Biochimica spiazza tutti: "La frutta che mangiamo non è naturale", ecco perché

"Una mela al giorno toglie il medico di torno". "Mangia frutta e verdura, che ti fanno bene". Praticamente ognuno di noi si è sentito ripetere svariate volte nella vita frasi simili. Quella che consumiamo oggi, tuttavia, non è frutta naturale al 100%: lo ha spiegato una biochimica.

"La frutta e la verdura non hanno più il sapore di una volta". Anche questa frase l'hai pronunciata o l'hai ascoltata a un certo punto della tua vita. Non è un luogo comune: è vero soprattutto per quei prodotti disponibili 12 mesi l'anno e che provengono dalla grande distribuzione. Scavando a fondo, ci accorgiamo che la frutta che consumiamo oggi non è la stessa di qualche decennio fa. Di nuovo: nessun luogo comune, solo la verità. La conferma arriva da una biochimica, Jessie Inchauspé, che ha rilasciato una lunga intervista al canale YouTube "The Diary of a CEO".

"La frutta che mangiamo oggi non è naturale, è stata geneticamente modificata dall'uomo. È come per i cani: tutte le razze attuali, dai chihuahua ai Golden Retriever, sono tutti discendenti dei lupi. Gli esseri umani hanno fatto incrociare varie razze di lupo per creare nuove razze di cane. Tutti quelli esistenti oggi sono discendenti del lupo grigio, ma l'essere umano li ha modificati e addomesticati. Siamo molto bravi, come specie, a modificare esseri viventi e renderli utili ai nostri scopi. Lo stesso è accaduto con la frutta". Le banane ancestrali avevano i semi, erano molto più piccole, dalla buccia più verde che gialla e molto meno dolci; le carote non erano arancioni ma viola scuro e di norma più sottili.

La frutta che mangiamo oggi non è "naturale"

La biochimica aggiunge: "La frutta intera contiene acqua e fibre. La presenza di acqua e fibre rallenta il processo di assimilazione di zucchero nel sangue, di fatto rendendola più adatta al nostro organismo". Poi fa un esempio ancor più specifico: "Spesso la rendiamo ancora meno naturale. Prendiamo un'arancia, la spremiamo e cosa otteniamo? Un liquido strapieno di zucchero e povero di fibre, che sono la parte più sana e utile del frutto. Bere una spremuta d'arancia ti porta a ingerire una enorme quantità di zucchero, senza la parte fibrosa che protegge contro il picco glicemico. E le arance nemmeno sono naturali: sono state inventate diversi secoli fa incrociando altri agrumi esistenti".

Nel corso dell'intervista, la biochimica ha letteralmente detto: "Devi darmi un sacco di soldi se vuoi che beva questo". Credits: The Diary of a CEO -youtube
Nel corso dell'intervista, la biochimica ha letteralmente detto: "Devi darmi un sacco di soldi se vuoi che beva questo". Credits: The Diary of a CEO -youtube

“La quantità di zucchero in un bicchiere di succo d'arancia - insiste - è lo stesso di un bicchiere di Coca-Cola, circa 25 grammi. E non c'è nessuna differenza tra i due: sono molecole di fruttosio e glucosio. Il tuo corpo le assorbe nella stessa identica maniera, non sa distinguere tra lo zucchero di un'arancia e quello di una Coca-Cola. Non la considero una bevanda sana, anche se c'è la vitamina C". L'OMS suggerisce di limitare l'apporto di zucchero a 25 grammi al giorno e, dato che un bicchiere di spremuta d'arancia ne contiene pressappoco tale quantità, va da sé che non sia una bevanda salutare come molti credono.

I prodotti antichi sono stati modificati dall'uomo per renderli sia più appetibili che più redditizi a livello economico. Secondo il CNR, le piante odierne sono l'opposto di ciò che l'evoluzione naturale avrebbe selezionato in natura: l'uomo ha privilegiato sapori e colori più gradevoli. Oltre alle già citate banane, mele e carote, ci sono altri esempi: il mais selvatico era ancor più piccolo di quello 'moderno' e aveva un sapore simile alla patata; le primissime melanzane erano simili ai pomodorini in forma e dimensioni, con la differenza che erano dotate di spine appuntite.

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