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Tra novembre e dicembre arriva sempre la stessa domanda: perché il mio rincospermo ha le foglie rosse? Fino a poco prima la siepe era verde lucido. Adesso è piena di chiazze color vino, rame e bronzo, come se stesse per perdere le foglie. Eppure il falso gelsomino (Trachelospermum jasminoides) è un sempreverde. Nella gran parte dei casi va tutto bene: la pianta si sta solo proteggendo dal freddo e dalla luce forte. Vediamo cosa succede dentro la foglia e come riconoscere, con quattro controlli semplici, i casi in cui c’è davvero un problema.
Un falso gelsomino che è parente dell’oleandro
Il nome trae in inganno. Il rincospermo non è un gelsomino vero, cioè non è del genere Jasminum. Appartiene alle Apocynaceae, la stessa famiglia dell’oleandro e della pervinca. Lo si capisce subito spezzando un rametto o staccando una foglia: esce un lattice bianco, appiccicoso, tipico di questa famiglia. I gelsomini veri non lo hanno.
È un rampicante sempreverde e legnoso, con fusti che si attorcigliano. Le foglie sono coriacee, verde scuro e lucide. Tra maggio e giugno si riempie di fiorellini bianchi a forma di stella, molto profumati. Chi passa accanto a un muro coperto di rincospermo in fiore a fine maggio non lo dimentica: il profumo arriva da metri di distanza e d’istinto ci si avvicina per annusare. È anche per questo che è diventato uno dei rampicanti più diffusi in Italia, su recinzioni, pergolati e balconi. Ha ricevuto inoltre il premio al merito della Royal Horticultural Society, il riconoscimento inglese per le piante affidabili.
Perché le foglie diventano rosse: gli antociani fanno da crema solare
Il colore rosso viene da pigmenti chiamati antociani. Sono gli stessi del radicchio, dei mirtilli e dell’uva nera. Molte piante sempreverdi a foglia larga li producono d’inverno. Gli scienziati le chiamano specie winter-red, cioè rosse d’inverno, per distinguerle da quelle che restano verdi.
Ma a cosa servono? Proviamo a spiegarlo in modo semplice. La foglia cattura la luce del sole con la clorofilla e la usa per produrre zuccheri, cioè cibo. Quando fa freddo questa piccola fabbrica rallenta molto, perché tutte le reazioni chimiche vanno più piano. La luce però continua ad arrivare, soprattutto nelle giornate limpide e fredde di novembre e dicembre. Se la foglia assorbe più energia di quanta ne riesce a usare, l’eccesso fa danni: si formano molecole aggressive che rovinano le cellule. È un po’ come una catena di montaggio che rallenta mentre i pezzi continuano ad arrivare a tutta velocità.
Gli antociani si sistemano negli strati più esterni della foglia e funzionano come un filtro solare. Assorbono una parte della luce, soprattutto quella verde, prima che raggiunga la clorofilla. Così la foglia si scalda meno di luce e si protegge.
Gli studi sulle sempreverdi confermano questa idea. Confrontando specie che d’inverno arrossiscono con specie che restano verdi, si è visto che quelle rosse hanno bisogno di meno pigmenti protettivi gialli, le xantofille, rispetto alla clorofilla. In pratica il rosso fa parte del lavoro di protezione al posto loro. Le ricerche su Galax urceolata, una piccola sempreverde americana, mostrano che arrossiscono soprattutto le foglie esposte al sole, mentre quelle in ombra restano verdi. In un altro studio, sul caprifoglio giapponese (Lonicera japonica), si è osservato che le piante più povere di azoto si colorano di più. Il motivo è che una foglia meno nutrita ha una fabbrica più debole e quindi ha più bisogno di protezione.
Da tutto questo nasce una regola facile da ricordare: il rincospermo diventa rosso quando il freddo arriva insieme a tanta luce. Se la pianta è anche un po’ stressata, per esempio perché è in vaso, al vento o con poco nutrimento, il rosso è ancora più intenso.
Quando e dove succede in Italia
Nelle nostre zone climatiche 8-10 il cambio di colore compare di solito tra fine ottobre e dicembre, quando le temperature notturne scendono stabilmente sotto gli 8-10 °C. Rispetto ai calendari americani o inglesi che si leggono online, da noi il fenomeno arriva spesso con qualche settimana di ritardo.
- Pianura Padana e Nord interno: è il caso più frequente. Le siepi esposte a sud e le recinzioni ventose diventano rosso vivo o bronzo, a volte quasi viola.
