Muffa bianca sul compost appena steso: buon segno o problema? Come capirlo in 2 minuti

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Hai steso il compost o il letame nelle aiuole e, dopo pochi giorni, la superficie si copre di una patina bianca o grigia. Il primo pensiero è quasi sempre lo stesso: si è ammalato tutto? Quasi mai. Nella grande maggioranza dei casi quella muffa bianca sul compost è il segno che il terreno si è messo a lavorare. Funghi, batteri e altri piccoli organismi stanno mangiando la sostanza organica e la trasformano in nutrimento per le piante. In questo articolo impari a capire in un paio di minuti chi ha formato la patina, usando naso, dita e una lente d’ingrandimento. Per ogni caso trovi cosa significa e cosa fare. Vediamo anche i pochi casi in cui c’è davvero da preoccuparsi.

Perché la patina compare proprio adesso, in autunno

In Italia novembre è il mese classico per stendere compost in autunno e letame maturo su orti e aiuole, prima delle piogge invernali. Il compost appena steso è pieno di vita: miliardi di microrganismi che, per tutto il tempo passato nel cumulo, sono rimasti al chiuso e al caldo. Quando lo spargi a terra trovano aria, umidità e temperature miti, e ripartono a crescere. Le parti visibili di questa crescita sono proprio i filamenti e le polveri bianco-grigie.

Il clima cambia molto i tempi. Con le giornate miti e umide del Centro-Sud e delle coste la patina compare anche in 3-5 giorni. Al Nord, con il freddo e le nebbie, la crescita rallenta e a volte non si vede quasi niente fino a primavera. Chi ha ricevuto il compost da una ditta di giardinaggio, magari ancora scuro, umido e un po’ odoroso, lo vede spesso imbiancarsi entro due o tre settimane. È normale: il materiale stava ancora finendo di maturare, e ora lo fa direttamente nell’aiuola.

Il test dei 2 minuti: naso, dita e lente

Prima di decidere qualsiasi cosa, fai tre semplici prove. Bastano un paio di guanti e, se l’hai, una lente da francobolli o la fotocamera del telefono con lo zoom.

  1. Il naso. Avvicinati e annusa. Odore di bosco o di terra dopo la pioggia? Ottimo. Odore pungente che ricorda la pipì o i detersivi (ammoniaca)? Oppure di uova marce, di fogna, di acido? Allora c’è qualcosa da sistemare.
  2. Le dita. Prendi un po’ di patina tra pollice e indice. Si allunga in fili che si strappano come cotone? Si sbriciola come polvere o cenere? È molle, viscida, simile a una schiuma?
  3. La lente. Guarda da vicino. Fili lunghi e intrecciati, una specie di ragnatela? Puntini polverosi grigi su piccoli grumi? Una massa unica, gialla o crema, senza fili?

Con queste tre risposte riconosci quasi sempre uno dei quattro casi che seguono.

Caso 1: filamenti bianchi cotonosi, sono funghi al lavoro

Se la patina è fatta di fili bianchi sottili che si strappano come ovatta, stai guardando il micelio, cioè il corpo di un fungo. È la stessa cosa che trovi come micelio bianco nel terriccio dei vasi o sotto le cortecce nel bosco. Questi funghi sono specialisti nel decomporre i materiali più duri: pezzetti di legno, cippato, paglia, rametti e foglie secche. Sono gli unici, in natura, capaci di smontare bene la lignina, la sostanza che rende il legno rigido.

Cosa significa: nel compost c’erano ancora frammenti legnosi non del tutto decomposti. Non è un difetto grave: il lavoro che non è finito nel cumulo lo finiscono i funghi nell’aiuola. Mentre si nutrono, trasformano il legno in sostanze che le piante possono usare.

Cosa fare: lasciala stare. Puoi coprirla tranquillamente con pacciame, corteccia, foglie o paglia: anzi, la pacciamatura mantiene l’umidità e il micelio continuerà a lavorare. È anche la classica muffa bianca pacciamatura che si vede sotto la corteccia nei mesi umidi. Nei giorni o nelle settimane successive potrebbero spuntare dei funghetti: è il segno che il micelio sta bene. Non sono pericolosi da toccare, ma è impossibile capire dal solo micelio se sono commestibili o velenosi. Se in giardino ci sono bambini piccoli o cani che mettono tutto in bocca, toglili man mano con un rastrello.

