5 cose che credi di sapere sul Medioevo ma che sono state inventate secoli dopo

Il Medioevo è il periodo storico più frainteso di tutti. La maggior parte di quello che "sappiamo" su quest'epoca non viene da fonti medievali, ma da invenzioni dell'Ottocento e del Novecento, create per far sembrare il passato più oscuro di quanto fosse realmente.

La ricerca storica degli ultimi decenni ha smontato queste credenze una per una. Ecco cinque miti che quasi tutti credono veri e che, semplicemente, non lo sono.

1. “Nel Medioevo credevano che la Terra fosse piatta”

Falso. Non esiste un singolo documento medievale che sostenga la teoria della Terra piatta come insegnamento ufficiale. Al contrario, praticamente ogni studioso medievale sapeva che la Terra era sferica.

Il matematico persiano Abu Rayhan al-Biruni (973-1048) calcolò il raggio terrestre con un errore di soli 31 km rispetto al valore reale. In Europa, autori come Beda il Venerabile (VIII secolo) e Tommaso d'Aquino (XIII secolo) davano per scontata la sfericità terrestre.

E allora da dove viene il mito? Da un romanzo. Nel 1828, lo scrittore americano Washington Irving pubblicò una biografia romanzata di Cristoforo Colombo in cui inventò di sana pianta la scena in cui il navigatore doveva convincere la Chiesa che la Terra non era piatta. Non è mai successo. Irving voleva una storia avvincente, non accurata.

Il mito piacque talmente tanto che entrò nei libri di scuola e non ne è più uscito.

2. “Erano tutti sporchi e non si lavavano mai”

Falso. Le fonti medievali documentano ampiamente l'uso regolare di bagni pubblici. Nel XIII secolo, la sola Parigi contava 32 stabilimenti balneari. A Firenze, Bologna e Roma esistevano strutture analoghe.

Le persone usavano pettini (ne sono stati ritrovati centinaia negli scavi archeologici), si pulivano i denti con panni e rimedi naturali, e consideravano la pulizia personale un segno di rispettabilità.

I manuali di comportamento medievali, come il De civilitate morum puerilium di Erasmo da Rotterdam, dedicano intere sezioni all'igiene personale. Non lo farebbero se nessuno si lavasse.

Allora perché li immaginiamo sporchi? Perché durante la Riforma protestante e poi nell'Ottocento, dipingere il Medioevo come un'epoca di barbarie serviva a far sembrare il presente più illuminato. Il confronto era politico, non storico.

3. “Vivevano fino a 30 anni”

Fuorviante. L'aspettativa di vita media era effettivamente intorno ai 30-35 anni, ma quel numero è una media statistica distorta dall'altissima mortalità infantile.

Se un neonato medievale superava i primi 5 anni di vita, aveva ottime probabilità di vivere fino ai 60 o 70 anni. I registri parrocchiali e i documenti notarili lo confermano. Papi, monarchi e artigiani raggiungevano regolarmente età avanzate.

Enrico Dandolo, doge di Venezia, guidò la Quarta Crociata a oltre 90 anni. Eleonora d'Aquitania morì a 82 anni. Non erano eccezioni miracolose: erano persone che avevano superato l'infanzia in un'epoca senza antibiotici.

Il punto è che la mortalità infantile abbassava la media, non che gli adulti morissero giovani. È la stessa distorsione statistica che si verificherebbe oggi se includessimo nella media anche i decessi neonatali senza contestualizzarli.

4. “Usavano le cinture di castità”

Inventato. Le cinture di castità non sono un'invenzione medievale. L'unica menzione in un testo medievale si trova nel Bellifortis (1405) dell'ingegnere militare Konrad Kyeser, ed è chiaramente una battuta satirica, non una descrizione di un oggetto reale.

Le "autentiche cinture di castità medievali" esposte nei musei europei fino a pochi anni fa sono state datate al XVIII e XIX secolo. Erano oggetti prodotti per i collezionisti curiosi dell'epoca vittoriana, non strumenti medievali.

Il British Museum e il Germanisches Nationalmuseum di Norimberga hanno entrambi rimosso o riclassificato le cinture di castità dalle loro collezioni medievali dopo aver verificato che erano falsi storici.

5. “I medici della peste usavano la maschera a becco”

Anacronistico. L'iconica maschera a becco dei medici della peste, riempita di erbe aromatiche, non è mai stata usata nel Medioevo. La prima descrizione e illustrazione risale al 1619, opera del medico francese Charles de Lorme. Le prime immagini diffuse sono ancora più tarde, del XVII secolo.

La Peste Nera colpì l'Europa nel 1347-1351. I medici che la affrontarono non indossavano quella maschera, che fu concepita quasi tre secoli dopo e usata in modo limitato durante le epidemie del Seicento.

L'associazione tra maschera a becco e Medioevo è un prodotto della cultura pop moderna, rafforzata da film, videogiochi e costumi di Halloween. La realtà è che quell'oggetto appartiene all'Età Moderna, non al Medioevo.

Perché questi miti resistono

La risposta è semplice: il Medioevo oscuro serve a qualcuno. Nel XIX secolo serviva a giustificare l'idea di "progresso" dell'Illuminismo. Nel XX secolo serviva a Hollywood come sfondo per storie di barbarie. Oggi serve ai social media come fonte di curiosità virali non verificate.

La realtà storica è meno cinematografica ma molto più interessante. Il Medioevo ha prodotto le prime università europee (Bologna, 1088), i primi orologi meccanici complessi, le prime lenti ottiche che porteranno al telescopio, e un sistema di bagni pubblici che l'Europa non rivedrà fino al XIX secolo.

Forse il mito più grande sul Medioevo è proprio questo: che fosse un'epoca buia. Non lo era. Era un'epoca che abbiamo deciso di dipingere come buia.

Fonti: Medievalists.net; British Museum; Germanisches Nationalmuseum, Norimberga; Abu Rayhan al-Biruni, Kitab Tahdid (XI sec.); Konrad Kyeser, Bellifortis (1405); Charles de Lorme (1619); Washington Irving, A History of the Life and Voyages of Christopher Columbus (1828).

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