Esperto di sicurezza alimentare spiega perché i mestoli di legno non si usano più nelle cucine professionali

Un content creator italiano esperto di sicurezza alimentare e microbiologia ha spiegato perché i mestoli di legno non vengono più utilizzati nelle cucine professionali. Come prevedibile, non tutti si sono detti d'accordo.

Il content creator @rubricalimenti, esperto in sicurezza alimentare, sostiene che nelle cucine professionali siano spariti i mestoli di legno, presenti invece nelle cucine casalinghe di milioni di italiani. Perché chi lavora con il cibo avrebbe messo da parte questo materiale naturale al 100%? Come spiega l'autore del video: "il legno è poroso e igroscopico, quindi può assorbire liquidi e trattenere microorganismi, specialmente nelle crepe che si possono formare nel tempo". A suo dire, il problema principale riguarda l'igiene perché "i batteri che entrano nei pori sono difficili da rimuovere con la pulizia".

I mestoli di legno non sono più usati nella stragrande maggioranza delle cucine professionali.
I mestoli di legno non sono più usati nella stragrande maggioranza delle cucine professionali.

Come spiega l'esperto, le normative riguardanti la sicurezza e l'igiene alimentare privilegiano materiali lisci e non assorbenti tipo il silicone: "Sono materiali che oltretutto possono essere anche lavati in lavastoviglie - spiega - a differenza del legno che può assorbire acqua e detergenti". Poi scherza (ma non troppo) aggiungendo: "Ti vedo che lavi i taglieri e i mestoli di legno in lavastoviglie, ma ricordati di non lasciare mai un mestolo di legno immerso in un sugo, altrimenti assorbe tutto". A fine video, lascia intendere che i mestoli di legno non sono il male assoluto, ma come tutti gli altri utensili da cucina hanno un ciclo di vita al termine del quale è bene disfarsene: "Ispeziona bene i tuoi mestoli ed elimina quelli rovinati".

Alternative ai mestoli di legno

Per la scienza​, il materiale più sicuro e durevole in assoluto è l'acciaio inossidabile. L'acciaio inox (lega con 18% cromo e 10% nichel) è non reattivo, dunque non rilascia sostanze chimiche nemmeno ad alte temperature, è lavabile in lavastoviglie e quasi eterno. A detta degli esperti, è da preferire al legno in una circostanza molto specifica: quando si cuoce ad alte temperature o si maneggiano liquidi molto caldi. L'unico limite? Non dovrebbe essere usato per preparare pasti che poi saranno ingeriti da chi è allergico al nichel.

Altri materiali che sono considerati sicuri dalla comunità scientifica sono il già citato silicone di qualità alimentare (sull'etichetta del prodotto dovrebbero esserci le diciture "certificato food-grade" e "platinun-cured". Scientificamente parlando, resiste fino a 220 gradi, è flessibile, non gratta le pentole antiaderenti e non è un materiale 'amato' dai batteri, che difficilmente prolifereranno. Il suo unico grande limite è che non è né riciclabile né biodegradabile. Meno diffuso ma ancor più sicuro è il titanio: che è più leggero dell'acciaio, non è corrosivo né reattivo e non rilascia la minima sostanza negli alimenti. Il difetto? Banalmente, il prezzo.​ Se non si lavora in cucina, per un uso quotidiano ottimale, la scienza suggerisce un mix di legno, acciaio inox (in caso di alte temperature e uso intensivo) e, limitatamente alle pentole antiaderenti e i lavori di raschiatura, il silicone alimentare certificato.

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