- Centro e zone collinari: le foglie si colorano a chiazze, soprattutto quelle vecchie e quelle sul lato più esposto.
- Coste e Sud: spesso le foglie restano verdi tutto l’inverno, o prendono appena qualche riflesso ramato.
Un dettaglio utile: si colorano soprattutto le foglie più esterne e più esposte. Se scostate la vegetazione, quelle all’interno, all’ombra, sono di solito ancora verdi. È il segnale più chiaro che si tratta di una difesa contro la luce e non di una malattia.
Quanto al gelo, il rincospermo in piena terra e ben radicato sopporta brevi discese fino a circa -10/-12 °C. Le foglie e i germogli giovani possono però rovinarsi già prima. Soffre invece dove il freddo sotto i -5 °C dura a lungo, dove il terreno resta fradicio e dove il vento è forte e costante. Il verde torna da solo ad aprile, quando le notti si scaldano: gli antociani si smontano e le foglie riprendono il loro colore.
Il test dei 4 controlli: rosso normale, giallo o gelo vero?
Per capire cosa succede alla vostra pianta bastano cinque minuti e quattro controlli. Ci troviamo di fronte a tre casi: il rosso da freddo, che è normale, il giallo, causato da acqua ferma o da carenza di ferro, e le macchie nere da gelo.
Controllo 1: di che colore è e come si distribuisce
- Rosso, bronzo o viola uniforme, a volte con le venature ancora verdi, sulle foglie esposte: è freddo più luce. È normale.
- Giallo con le venature verdi ben disegnate, come una rete, soprattutto sulle foglie giovani in cima ai rami: è il segno tipico della clorosi ferrica, cioè la carenza di ferro.
- Giallo spento su tutta la foglia, a partire da quelle vecchie in basso, con foglie che cadono: fa pensare a radici sofferenti per ristagno d’acqua.
- Nero o marrone scuro, sui margini o sulle punte dei germogli: danno da gelo.
Controllo 2: quando è comparso
Il rosso arriva in autunno e se ne va in primavera. La clorosi ferrica, invece, si nota soprattutto in primavera e in estate, quando la pianta fa le foglie nuove e ha più bisogno di ferro. Nei terreni calcarei, così comuni in molte zone d’Italia, il ferro c’è ma la pianta non riesce ad assorbirlo. Il terreno ricco di calcare alza il pH e il ferro diventa indisponibile. Il problema peggiora se il terreno è compatto o drena male. Quindi: foglie rosse a dicembre non sono clorosi. Foglie gialle con venature verdi a maggio, in un giardino calcareo, probabilmente sì.
Controllo 3: com’è la foglia al tatto
Una foglia rossa da freddo resta soda, lucida e coriacea, esattamente come quando era verde. Una foglia colpita dal gelo vero diventa prima scura e come bagnata, quasi trasparente. Poi si secca, si accartoccia e si sbriciola. Una foglia che soffre per il ristagno è molle, pende e si stacca appena la si tocca.

Controllo 4: radici, terreno e il trucco del lattice
Infilate un dito nel terreno per qualche centimetro. Se è fradicio e magari ha odore di marcio, il problema è l’acqua e non il freddo. In vaso controllate che i fori di drenaggio non siano chiusi e che il sottovaso non sia pieno d’acqua.
Poi c’è un trucco che sfrutta proprio la parentela con l’oleandro. Graffiate leggermente la corteccia di un rametto che vi sembra morto, oppure spezzatene la punta. Se esce lattice bianco e sotto la corteccia il legno è verde, il ramo è vivo e in primavera ripartirà. Se è secco, marrone e non esce nulla, quel tratto è morto. Lo toglierete più avanti, senza fretta.
In sintesi: foglie rosse, sode e lucide, sul lato esposto, in pieno inverno, con terreno non fradicio? State tranquilli, è tutto normale.
Rincospermo in vaso d’inverno: le cure giuste
In vaso la pianta è più esposta. Le radici non hanno la protezione della terra intorno e sentono il freddo come l’aria. Per questo le piante in vaso arrossiscono di più e rischiano di più.
- Proteggete le radici: avvolgete il vaso con tessuto non tessuto, juta o pluriball. Sollevatelo da terra con dei piedini o con due listelli di legno.
- Annaffiate meno, ma non lasciatelo a secco: d’inverno serve poca acqua. Una pianta sempreverde però continua a perdere acqua dalle foglie, soprattutto con la tramontana o la bora. Annaffiate quando i primi centimetri di terra sono asciutti, nelle ore più miti e mai prima di una gelata.
