Una violenta perturbazione ha colpito il Veneto nel tardo pomeriggio di ieri, 11 maggio, scatenando oltre 90 interventi dei Vigili del fuoco in tutta la regione. La città più colpita è stata **Verona**, dove un fenomeno simile a un tornado ha divelto le porte del centro commerciale Adigeo, fatto volare tettoie e abbattuto alberi. Le immagini diffuse dall’ex governatore Luca Zaia mostrano la portata del nubifragio che ha investito il capoluogo scaligero.
Le raffiche di vento si sono accompagnate a una grandinata di intensità eccezionale, con chicchi del diametro di alcuni centimetri. Un vigile del fuoco è rimasto leggermente ferito durante la rimozione di un grosso ramo caduto in città. Le squadre di soccorso hanno lavorato per ore per liberare strade e tetti dai detriti, mentre i cittadini documentavano sui social la furia del temporale.

Il fronte temporalesco, secondo le prime ricostruzioni, è arrivato dalla provincia di Brescia e si è poi spostato verso est, interessando inizialmente l’area di Peschiera del Garda con precipitazioni intense e grandine. Tra i comuni veronesi più coinvolti figurano **Sandrà, Lazise, Palazzolo, Sona e Bussolengo**. Nella zona del Chievo la grandine è caduta con tale intensità che le reti antigrandine hanno faticato a sostenere il peso dell’accumulo, mentre nella Bassa Veronese ha prevalso la pioggia.
Una stazione meteo a Castiglione di San Michele Extra ha registrato raffiche fino a **91 chilometri orari**, in linea con le previsioni dell’ondata di maltempo annunciata per lunedì 11 maggio. Il comparto agricolo è quello che rischia di pagare il prezzo più alto: Condifesa Verona Codive ha avviato la prima ricognizione, segnalando danni soprattutto a seminativi, kiwi e viti. Situazione delicata anche in Valpolicella, dove è caduta grandine fitta ma di piccole dimensioni, con effetti sulle viti che saranno valutabili solo nei prossimi giorni in base alla fase vegetativa delle colture.
“È presto per fare una valutazione precisa dei danni, ma sicuramente in alcune zone saranno significativi”, ha spiegato Michele Marani, direttore di Codive. “Grandine e vento forte sono tra gli eventi meteo più temuti dagli agricoltori perché possono causare i danni maggiori sia alle colture sia alle strutture”. Il presidente Davide Ronca ha invitato le aziende agricole a valutare con attenzione gli strumenti assicurativi a tutela del reddito, ricordando come l’agricoltura subisca più di ogni altro settore gli effetti dei cambiamenti climatici.
Il maltempo non si è limitato al Veneto. Anche **Milano** è stata investita in mattinata da raffiche di vento che hanno toccato i **80 km/h**, impegnando i Vigili del fuoco in numerosi interventi per alberi caduti e rami pericolanti. Particolarmente complesso l’intervento in viale Certosa, all’angolo con piazza Firenze, dove la consistenza del fusto abbattuto ha richiesto l’impiego di attrezzature tecniche speciali. Altre operazioni si sono svolte lungo viale Zara. Non si registrano persone coinvolte.
In Lombardia la situazione resta sotto stretta osservazione. La Protezione civile regionale ha emesso un’allerta arancione per rischio vento sulla provincia di **Varese**, segnalando condizioni potenzialmente critiche soprattutto nelle aree prealpine e nei punti più esposti. Una situazione analoga si registra anche sull’altro versante appenninico, con l’allerta arancione diramata in Emilia-Romagna per raffiche fino a 88 km/h sui crinali. Il Centro Geofisico Prealpino ha confermato l’arrivo di correnti più secche e fredde da Nord dopo il passaggio della perturbazione che tra la serata di ieri e le prime ore di oggi ha attraversato l’arco alpino.
“Un’area di bassa pressione si allunga dalla Scandinavia fino all’Europa centrale”, spiegano i previsori, “e dietro alla perturbazione aria più secca scende da Nord con vento fino in pianura nelle ore centrali della giornata”. Le temperature si sono mantenute fresche per il periodo, con massime comprese tra 17 e 19 gradi. Le raffiche settentrionali sono risultate particolarmente intense sulle Prealpi ma avvertibili anche in pianura.
Il quadro non è destinato a migliorare nel breve periodo. Mercoledì la giornata sarà ancora abbastanza stabile, con qualche passaggio nuvoloso al mattino e annuvolamenti cumuliformi sui rilievi nel pomeriggio, con possibilità di isolati rovesci in montagna. Il peggioramento più marcato arriverà giovedì: nuvolosità sempre più compatta accompagnata da rovesci e temporali, prima sulle Prealpi e poi diffusi sul resto del territorio. Sulle Alpi tornerà persino la neve, con quota prevista intorno ai **1500 metri**.
L’instabilità proseguirà venerdì con piogge e rovesci sparsi e temperature massime tra 15 e 17 gradi, mentre sabato il tempo resterà in prevalenza coperto soprattutto sui settori orientali della Lombardia. Solo dal pomeriggio di sabato sono attese graduali schiarite a partire dal Piemonte e dalla Lombardia occidentale, segnale di un possibile cambio di tendenza dopo giorni di forte instabilità.