Un consiglio pratico: quando lo smuovi, il micelio maturo può liberare spore. Non sono pericolose per chi è in salute, ma è meglio non respirarle a pieni polmoni, soprattutto se soffri di asma o allergie. Lavora con il materiale umido, e quando la superficie si asciuga un po’ la nuvoletta sparisce.

Caso 2: polvere grigia e secca che sa di terra bagnata, sono gli attinomiceti

Se invece la patina è una polverina grigio-biancastra, quasi gessosa, che non forma fili lunghi ma macchie e puntini, e se annusandola senti un forte odore di terra dopo la pioggia, hai trovato gli attinomiceti nel compost. Sono batteri particolari, che crescono formando sottilissime ramificazioni e per questo sembrano muffe. Il gruppo più famoso è quello degli Streptomyces.

Il profumo che senti ha un nome: geosmina. È la molecola prodotta proprio da questi batteri, ed è quella che ci arriva al naso quando cade la prima pioggia dopo un periodo secco. Il nostro olfatto la percepisce anche in quantità piccolissime. Quindi l’odore di terra bagnata da geosmina è uno dei migliori segnali che puoi ricevere da un compost.

Cosa significa: gli attinomiceti lavorano soprattutto nelle fasi finali della maturazione e si nutrono delle sostanze più difficili da digerire. Sono tipici di un compost ben fatto, arieggiato, vicino alla maturità. Molti di loro producono anche sostanze che frenano altri microrganismi, e contribuiscono a un terreno sano.

Cosa fare: niente. Al massimo bagna leggermente se la superficie è molto secca e copri con 3-5 cm di foglie o paglia.

Caso 3: strato cenerino e farinoso dentro il cumulo, è il fire fang

Questo caso si vede soprattutto aprendo il cumulo o il sacco, più che sulla superficie dell’aiuola. All’interno trovi strati grigio-bianchi, secchi, farinosi, che sembrano cenere o calce. Il materiale intorno è asciutto, leggero, quasi polveroso, e spesso non profuma di nulla. In inglese si chiama fire fang, letteralmente morso del fuoco, e in italiano possiamo parlare di compost bruciato. Non c’è stata nessuna fiamma: è successo che il cumulo si è scaldato molto, nella fase calda della decomposizione, e allo stesso tempo è rimasto senza acqua. In quelle condizioni sopravvivono solo alcuni funghi e attinomiceti amanti del calore, che lasciano questo strato grigio.

Cosa significa: il compost ha perso parte della sua acqua e una parte dell’azoto, e la decomposizione si è bloccata a metà. In Italia sono i cumuli tenuti all’aperto in estate, al sole e lasciati asciugare per settimane, i più esposti. Il materiale con il fire fang è anche diventato idrorepellente: steso in aiuola forma una crosta che fa scivolare via l’acqua invece di assorbirla.

Muffa bianca sul compost appena steso: buon segno o problema? Come capirlo in 2 minuti

Cosa fare:

  • Se è ancora nel cumulo: rompi gli strati grigi con la forca, bagna bene mescolando, fino a quando una manciata stretta nel pugno è umida come una spugna strizzata. Rimetti tutto in cumulo e lascialo ripartire qualche settimana.
  • Se è già steso: rompi la crosta con un rastrello leggero o una zappetta, così l’acqua passa. Bagna e copri con pacciame. Le piogge autunnali faranno il resto, e la vita microbica riprenderà.
  • Per il futuro: in estate copri il cumulo con un telo traspirante o con paglia e controlla l’umidità ogni 10-15 giorni.

Caso 4: massa gialla e spugnosa, è una muffa mucillaginosa

A volte, soprattutto dopo giornate calde e umide, sul compost o sulla corteccia compare una macchia gialla, arancione o crema, morbida, spugnosa, grande come un palmo o più. Il giorno dopo sembra essersi spostata di qualche centimetro. Non è un’invasione aliena: è una muffa mucillaginosa, e la più comune nei giardini è la Fuligo septica, detta anche con poca eleganza vomito di cane.

Le muffe mucillaginose non sono funghi veri e non sono muffe: sono organismi a parte che si muovono lentamente sulla superficie e si nutrono di batteri e di spore. In pochi giorni la massa si secca, diventa una crosta marrone e poi si sfalda in una polvere scura, che sono le sue spore.

Cosa significa: nulla di male. Non attacca le piante, non è velenosa al tatto, non rovina il compost. Indica solo tanta umidità e tanta vita microbica.

