Quando l’orto cresce ai margini del bosco, in un terreno collinare del Centro-Sud o nelle campagne delle isole, prima o poi succede: una mattina trovi le file di insalata rasate al colletto, le carote senza ciuffo, la corteccia dei giovani meli scortecciata a un’altezza ben precisa. Il sospettato numero uno è quasi sempre la lepre europea (Lepus europaeus), affiancata in alcune aree dal coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus). E qui parte il consiglio classico del vicino: pianta cipolle, aglio e lavanda intorno all’orto, li terrai lontani. Spoiler: non è così semplice, e in questa guida vediamo perché, con dati alla mano, e cosa funziona davvero.
Chi mangia cosa nell’orto italiano: lepre, coniglio selvatico e silvilago
Prima di parlare di difesa, occorre capire l’avversario. In Italia la situazione è più variegata di quanto si pensi. La lepre europea è diffusa ovunque, dal fondovalle alle aree collinari interne, e a differenza dei conigli non scava tane: si riposa in covi superficiali tra siepi e bordi campo, da cui esce di notte per alimentarsi. Il coniglio selvatico è invece concentrato soprattutto in Sicilia, Sardegna e in alcune zone costiere e collinari del Centro-Sud, dove forma colonie con tane sotterranee. A complicare il quadro, in molte aree del Centro Italia è ormai presente anche il silvilago orientale (Sylvilagus floridanus), specie alloctona di origine nordamericana introdotta per fini venatori e oggi in espansione.

Tutti e tre sono erbivori opportunisti. Nei mesi caldi prediligono erbe spontanee, leguminose e germogli teneri; quando il pascolo naturale scarseggia (tardo autunno, inverno, inizio primavera) ripiegano volentieri sull’orto e sui giovani fruttiferi. I danni tipici sono inconfondibili: taglio netto e obliquo degli steli, come fatto con una forbice (i lagomorfi hanno incisivi affilatissimi), scortecciatura dei fusti dei giovani alberi tra terra e 50-60 cm di altezza, escrementi sferici e piccoli depositi di pelo.
Il mito delle cipolle e dell’aglio: perché non funzionano (e perché lo crediamo)
Il consiglio di mettere a dimora Allium cepa, aglio, erba cipollina o lavanda come barriera olfattiva contro lagomorfi è uno dei più radicati nella cultura ortiva popolare. La logica sembra impeccabile: composti solforati e oli essenziali fortemente aromatici, percepiti come repellenti. C’è però un problema: la letteratura scientifica che ha valutato sperimentalmente l’efficacia di queste piante come barriera contro conigli e lepri in pieno campo è praticamente inesistente, e gli studi sui repellenti olfattivi indicano che a funzionare davvero non sono gli odori



