunno, con la cimice verde scurita, la confusione con la cimice asiatica (Halyomorpha halys) è frequentissima. Basta una lente o lo zoom del telefono per fare tre controlli:

  1. Il bordo dell’addome. Guarda il margine del corpo, quella parte che sporge ai lati sotto le ali. La cimice asiatica ha un bordo a strisce, con bande chiare e scure alternate, quasi come una cornice a scacchi. Nella cimice verde, anche quando è diventata bruna, il bordo è uniforme, al massimo con qualche puntino scuro.
  2. Le antenne. La cimice asiatica ha antenne scure con anelli bianchi ben visibili sugli ultimi segmenti. La cimice verde ha antenne senza anelli bianchi, con la punta che tende al rossiccio o al bruno.
  3. Le macchiette chiare. La cimice asiatica ha un colore marmorizzato, cioè una base marrone fitta di puntini chiari e scuri, come una pietra. La cimice verde bruna ha invece un colore piuttosto uniforme, con al massimo i tre puntini chiari alla base dello scudetto.

C’è anche un indizio in più: la cimice asiatica adulta di solito è un po’ più grande e più larga di spalle.

La cimice verde in casa: è pericolosa?

No. La cimice verde non punge le persone, non trasmette malattie e non rovina mobili o tessuti. In casa non si riproduce: cerca solo un posto riparato per passare l’inverno. Se la trovi, il modo più semplice è prenderla con un foglio di carta o un barattolo e portarla fuori. Non schiacciarla, perché l’odore resta a lungo.

Per evitare che entri ci sono alcuni accorgimenti:

  • zanzariere ben chiuse già da settembre;
  • guarnizioni integre su porte e finestre;
  • controlli periodici dei cassonetti delle tapparelle.

Se un cane o un gatto la mordicchia, di solito se la cava con un po’ di bava e una smorfia di disgusto per il sapore. Se però i sintomi durano, sentire il veterinario è sempre buona norma.

Il danno vero nell’orto: pomodori, fagioli e peperoni

La cimice verde si nutre pungendo con il rostro frutti, baccelli e germogli. Nel punto in cui punge inietta saliva che rovina i tessuti. Il danno cambia a seconda della coltura:

Cimice verde: i piccoli sembrano coccinelle, in autunno diventa marrone. Come riconoscerla in orto e in casa

  • Pomodori: sulla buccia compaiono macchie chiare, giallastre o biancastre, dai contorni sfumati. Sotto la buccia la polpa diventa dura, spugnosa e suberosa, cioè simile al sughero. I frutti colpiti da giovani possono crescere deformati.
  • Fagioli e fagiolini: i baccelli si deformano, i semi restano piccoli, raggrinziti o macchiati. Sulle leguminose, che sono tra le sue piante preferite, il danno può essere importante.
  • Peperoni: macchie decolorate e zone che si afflosciano. Dalle punture possono entrare funghi e batteri che fanno marcire il frutto.

In un orto familiare il problema è soprattutto estetico e di qualità, ma quando le cimici sono tante la perdita di raccolto diventa visibile. Per questo conviene agire presto, quando ci sono ancora uova e ninfe, prima che arrivino gli adulti, che volano e sono molto più difficili da gestire.

Come intervenire senza insetticidi

1. Ispezioni e raccolta manuale

Da aprile-maggio, quando ricompaiono gli adulti, e poi per tutta l’estate, conviene controllare una volta alla settimana la pagina inferiore delle foglie di fagioli, pomodori, peperoni e cavoli. Cosa fare:

  • Ovature chiare (crema, gialle, rosate): togli la porzione di foglia e buttala in un sacchetto chiuso.
  • Gruppi di ninfe: scuoti delicatamente la foglia sopra un secchio con acqua e qualche goccia di sapone. Il sapone rompe la tensione superficiale e gli insetti affondano.
  • Adulti: meglio cercarli al mattino presto. Con il fresco sono intorpiditi e si lasciano cadere facilmente nel secchio.

