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Sul fondale della Baia di Meclemburgo, nel Mar Baltico tedesco, a circa 21 metri di profondità, giace un muro di pietra lungo 971 metri. È composto da quasi 1.700 massi disposti in fila, ciascuno del peso medio di diverse tonnellate. Non è una formazione naturale. È stato costruito da mani umane circa 11.000 anni fa, quando quel tratto di mare era terraferma. Si chiama Blinkerwall, ed è il più antico megamonumento mai scoperto in Europa.
La scoperta è stata pubblicata nel 2024 su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) da un team guidato dal geologo marino Jacob Geersen del GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research di Kiel. La struttura era rimasta invisibile per millenni, nascosta sotto uno strato di sedimenti e acqua torbida. Solo la combinazione di sonar multibeam e rilievi subacquei con ROV ha permesso di mapparla nella sua interezza.
A cosa serviva
Il Blinkerwall non è un muro difensivo e non è un recinto per il bestiame. Secondo Geersen e il suo team, la struttura serviva per la caccia collettiva alle renne.
Circa 11.000 anni fa, alla fine dell'ultima era glaciale, il Mar Baltico non esisteva ancora nella forma attuale. La Baia di Meclemburgo era una pianura aperta percorsa da mandrie di renne che migravano stagionalmente tra le aree di pascolo. I cacciatori-raccoglitori del Mesolitico costruirono il muro di pietra come un drive lane: una barriera bassa che non bloccava le renne, ma le indirizzava verso un punto di imboscata dove potevano essere cacciate in gruppo.
È la stessa tecnica documentata nelle desert kites del Medio Oriente, strutture a V in pietra usate per convogliare gazzelle e onagri. Ma il Blinkerwall è più antico di almeno 2.000 anni rispetto a qualsiasi desert kite conosciuta, il che ne fa il primo esempio noto di architettura di caccia su larga scala nella storia umana.
Come è finito sott’acqua
Alla fine dell'era glaciale, lo scioglimento delle calotte polari causò un innalzamento globale del livello del mare di oltre 120 metri. Il processo fu lento ma inesorabile: tra 10.000 e 8.000 anni fa, le acque del Baltico invasero progressivamente le pianure costiere, sommergendo tutto ciò che vi si trovava.
Il Blinkerwall finì sott'acqua intorno a 8.500 anni fa. A quel punto era già abbandonato da secoli: le renne avevano modificato le rotte migratorie seguendo il ritiro del permafrost verso nord. I cacciatori si erano spostati con loro. Il muro rimase sul fondale, coperto dai sedimenti, dimenticato.
I ricercatori hanno verificato che la disposizione dei massi non può essere naturale: l'allineamento è troppo regolare, la spaziatura troppo uniforme, e la struttura segue una linea retta per quasi un chilometro. Le simulazioni geologiche escludono che correnti o movimenti glaciali possano aver prodotto una formazione simile.
I siti sommersi italiani
Il Blinkerwall non è l'unico esempio di strutture preistoriche sommerse in Europa. Nel Mediterraneo, l'innalzamento del mare ha inghiottito decine di siti archeologici che attendono ancora di essere esplorati.
Al largo della Puglia, nella zona di Torre a Mare vicino Bari, ricerche condotte dall'Università del Salento hanno identificato strutture megalitiche sommerse a pochi metri di profondità, databili tra il Neolitico e l'Età del Bronzo. In Sardegna, nel Golfo di Oristano, prospezioni dell'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) hanno individuato anomalie sul fondale compatibili con insediamenti costieri preistorici sommersi dall'innalzamento del mare post-glaciale.
Il caso più noto resta quello di Pavlopetri, al largo del Peloponneso greco: una città intera sommersa 5.000 anni fa con strade, edifici e tombe ancora riconoscibili. Ma il Blinkerwall è più antico del doppio.
Cosa racconta di noi
Costruire un muro di un chilometro senza metallo, senza ruote e senza animali da soma richiede coordinazione sociale. Significa che 11.000 anni fa, lungo le coste del Baltico, esistevano comunità di cacciatori-raccoglitori capaci di pianificare opere collettive a lungo termine, molto prima dell'invenzione dell'agricoltura.
Un muro lungo un chilometro, costruito per cacciare renne che non esistono più, su una pianura che non esiste più, in un mondo che non esiste più. Ed è ancora lì, intatto, sotto 21 metri d'acqua. Parlando di scoperte incredibili, Dentro la Grande Piramide di Cheope c'è un corridoio segreto di 30 metri che nessuno ha mai aperto.
Fonti: Geersen J. et al., PNAS (2024), GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research, Kiel; Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali; INGV; Leibniz Institute for Baltic Sea Research, Warnemünde.




