Coriandolo va a seme subito? Il problema è quasi sempre il seme, e la soluzione è seminarlo in autunno

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Semini il coriandolo, le piantine spuntano belle verdi e dopo tre o quattro settimane, invece di riempirsi di foglie, tirano su un fusto sottile con poche foglioline sfrangiate e i primi ombrellini bianchi. È uno dei problemi più comuni nell’orto e sul balcone. Quasi sempre si pensa di aver sbagliato qualcosa: troppa acqua, poca acqua, troppo sole. In realtà, nella maggior parte dei casi, la causa sta prima della coltivazione: quale seme hai usato e in che mese l’hai seminato. Vediamo perché il coriandolo va a seme così in fretta e come avere foglie per mesi.

Cosa vuol dire andare a seme

Il coriandolo (Coriandrum sativum) è una pianta annuale della stessa famiglia di prezzemolo, finocchio e aneto. Ha un solo obiettivo: fare semi prima che arrivi il caldo dell’estate. Nella prima fase produce una rosetta di foglie larghe e tenere, quelle che si usano in cucina. Quando riceve certi segnali, cambia programma: allunga un fusto centrale, le foglie nuove diventano sottili come quelle dell’aneto, il sapore si fa più aspro e la pianta smette di produrre foglie buone. Questo passaggio si chiama salita a seme, o con un termine inglese molto usato, bolting.

Attenzione però a non confondersi. Mi è capitato più volte di vedere piantine lunghe e molli, cresciute troppo fitte, scambiate per piante che vanno in fiore. Se non c’è un fusto centrale rigido con i bottoni dei fiori in cima, la pianta non sta andando a seme: è solo affollata e cerca la luce. In quel caso basta diradare e cominciare a raccogliere: ogni stelo tagliato spinge la pianta a fare nuove foglie.

Il primo colpevole: i semi da drogheria

Chi ha provato a seminare i semi comprati come spezia lo sa bene. Un sacchetto da mezzo chilo in un negozio etnico costa quanto una bustina da giardinaggio con poche decine di semi, quindi la tentazione è forte. Ed è vero che i semi di coriandolo da cucina si possono seminare: se non sono troppo vecchi o trattati col calore, germinano. Il problema è cosa nasce.

Il coriandolo coltivato per la spezia viene selezionato per fare tanti semi, presto e tutti insieme, perché così si raccoglie meglio con le macchine. Piante così sono programmate per fiorire il prima possibile. Si fa una rosetta di foglie minuscola e poi via verso il fiore. Io stessa ho seminato un sacchetto di coriandolo comprato in un negozio di spezie indiane: è nato tutto, fittissimo, e in meno di un mese metà delle piante aveva già il fusto fiorale. Non era colpa del terriccio né dell’acqua: quelle piante facevano esattamente quello per cui erano state selezionate.

Coriandolo da seme e coriandolo da foglia

I botanici distinguono due grandi gruppi. Il primo, chiamato var. vulgare (o tipo a frutto grande), ha semi grossi, di circa 3-5 millimetri, ed è coltivato soprattutto nei Paesi caldi come India, Marocco e Australia. Il secondo, la var. microcarpum, ha semi piccoli, da 1,5 a 3 millimetri, più ricchi di olio essenziale, ed è tipico dei climi più freschi dell’Europa orientale. All’interno di queste grandi famiglie esistono poi tantissimi tipi locali: alcuni nati per i semi, altri, soprattutto in Asia meridionale e in Etiopia, selezionati da secoli per dare foglie. Gli studi sulle collezioni di germoplasma mostrano che proprio questi tipi da foglia hanno una crescita lunga a rosetta e una finestra di raccolta molto più ampia.

In pratica: il seme della spezia è quasi sempre pensato per fare semi. Se vuoi foglie, serve un seme pensato per le foglie.

Le varietà a lenta salita a seme

Nelle bustine da orto si trovano varietà selezionate proprio per resistere più a lungo prima di fiorire. Le più note sono Calypso, Leisure, Cruiser, Santo e quelle vendute genericamente come Slow Bolt o a lenta salita. Anche le guide delle università americane consigliano, per chi coltiva per le foglie, di scegliere questo tipo di cultivar. La varietà Confetti, con foglie molto sottili, è un’alternativa curiosa e abbastanza tardiva. Un’avvertenza onesta: nessuna varietà è miracolosa. Anche Calypso, seminata in primavera inoltrata, prima o poi va in fiore. Le varietà buone ti regalano qualche settimana in più, ma il risultato vero lo fa il calendario.

Il secondo colpevole: giornate lunghe e caldo

Il coriandolo è una pianta da stagione fresca. I segnali che lo spingono a fiorire sono soprattutto due.

  • Il fotoperiodo, cioè la durata del giorno. Il coriandolo reagisce alle giornate che si allungano: quando la luce supera circa 12-13 ore, la pianta capisce che l’estate si avvicina e accelera verso il fiore.
  • La temperatura. Sopra i 24-25 °C la salita a seme diventa rapida. Con giornate lunghe e caldo insieme, come a maggio e giugno in gran parte d’Italia, la pianta può fiorire in poche settimane qualunque cosa tu faccia.

Ecco perché il classico consiglio di seminare il coriandolo ad aprile-maggio, che si legge su tante guide, porta spesso alla delusione. È lo stesso errore che si fa al contrario nell’emisfero sud: chi semina a inizio primavera pensando di essere in anticipo si ritrova le piante fiorite a dicembre.

