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Nel deserto dell'Arizona sudorientale, una formica raccoglitrice di semi si ferma davanti al nido di una specie molto più piccola, solleva il corpo e spalanca le mandibole seghettate. Dal foro del nido emergono minuscole formiche coniche che si arrampicano sul gigante e iniziano a leccarlo e mordicchiarlo, infilandosi persino tra le sue fauci aperte. È la scena descritta dall'entomologo Mark Moffett, ricercatore associato allo Smithsonian's National Museum of Natural History, in uno studio pubblicato il 12 aprile sulla rivista Ecology and Evolution.
Si tratta, secondo l'autore, del primo caso documentato di una specie di formica che ne pulisce un'altra molto più grande. Una dinamica che richiama quella dei pesci pulitori marini, i quali rimuovono parassiti e detriti da pesci di taglia superiore, talvolta lavorando dentro la loro bocca senza essere divorati.
La scoperta nelle montagne Chiricahua
Moffett stava osservando la colonia di Pogonomyrmex barbatus, la formica raccoglitrice rossa, presso una stazione di ricerca nelle montagne Chiricahua. Una mattina ha notato qualcosa di anomalo: alcune operaie rimanevano completamente immobili, cosa insolita per insetti che si muovono di continuo. Avvicinando la fotocamera, ha visto che quelle formiche erano ricoperte da piccolissime formiche coniche del genere Dorymyrmex, appartenenti a una specie non ancora descritta.
"Date le abitudini tipiche delle formiche, inizialmente ho pensato di osservare un'aggressione", ha dichiarato Moffett. "Ma le formiche più grandi sembravano cercare l'attenzione di quelle piccole, visitando per prime i loro nidi e poi lasciandosi leccare e mordicchiare."
Come si svolge la pulizia
Nell'arco di diversi giorni sono state osservate almeno 90 interazioni tra le due specie. Il copione è sempre simile. La raccoglitrice si avvicina al nido delle coniche, si alza sulle zampe e apre le mandibole. Entro circa un minuto una formica conica emerge e le sale addosso. In alcuni casi fino a cinque piccole operaie si uniscono alla sessione di grooming.
La pulizia dura da meno di 15 secondi a oltre cinque minuti. Le coniche usano l'apparato boccale, una sorta di piccola lingua, per ripulire il corpo della raccoglitrice, raggiungendo anche l'interno delle fauci. Per tutto il tempo il grande insetto resta immobile e non attacca. Al termine scuote via le piccole ospiti, a volte rovesciandosi sul dorso, poi si allontana rapidamente.
Tutte le operaie coinvolte sono femmine, come in ogni colonia di formiche: i maschi esistono solo per un breve periodo riproduttivo e non svolgono lavori nella colonia.
Perché entrambe le specie ci guadagnano
Il meccanismo che regola questa cooperazione è ancora da chiarire. Moffett ipotizza che le coniche si nutrano di particelle ricche di energia raccolte dal corpo delle raccoglitrici, forse frammenti dei semi che queste ultime trasportano. Un indizio a sostegno dell'ipotesi: le coniche interagiscono solo con raccoglitrici vive, ignorando gli esemplari morti deposti nei pressi dei loro nidi.
Anche la formica più grande potrebbe trarne beneficio. Le raccoglitrici si puliscono già a vicenda per rimuovere detriti, spore fungine e parassiti, ma le coniche, molto più piccole, riuscirebbero ad accedere a zone del corpo altrimenti irraggiungibili. Ricerche future potranno verificare se questa pulizia riduca il rischio di infezioni o modifichi il microbioma di una o entrambe le specie.
- Numero di interazioni documentate: almeno 90
- Durata di una sessione: da meno di 15 secondi a oltre 5 minuti
- Formiche pulitrici coinvolte contemporaneamente: fino a 5
Un parallelo con il mare
L'analogia più stringente arriva dagli ecosistemi marini. Alcuni pesci di grandi dimensioni visitano "stazioni di pulizia" dove labridi e gamberetti li liberano da ectoparassiti e tessuti morti, operando anche all'interno di bocche e branchie. Il patto funziona perché entrambi gli attori hanno più da guadagnare collaborando che predandosi. Secondo Moffett, la relazione tra Pogonomyrmex e Dorymyrmex potrebbe rappresentare l'equivalente terrestre di questa mutua convenienza, mai osservato prima tra insetti sociali.
"Questa nuova specie di formica è l'equivalente insettile dei pesci pulitori dell'oceano", ha spiegato il ricercatore. "Le raccoglitrici, potenzialmente pericolose, permettono perfino alle visitatrici di pulire l'interno delle loro mandibole aperte."
La scoperta ricorda quanto resti da imparare osservando gli animali nel loro ambiente, senza bisogno di laboratori sofisticati, come dimostrano anche altre recenti scoperte nate da osservazioni sul campo che hanno svelato trucchi nascosti della natura. Bastano una colonia nel deserto, una macchina fotografica e la pazienza di accorgersi che un'operaia ferma, in mezzo al viavai, sta facendo qualcosa che nessuno aveva mai visto.