Cosa fare: se ti dà fastidio alla vista, raccoglila con una paletta e mettila nel cumulo del compost, oppure rompila con il rastrello e lascia asciugare. Tornerà forse con il prossimo periodo umido, e va bene così.

Quando invece c’è da preoccuparsi

La patina in sé quasi mai è un problema. I veri campanelli d’allarme sono altri, e riguardano la maturità del materiale che hai steso.

  • Odore di ammoniaca. Un odore pungente, simile ai prodotti per pulire, indica un compost immaturo. In un compost giovane l’azoto si trova ancora in forme che possono scottare radici e semi, soprattutto quando il materiale è molto alcalino. Con il tempo e la maturazione l’odore sparisce da solo.
  • Odore di marcio, di uova marce o di aceto. Il materiale è rimasto senza aria e ha fermentato. Contiene acidi e altre sostanze che possono danneggiare le piante.
  • Muffe colorate su letame fresco. Muffe verdi, blu, rosa o nere su letame ancora pagliuso e riconoscibile indicano che il materiale è all’inizio della decomposizione. Il letame fresco va fatto maturare in cumulo almeno qualche mese.
  • Compost che si riscalda di nuovo una volta steso o insaccato. Se infilando la mano senti calore, il materiale sta ancora lavorando a pieno ritmo: non era maturo.

Regola d’oro: mai letame fresco o compost immaturo su colture già in campo, come insalate, cavoli, fragole o piantine appena trapiantate. Le radici giovani soffrono, e inoltre i microrganismi, per finire di decomporre il materiale, si prendono l’azoto del terreno e lo tolgono alle piante. Il materiale immaturo va bene solo su terreno vuoto, da lasciare a riposo per l’inverno.

Come stendere il compost in autunno senza errori

Per far sì che la vita microbica resti attiva fino alla primavera, bastano poche attenzioni:

  • Spessore giusto: 2-3 cm di compost maturo sono sufficienti. Strati più alti si asciugano in superficie e fanno crosta.
  • Inumidisci: se il compost è secco, bagnalo prima o subito dopo averlo steso.
  • Copri: metti sopra foglie secche, paglia o corteccia. La copertura protegge dal gelo, dalla pioggia battente e dal sole, e mantiene l’umidità.
  • Non interrare in profondità: lascialo in superficie o mescolalo appena nei primi centimetri. Lombrichi e microrganismi lo porteranno giù da soli durante l’inverno.

Il test del crescione: verifica la maturità prima di stendere

Se hai un dubbio sul tuo compost, o su quello che ti hanno portato, puoi fare un test semplice e affidabile con i semi di crescione (Lepidium sativum), che si trovano in ogni negozio di sementi. Il crescione è molto sensibile alle sostanze tossiche del compost immaturo, e germina in pochi giorni. È lo stesso principio usato nei laboratori per misurare la maturità del compost.

  1. Prendi due vasetti o due vaschette uguali, con fori sul fondo.
  2. Nel primo metti il compost da testare. Nel secondo metti un comune terriccio da semina, che serve come confronto.
  3. Bagna entrambi allo stesso modo.
  4. Semina 20 semi di crescione per vasetto, appena coperti.
  5. Tieni i vasetti in casa, a temperatura ambiente, e controlla dopo 3-5 giorni.

Come leggere il risultato:

  • Nel compost germinano quasi tutti i semi, come nel terriccio, e le piantine hanno radici bianche e lunghe: il compost è maturo, puoi stenderlo anche vicino alle colture.
  • Germinano molti meno semi, oppure le radichette sono corte, scure o bruciate: il compost è immaturo. Lascialo maturare ancora qualche settimana in cumulo, rigirandolo e bagnandolo, oppure usalo solo su terreno vuoto.

In sintesi

Quella patina bianca o grigia sul compost appena steso è, nella grande maggioranza dei casi, una buona notizia. Fili cotonosi: funghi che finiscono di digerire il legno. Polvere grigia che profuma di pioggia: attinomiceti, segno di compost maturo. Strato cenerino e secco: fire fang, da rompere e bagnare. Massa gialla spugnosa: muffa mucillaginosa, innocua. Fai attenzione soltanto all’odore di ammoniaca o di marcio, al letame fresco e al compost che scalda ancora. Con un test del crescione, uno strato sottile e una buona pacciamatura, il tuo orto passerà l’inverno lavorando per te.

Fonti

Tag:Larve nel compost