Perché quando qualcuno sbadiglia lo fai anche tu

Stai leggendo questo articolo tranquillamente. Poi qualcuno vicino a te sbadiglia. E nel giro di pochi secondi, senza alcun motivo logico, lo fai anche tu. Succede a tutti, succede ovunque, e succede perfino tra specie diverse. Ma perché lo sbadiglio è contagioso? La risposta, secondo la scienza, ha a che fare con una delle capacità più profonde del cervello umano.

Il fenomeno si chiama sbadiglio contagioso e colpisce tra il 40 e il 60% delle persone esposte alla vista di qualcuno che sbadiglia, anche solo in video. A spiegarlo sono i neuroni specchio, un tipo di cellule cerebrali scoperte negli anni Novanta dal team del neuroscienziato italiano Giacomo Rizzolatti all'Università di Parma. I neuroni specchio si attivano sia quando compiamo un'azione sia quando la osserviamo in un'altra persona. Come spiega il dottor Charles Sweet: "Quando vedi qualcuno sbadigliare, quei neuroni si accendono". Il tuo cervello, in pratica, imita quello che vede, anche quando non c'è nessun motivo razionale per farlo.

Non è solo un riflesso: è empatia

La cosa più interessante è che lo sbadiglio contagioso non è un semplice riflesso automatico. È legato all'empatia e ai legami sociali. Uno studio del 2013 ha dimostrato che i cani sbadigliano più spesso guardando il proprio padrone rispetto a uno sconosciuto. I bambini diventano sensibili allo sbadiglio altrui intorno ai 4 anni, la stessa età in cui sviluppano la cosiddetta "teoria della mente", la capacità di capire che gli altri hanno pensieri e sentimenti diversi dai propri.

E c'è un dato che rafforza questa connessione in modo inquietante: le persone con tratti psicopatici più marcati tendono a essere meno suscettibili allo sbadiglio contagioso. Meno empatia, meno contagio. Secondo Andrew Gallup della Johns Hopkins University, però, il quadro non è così netto: "Alcuni studi hanno trovato connessioni con l'empatia, altri no". L'attenzione visiva gioca un ruolo importante: se non guardi chi sbadiglia, difficilmente lo "prenderai".

A cosa serve davvero

Gli scienziati hanno proposto due ipotesi principali. La prima è che lo sbadiglio contagioso serva a sincronizzare il gruppo: sbadigliare tutti insieme aiuterebbe a coordinare i ritmi circadiani, preparando il branco al sonno o al risveglio collettivo. La seconda ipotesi è più suggestiva: sbadigliare raffredda il cervello, aumentando l'ossigenazione e l'attenzione. In un gruppo, lo sbadiglio collettivo potrebbe potenziare la capacità di individuare minacce.

Un'osservazione sui leoni selvatici africani sembra confermarlo: i leoni che "catturavano" lo sbadiglio di un compagno erano 11 volte più propensi a imitarne i movimenti successivi, come alzarsi o spostarsi. Lo sbadiglio, in altre parole, non è pigrizia. È un segnale sociale che dice al gruppo: "Preparati, qualcosa sta per cambiare".

E se stai sbadigliando proprio adesso, dopo aver letto queste righe, sappi che è del tutto normale. Perfino leggere la parola "sbadiglio" può scatenare il riflesso. Il tuo cervello sta semplicemente facendo quello per cui è programmato da milioni di anni: connettersi con gli altri, anche attraverso lo schermo di un telefono. I neuroni specchio non distinguono tra realtà e rappresentazione: per loro, uno sbadiglio è uno sbadiglio, che arrivi dal collega di scrivania o da un articolo sugli sbadigli. E sì, probabilmente ne hai appena fatto uno. Se ti interessa il tema della psicologia, ecco cosa significa se dormi sempre dallo stesso lato del letto.