Cimici in casa ma il letto è pulito: come riconoscere la cimice dei pipistrelli scesa dal tetto

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

La scena è quasi sempre la stessa. Una cimice piatta, bruna, poco più grande di un seme di mela, ferma sul soffitto del bagno o sul fondo della vasca. Poi un’altra sul muro del corridoio, in alto, vicino al faretto a incasso. Panico: cimici dei letti. Si smonta il letto, si passa il materasso con la torcia, si mettono le trappole ai piedi della rete. E non si trova nulla. Nessuna macchietta nera sulle cuciture, nessuna muta, nessuna puntura addosso a nessuno in famiglia.

Quando i conti non tornano così, molto spesso il colpevole non è la cimice dei letti. È una sua parente stretta che non ha nessun interesse per il nostro sangue: la cimice dei pipistrelli, Cimex pipistrelli. Vive appiccicata alle colonie di chirotteri che si rifugiano nei sottotetti, dietro i coppi, nelle intercapedini e nei cassonetti delle tapparelle. E scende in casa solo per due motivi: perché la colonia si è spostata, oppure perché una fessura le ha aperto la strada.

Chi è davvero la cimice dei pipistrelli

Appartiene alla stessa famiglia della cimice dei letti, i Cimicidi: insetti senza ali, appiattiti come una lenticchia, che si nutrono esclusivamente di sangue di animali a sangue caldo e che non restano sull’ospite fra un pasto e l’altro. Vivono nascosti nel rifugio, escono per pochi minuti a nutrirsi e tornano nella fessura.

La differenza sta nell’ospite. La cimice dei letti si è specializzata su di noi da millenni. La cimice dei pipistrelli si è specializzata sui chirotteri, che in Europa sono i suoi ospiti storici; l’intera famiglia dei Cimicidi, del resto, ha con ogni probabilità un’origine legata proprio ai pipistrelli. In Italia questo significa specie comunissime e del tutto innocue come il pipistrello albolimbato o il pipistrello di Savi, che si infilano in fessure larghe due centimetri sotto le tegole, dietro i pannelli di rivestimento, nei cassonetti, nelle canne fumarie in disuso.

Ricerche su questo gruppo hanno mostrato una cosa curiosa: le popolazioni che parassitano specie diverse di pipistrelli mostrano piccole differenze di forma e dimensione dei peli, ma geneticamente restano molto simili. Tradotto per chi deve risolvere un problema in casa: distinguere con certezza quale cimice dei pipistrelli sia, a volte, è difficile anche per gli specialisti. Distinguerla dalla cimice dei letti, invece, si può.

La mappa dei ritrovamenti conta più dell’insetto

Prima ancora della lente, prendete un foglio e disegnate la pianta di casa. Segnate con una crocetta ogni punto dove è stato trovato un esemplare, con la data e l’altezza da terra. Questa mappa dei ritrovamenti dice quasi tutto, perché le due cimici occupano geografie opposte.

Indizi che puntano al tetto e non al letto:

  • Gli esemplari si trovano in alto: soffitti, parte superiore delle pareti, cornici, lampadari, sopra gli armadi.
  • Compaiono in stanze dove nessuno dorme: bagno cieco, ripostiglio, corridoio, tromba delle scale, sottoscala.
  • Sono vicini a vie di passaggio verticali: faretti a incasso nel cartongesso, botole, sfiati, condotti dell’aerazione del bagno, canne fumarie, passaggi dei cavi, cassonetti delle tapparelle.
  • Camminano in modo disorientato su superfici verticali, spesso di giorno, e li si trova asciutti nella vasca o nel lavabo, dove sono caduti e non riescono a risalire.
  • Il materasso è impeccabile: nessun puntino nero di feci sulle cuciture, nessun involucro di muta, nessuna macchia di sangue sul lenzuolo.
  • Nessuno viene punto, o le punture sono sporadiche e capitano a chi dorme nella stanza sotto il sottotetto.
  • Si sentono rumori nel solaio al crepuscolo: fruscii, piccoli graffi, squittii; sotto la fessura d’ingresso si notano granelli neri simili a chicchi di riso (guano, che sbriciolato mostra frammenti lucidi di insetti) e aloni untuosi sul muro.