2. Colture trappola

Una coltura trappola è una pianta che la cimice preferisce a quella che vogliamo proteggere. Si semina ai margini dell’orto per attirarla e concentrarla in un punto solo, dove è più facile controllarla. Per la cimice verde si usano in genere piante molto gradite come il sorgo, la senape e il girasole, oppure una fila di fagioli seminata in anticipo. Il trucco è controllare spesso la fascia trappola ed eliminare lì uova, ninfe e adulti. Se non si fa, la trappola diventa un vivaio di cimici.

3. Trappole a feromone

I maschi di cimice verde emettono un feromone di aggregazione, cioè un messaggio chimico che attira altri adulti dei due sessi e anche le ninfe. In campo è stato dimostrato che trappole con questo feromone catturano la cimice verde, e più ne contengono più ne attirano. Sono utili soprattutto per monitorare, cioè per capire quando arrivano le cimici, più che per eliminarle.

4. Trissolcus basalis, la piccola vespa che lavora per noi

Il miglior alleato dell’ortolano è grande poco più di un millimetro. Trissolcus basalis è una minuscola vespa parassitoide, del tutto innocua per le persone. La femmina depone il proprio uovo dentro l’uovo della cimice. La larva della vespa si sviluppa al suo interno e lo svuota: invece di una cimice, dall’uovo esce una nuova vespetta. Le uova parassitizzate diventano scure, quasi nere.

Questa vespa è stata usata in molti Paesi nella lotta biologica contro la cimice verde ed è presente in modo naturale anche in Italia. Per aiutarla:

  • evita insetticidi ad ampio spettro, che la uccidono;
  • lascia sul posto le ovature scure;
  • mantieni fasce fiorite ai bordi dell’orto, perché gli adulti delle piccole vespe si nutrono di nettare.

Esistono anche mosche parassite, i tachinidi, che depongono le uova sulle ninfe e sugli adulti della cimice. Sono altri alleati naturali da proteggere.

Due curiosità: la puzza e la vita di gruppo

Perché puzza? Le cimici hanno delle ghiandole che producono sostanze dall’odore acre. Nelle ninfe queste ghiandole si trovano sul dorso dell’addome, negli adulti tra le zampe. Quando l’insetto si sente minacciato, perché viene toccato, schiacciato o semplicemente disturbato, libera queste sostanze per scoraggiare uccelli, lucertole e insetti predatori. È anche un segnale di allarme: alcune di queste molecole spingono le altre cimici vicine a lasciarsi cadere a terra per mettersi in salvo. Non serve schiacciarla: basta che si senta in pericolo.

Perché i piccoli stanno sempre in gruppo? Appena nate, le ninfe restano sopra il guscio delle uova per un paio di giorni. Lì, con il rostro, assaggiano la superficie delle uova. Sembra che in questo modo raccolgano sostanze lasciate dalla madre e i batteri benefici che serviranno alla loro digestione. Poi restano unite almeno fino al terzo-quarto stadio. Stare in gruppo le protegge: un mucchietto di ninfe che puzzano tutte insieme è un boccone molto meno invitante per un predatore. Inoltre il gruppo trattiene meglio il calore e l’umidità. Per l’ortolano questa abitudine è una fortuna: trovare un gruppo vuol dire eliminare decine di future cimici con un solo gesto.

In breve: il calendario della cimice verde

  • Inverno: adulti bruno-rossastri al riparo, anche in casa. Nessun danno.
  • Primavera: gli adulti tornano verdi, si accoppiano e depongono le prime ovature. È il momento migliore per controllare le foglie.
  • Estate: ninfe a finta coccinella e nuove generazioni. Il danno su pomodori, fagioli e peperoni è al massimo.
  • Autunno: gli adulti cambiano colore e cercano dove svernare. È il momento di chiudere bene gli infissi.

Fonti

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