- Niente sottovaso pieno: l’acqua ferma e il gelo insieme sono la combinazione peggiore per le radici.
- Niente concime ora: si riprende a fine inverno o in primavera. Se il terreno è calcareo, scegliete un concime con ferro in forma chelata, cioè più facile da assorbire.
- Riparo dal vento: se potete, spostate il vaso vicino a un muro, meglio se rivolto a sud o a est.
Le varietà: chi si colora di più e chi di meno
Non tutti i rincospermi reagiscono allo stesso modo. Ecco cosa aspettarsi dalle forme più diffuse nei vivai italiani.
- ‘Tricolor’: ha foglie variegate di verde, crema e rosa. D’inverno il rosa diventa rosso acceso ed è la varietà più spettacolare in questa stagione. Avendo meno clorofilla, però, è un po’ più delicata al freddo. Attenzione: nei cataloghi la trovate sia come T. jasminoides sia come T. asiaticum, perché il nome cambia da vivaio a vivaio.
- ‘Wilsonii’: ha foglie più strette, con venature chiare in evidenza, ed è nota per prendere un bel colore rosso-bronzo in inverno. È una buona scelta per chi apprezza proprio questo effetto. Esistono anche selezioni nate apposta per il colore invernale, come ‘Winter Ruby’.
- Trachelospermum asiaticum: è la specie cugina, con foglie più piccole e fiori color crema-giallino. Tende a bronzare in inverno ed è ottima anche come tappezzante sotto gli alberi, in mezz’ombra.
- La specie tipica e la ‘Variegatum’: si colorano in modo variabile. Dipende molto da quanto sole prendono e da quanto freddo fa.
La regola d’oro: non si pota adesso
Vedere la siepe rossa spinge molti a prendere le forbici per fare ordine. È un errore. I fiori profumati di maggio nascono sui rami cresciuti quest’anno. Se li tagliate in autunno o in inverno, vi togliete da soli la fioritura della prossima primavera. In più, i tagli fatti adesso aprono ferite proprio quando il gelo può danneggiare i tessuti.
Il rincospermo, del resto, ha bisogno di poche potature. Basta accorciare i rami che escono dalla forma o dallo spazio disponibile. Il momento giusto è subito dopo la fioritura, tra giugno e luglio. Le eventuali parti seccate dal gelo si tolgono a primavera, ad aprile, quando la pianta riparte. A quel punto si vede bene dove arriva il legno vivo: è il ramo che fa uscire lattice bianco. Ricordate di usare i guanti, perché il lattice può irritare la pelle sensibile.
In breve
- Le foglie rosse o bronzo del rincospermo d’inverno sono una difesa naturale: gli antociani proteggono la foglia dalla luce quando il freddo rallenta il suo lavoro.
- Il rosso è più intenso al sole, al vento, in vaso e al Nord. Al Sud e sulle coste le foglie spesso restano verdi.
- Il giallo con le venature verdi in primavera indica carenza di ferro. Il giallo molle con foglie che cadono indica ristagno d’acqua. Le parti nere e secche sono gelo vero.
- Il verde torna ad aprile. Si pota solo dopo la fioritura, tra giugno e luglio.
Fonti
- Hughes N.M. et al. (2012). Xanthophyll cycle pigment and antioxidant profiles of winter-red (anthocyanic) and winter-green (acyanic) angiosperm evergreen species. Journal of Experimental Botany.
- Hughes N.M., Neufeld H.S., Burkey K.O. (2005). Functional role of anthocyanins in high-light winter leaves of the evergreen herb Galax urceolata. New Phytologist.
- Hughes N.M. et al. (2014). Support for a Photoprotective Function of Winter Leaf Reddening in Nitrogen-Deficient Individuals of Lonicera japonica. Molecules.
- Autori vari (2020). Seasonal photosynthesis and anthocyanin production in 10 broadleaf evergreen species. PubMed.
- Royal Horticultural Society. Trachelospermum (Star jasmine) – Plant Guide. RHS.
- Royal Horticultural Society. Trachelospermum jasminoides – scheda pianta. RHS.
- Royal Horticultural Society. Trachelospermum jasminoides Tricolor (v). RHS.
- NC State Extension. Trachelospermum jasminoides (Confederate Jasmine, Star Jasmine). North Carolina State University.
- Colorado State University Extension. Iron Chlorosis of Woody Plants. CMG GardenNotes 223.
- North Dakota State University Extension. Iron Chlorosis in Trees. NDSU.