Indizi che invece puntano al letto: gli insetti si concentrano entro un metro e mezzo dal posto dove si dorme, sulle cuciture del materasso, dietro la testiera, nelle giunzioni della rete, nelle prese vicino al comodino; le punture sono in fila o a gruppi e si presentano al mattino; l’infestazione è iniziata dopo un viaggio, un trasloco o l’arrivo di mobili usati.

Il dettaglio che la smaschera: la frangia di peli

A occhio nudo le due specie sono praticamente identiche: 4-6 millimetri, corpo ovale schiacciato, colore da bruno-rossastro a marrone, addome con solchi trasversali. Il carattere che le separa sta sul pronoto, cioè lo scudo a mezzaluna subito dietro la testa, quello che sembra un paio di spalle.

Sul bordo del pronoto c’è una frangia di peli. Nella cimice dei letti questi peli sono più corti della larghezza di un occhio. Nella cimice dei pipistrelli sono lunghi almeno quanto l’occhio è largo, spesso di più, e danno al bordo un aspetto vagamente peloso, come una spazzola. Non è un dettaglio visibile a naso libero: serve una lente da 20-50 ingrandimenti, un microscopio USB da pochi euro, oppure una fotografia in macro ben illuminata da ingrandire sullo schermo. Un trucco pratico: mettete l’esemplare in un barattolino trasparente con un pezzo di scotch, appoggiatelo su carta bianca e fotografate dall’alto con la luce laterale, che fa risaltare i peli come una peluria luminosa.

Onestà scientifica: anche con la frangia dei peli, l’identificazione certa a livello di specie richiede microscopio ed esame dei genitali, e va fatta da un entomologo. Per questo la regola d’oro dei tecnici è semplice: l’insetto suggerisce l’ipotesi, la mappa dei ritrovamenti la conferma. E se il dubbio resta, si trattano gli ambienti come se fossero cimici dei letti, ma senza smettere di cercare la colonia sul tetto.

Le cugine dei nidi: rondini, balestrucci e rondoni

Esiste una versione gemella di questa storia che non riguarda i pipistrelli ma gli uccelli. Nei nidi di fango dei balestrucci e delle rondini, attaccati sotto i cornicioni e nei sottogronda, vive un altro Cimicide, Oeciacus hirundinis, la cimice delle rondini. Anche lei è cieca ai nostri confini domestici: quando i nidi vengono abbandonati alla fine dell’estate, o quando un nido è a pochi centimetri da una finestra, alcuni esemplari entrano e cominciano a girare per le stanze. Casi documentati di persone punte in appartamenti con nidi sulla facciata esistono, e riguardano sempre la vicinanza fisica al nido.

Anche in questo caso vale l’attenzione legale: rondini, balestrucci e rondoni sono specie protette e i loro nidi, anche vuoti, non si possono distruggere liberamente. La strada corretta è la stessa dei pipistrelli: intervento fuori stagione riproduttiva, barriere fisiche ben progettate, pulizia meccanica, eventuale offerta di nidi artificiali spostati di qualche metro.

Quanto è pericolosa? Cosa dice la scienza e cosa no

Partiamo dalla buona notizia. Né la cimice dei letti né le cimici dei pipistrelli hanno mai dimostrato di trasmettere all’uomo malattie infettive. La cimice dei pipistrelli, inoltre, è mal adattata al nostro sangue: può pungere se il suo ospite è sparito e la fame la spinge, ma non riesce a costruire una popolazione stabile su di noi. Senza pipistrelli, prima o poi si estingue da sola. Le punture, quando ci sono, danno pomfi pruriginosi come quelle di zanzara e vanno trattate con calma: il danno più concreto è il disturbo del sonno e l’ansia.

Un dato di frontiera, da leggere con prudenza: in nidi abbandonati di balestruccio è stato rilevato materiale genetico del virus Usutu dentro cimici delle rondini, un’ipotesi interessante su come alcuni arbovirus superino l’inverno. Rilevare un virus in un insetto non significa che quell’insetto lo trasmetta: la capacità vettoriale è un’altra cosa e non è dimostrata.

