Trovata in Egitto una tomba reale: è la prima scoperta dal 1922

L'ultima volta che una tomba reale egizia era stata scoperta era il 1922, quando Howard Carter aprì il sepolcro di Tutankhamon nella Valle dei Re. Da allora, per oltre un secolo, nessun'altra tomba faraonica era venuta alla luce. Fino al febbraio 2025, quando un team egiziano-britannico ha annunciato di aver identificato la tomba del faraone Thutmose II, uno dei sovrani più misteriosi della XVIII dinastia.

La scoperta è opera di una missione congiunta tra il Consiglio Supremo delle Antichità egiziano e la New Kingdom Research Foundation britannica, diretta sul campo dall'archeologo Piers Litherland. L'ingresso della tomba, inizialmente catalogata come "Tomba C4", era stato individuato già nell'ottobre 2022, circa 2,4 chilometri a ovest della Valle dei Re, nella regione di Luxor. Ma ci sono voluti altri due anni di scavi e analisi per capire a chi appartenesse.

La prova: i vasi con il nome del re

La conferma definitiva è arrivata da frammenti di vasi in alabastro su cui era inciso il nome di Thutmose II, identificato come "re defunto". Altre iscrizioni menzionavano la sua sposa e sorellastra, la celebre Hatshepsut, la donna che dopo la morte del marito avrebbe regnato sull'Egitto come faraone a tutti gli effetti. Tra i reperti sono emersi anche frammenti di intonaco con iscrizioni blu, motivi a stelle gialle e porzioni del Libro dell'Amduat, il testo funerario riservato esclusivamente ai sovrani.

La tomba, però, è stata trovata in condizioni precarie. Secondo Litherland, un'alluvione l'ha colpita pochi anni dopo la sepoltura, danneggiando gravemente la struttura e probabilmente costringendo i sacerdoti a spostare il corredo funerario e la mummia in un luogo sconosciuto. Il corpo di Thutmose II non è stato ancora ritrovato, e la sua localizzazione resta uno dei grandi misteri aperti dell'egittologia.

Un faraone nell’ombra di Hatshepsut

Thutmose II regnò intorno al 1513-1500 a.C., in un periodo in cui l'Egitto era al culmine della sua potenza. Ma di lui si sa pochissimo: gli studiosi non concordano nemmeno sulla durata del suo regno, stimata tra i 3 e i 14 anni. Quello che è certo è che alla sua morte il trono passò formalmente al figlio Thutmose III, ancora bambino, ma il potere reale fu preso da Hatshepsut, che governò per oltre vent'anni come uno dei faraoni più capaci della storia egizia.

La scoperta ha un valore che va oltre il singolo reperto. Come spiega Litherland, il design architettonico della tomba è relativamente semplice e ha funzionato da prototipo per le tombe reali successive della XVIII dinastia, compresa quella di Tutankhamon. Studiarne la struttura aiuta a capire come si è evoluta l'architettura funeraria egizia nei secoli successivi.

Per l'Italia, dove il Museo Egizio di Torino custodisce la seconda collezione egizia più grande al mondo dopo quella del Cairo, la scoperta offre nuovo materiale per approfondire un periodo storico ancora pieno di lacune. La XVIII dinastia ha segnato l'apice dell'impero egizio, e ogni tomba ritrovata è un pezzo in più di un puzzle che gli archeologi stanno ricomponendo da due secoli. E questa tomba, nascosta per 3.500 anni a pochi chilometri dalla più famosa scoperta archeologica della storia, dimostra che il deserto egizio non ha ancora finito di restituire i suoi segreti.

Parlando di Antico Egitto, ecco perché quasi tutte le statue di quel periodo hanno il naso rotto.