Il punto sanitario serio, invece, non riguarda le cimici ma il contatto diretto con i pipistrelli. In Italia i chirotteri sono animali selvatici da non maneggiare mai a mani nude: possono trasmettere lyssavirus, i parenti europei del virus della rabbia, e l’infezione si trasmette con morsi o graffi che a volte passano inosservati perché lasciano segni minuscoli. Se un pipistrello è entrato nella stanza dove qualcuno dormiva, se c’è stato contatto con la pelle o se lo si è raccolto senza guanti, la cosa giusta da fare è una sola: rivolgersi subito al medico o al pronto soccorso e far valutare la profilassi post-esposizione, che è efficace se avviata tempestivamente. Non è allarmismo, è la procedura standard, e vale anche per i bambini. Quanto al guano nel sottotetto, la sua rimozione va fatta con guanti, occhiali e mascherina filtrante, bagnando il materiale per non sollevare polvere.

I tre errori che fanno perdere mesi (e soldi)

Nelle case dove la diagnosi è sbagliata, il copione si ripete quasi identico.

  1. Disinfestare il materasso e i divani. Trattamenti a calore, insetticidi, fodere antiacaro: interventi impeccabili contro un nemico che non è lì. Le cimici continuano a comparire sul soffitto e chi ci abita si convince che il trattamento sia fallito.
  2. Sigillare il buco d’ingresso in piena estate. È l’errore più grave. Tra giugno e luglio nei sottotetti italiani ci sono i piccoli, che non volano: murando l’accesso si condannano a morire dentro il muro, con conseguenze igieniche pesanti, si costringono gli adulti disperati a cercare altre vie verso l’interno della casa e si commette un illecito. E le cimici, rimaste senza ospite, si spargono in casa a cercare sangue.
  3. Buttare mobili sani. Divani, reti, materassi, testiere: quintali di arredi finiti in discarica per nulla, perché il focolaio era in un’intercapedine a tre metri di altezza.

La strada legale in Italia: esclusione a senso unico, nel momento giusto

In Italia tutti i pipistrelli sono specie protette. Il quadro normativo è solido e convergente: la legge quadro sulla fauna selvatica del 1992, il recepimento della Direttiva Habitat con i decreti del 1997 e del 2003, e la ratifica dell’accordo europeo EUROBATS nel 2005. È vietato ucciderli, catturarli, detenerli, ma anche disturbarli e distruggere i loro rifugi. Il rifugio, non solo l’animale: il sottotetto di casa vostra, se ospita una colonia, è tutelato.

Cimici in casa ma il letto è pulito: come riconoscere la cimice dei pipistrelli scesa dal tetto

L’unica tecnica al tempo stesso legale ed efficace si chiama esclusione a senso unico. Funziona così:

  • Si individuano tutti i punti di ingresso, con osservazione al crepuscolo dall’esterno, contando gli animali che escono.
  • Sulle aperture usate si montano valvole a senso unico: tubi o teli di rete leggera a maglia molto fitta, fissati solo in alto e sui lati, che permettono l’uscita ma non il rientro.
  • Tutte le altre fessure vengono chiuse in via definitiva, mentre le valvole restano in opera per almeno cinque-sette notti, perché non tutti gli animali escono la stessa notte, specie con maltempo.
  • Solo dopo aver verificato che il rifugio è vuoto si sigilla in modo permanente.
  • Si installano una o più bat box a pochi metri, meglio con qualche mese di anticipo, per offrire un’alternativa: i pipistrelli mangiano zanzare e insetti dannosi alle colture a tonnellate, tenerseli come vicini in un posto ordinato conviene.

La finestra stagionale è il punto chiave. Va evitato tutto il periodo riproduttivo, quando i piccoli non volano, e va evitato il pieno inverno, quando gli animali svernano nell’edificio e non escono. Nel contesto italiano, con il nostro clima e uno sfasamento di alcune settimane rispetto ai calendari nordamericani, i momenti praticabili sono in genere la fine estate-autunno, da fine agosto a ottobre, dopo l’involo dei giovani, e la primavera precoce, marzo-inizio aprile, prima che le femmine si radunino nelle colonie di maternità. Ogni situazione va comunque valutata sul posto, e in caso di dubbio è utile un confronto con gli enti competenti a livello regionale o con i gruppi di ricerca sui chirotteri.

Una volta partiti i pipistrelli, arriva la parte che riguarda le cimici: bonifica meccanica del ricovero (aspirazione con filtro adeguato di guano e detriti, rimozione dei materiali imbevuti), chiusura fine di tutti i passaggi verso l’interno dell’abitazione, dai faretti a incasso ai passacavi, e trattamento mirato solo nelle fessure e nelle intercapedini interessate, mai a pioggia sugli arredi. Le cimici rimaste senza ospite si esauriscono; quello che serve è impedirgli di scendere in casa nelle settimane di digiuno.

Checklist: dieci minuti per capire se il problema è il letto o il tetto

  • Ho trovato esemplari sopra il metro e ottanta di altezza in stanze dove non si dorme? Punteggio tetto.
  • Le trappole intercettatrici sotto le gambe del letto, dopo due settimane, sono vuote mentre continuano a comparire insetti sui muri? Punteggio tetto.
  • Cuciture del materasso, testiera e rete: zero puntini neri, mute, uova? Punteggio tetto.
  • Al crepuscolo, stando fuori casa a guardare la linea di gronda, vedo uscire pipistrelli da una fessura? Punteggio tetto, quasi decisivo.
  • Con la lente o zoomando la foto, la frangia sul bordo dello scudo dietro la testa è lunga come o più dell’occhio? Punteggio tetto.
  • Le punture riguardano tutti quelli che dormono in casa, la sera si sente prurito e i ritrovamenti sono concentrati nel letto? Punteggio letto: agite come per cimici dei letti.

Tre o quattro sì nella colonna tetto, e la disinfestazione del materasso è denaro buttato.

Cosa chiedere al tecnico prima di firmare il preventivo

Un professionista competente non si offende di fronte a queste domande, le apprezza.

  • Ha fatto una ispezione del sottotetto e della copertura, o solo delle camere?
  • Come intende identificare la specie? Prevede un esame con stereomicroscopio o l’invio dell’esemplare a un entomologo?
  • In caso di colonia di chirotteri, in che finestra stagionale propone di intervenire e con quali dispositivi a senso unico?
  • Il preventivo include la chiusura delle vie di comunicazione tra sottotetto e abitazione (faretti, botole, sfiati, cassonetti) o solo la nebulizzazione di prodotti?
  • Prevede controlli di verifica a distanza di alcune settimane e la posa di bat box come compensazione?
  • Mette per iscritto che nessun pipistrello verrà ucciso, catturato o murato?

Diffidate di chi propone di chiudere subito il buco perché tanto poi se ne vanno, di chi vende trattamenti insetticidi in solaio senza prima risolvere la questione dell’ospite, e di chi liquida la faccenda come una banale infestazione di cimici dei letti senza aver messo la testa nel sottotetto.

Una curiosità che ribalta la prospettiva

Chiudiamo con un dettaglio che aiuta a capire perché queste cimici finiscono a spasso sui nostri soffitti. Esperimenti condotti con bat box, alcune caricate di cimici e altre pulite, hanno mostrato che i pipistrelli si grattano di più, si muovono di più e tendono ad abbandonare il rifugio infestato. Cambiare casa spesso, per un pipistrello di fessura, è anche una strategia antiparassitaria: lascia indietro gli ospiti indesiderati.

Il guaio è che quando la colonia trasloca, gli affamati restano nel muro. E se fra loro e il nostro soggiorno c’è solo la fessura di un faretto a incasso, la cimice dei pipistrelli scende a cercare l’unico sangue caldo disponibile. Non è un’invasione, è un equivoco. Ma per risolverlo bisogna guardare in alto, non sotto il letto.

Fonti

Tag:Insetti in casa