Il terzo colpevole: lo stress delle radici

Qualunque cosa faccia soffrire la pianta la spinge a fare semi in fretta, per assicurarsi una discendenza. Gli stress più comuni sono questi.

  • Il trapianto. Il coriandolo ha una radice a fittone, lunga e delicata, come la carota. Se la rompi, la pianta reagisce fiorendo. Per questo le piantine comprate in vasetto spesso salgono a seme poco dopo il trapianto. Meglio seminare direttamente dove la pianta crescerà.
  • Il vaso piccolo. Il coriandolo in vaso ha bisogno di profondità: almeno 20 centimetri, meglio 25-30. Nei vasetti bassi la terra si scalda e si asciuga in fretta, e la radice non ha spazio.
  • La terra secca. Basta che il terriccio si asciughi del tutto anche una sola volta, in una giornata di sole forte, per dare il via al fiore. Il terreno va tenuto fresco ma non zuppo: i ristagni fanno marcire le radici.
  • La semina troppo fitta. Piante ammassate competono per acqua e luce e si stressano a vicenda. Dopo la nascita conviene diradare lasciando una piantina ogni 5-10 centimetri.

In tarda primavera aiuta anche un po’ di mezz’ombra nelle ore più calde: il sole pieno del pomeriggio accorcia molto la vita utile della pianta.

Coriandolo va a seme subito? Il problema è quasi sempre il seme, e la soluzione è seminarlo in autunno

Quando seminare il coriandolo in Italia: il calendario controcorrente

La vera svolta è spostare la semina in autunno. In gran parte d’Italia gli inverni sono miti, e il coriandolo resiste bene a gelate brevi e leggere. Uno studio condotto in Sicilia, in ambiente mediterraneo semiarido, ha confrontato diverse epoche di semina: le semine autunnali sfruttano le piogge invernali e le temperature miti, e allungano il ciclo della pianta rispetto a quelle primaverili. Anche ricerche fatte in altri Paesi a clima caldo indicano ottobre e inizio novembre come il periodo migliore per avere più foglie verdi.

Il motivo è semplice: in autunno le giornate si accorciano e fa fresco. La pianta non riceve nessun segnale di fioritura e resta a rosetta per mesi. Comincerà a salire a seme solo a primavera, quando le giornate si allungano. Ecco un calendario pratico.

  • Centro-Sud, isole e zone costiere: semina da fine settembre a novembre. Si raccolgono foglie per tutto l’inverno, fino a marzo-aprile.
  • Nord e zone interne fredde: semina a settembre, così le piante si fanno robuste prima del freddo, oppure da fine febbraio a marzo sotto tessuto non tessuto, che protegge dalle gelate.
  • Da evitare ovunque: le semine da aprile in poi. Con giornate lunghe e temperature sopra i 25 °C il coriandolo va a seme in poche settimane.

Un consiglio che vale oro: semina poco alla volta, ogni 3 settimane. In inverno il coriandolo cresce lentamente e ogni pianta resta piccola, quindi per avere un raccolto decente servono più piante di quante ne immagini. Con semine scalate, quando un gruppo comincia a fiorire il successivo è già pronto.

Piccoli trucchi per la semina

  • Il seme di coriandolo è in realtà un frutto che contiene due semi. Schiacciarlo delicatamente con il fondo di un bicchiere e lasciarlo in acqua per una notte aiuta la germinazione, che normalmente richiede 1-3 settimane.
  • Semina a circa 1 centimetro di profondità, in terriccio leggero e ben drenato.
  • Raccogli spesso, tagliando gli steli esterni e lasciando il cuore della pianta: così continua a produrre.

Il lato positivo: un coriandolo fiorito non è da buttare

Se le tue piante sono già in fiore, non strapparle subito. Hanno ancora molto da dare.

  • Semi verdi. Dopo la fioritura si formano piccole palline verdi: sono i semi immaturi. Hanno un sapore fresco e agrumato, a metà tra la foglia e la spezia, ottimi su pesce, insalate, salse e sottaceti. Si usano freschi oppure si conservano in salamoia.
  • Insetti utili. I fiori a ombrello del coriandolo sono piccoli e con il nettare facile da raggiungere. Attirano sirfidi, coccinelle, crisopidi e piccole vespe parassitoidi, che da adulti si nutrono di nettare e polline e da larve divorano gli afidi. Gli studi sui sirfidi mostrano che le piante di questa famiglia aiutano gli adulti a vivere più a lungo e a deporre più uova. Lasciare fiorire qualche pianta è una forma gratuita di lotta biologica.
  • Semi per l’anno dopo. Basta lasciare una o due piante andare fino in fondo. Quando i semi diventano marroni e secchi si raccolgono e si conservano in un barattolo: saranno i semi per la prossima semina autunnale, già abituati al tuo orto. Quelli che cadono a terra spesso nascono da soli in autunno, proprio nel momento giusto.

In breve

Se il tuo coriandolo va a seme subito dopo la nascita, controlla tre cose: il seme (meglio una varietà da foglia a lenta salita che la spezia da drogheria), il mese di semina (autunno sì, primavera inoltrata no) e lo stress delle radici (niente trapianti, vasi profondi, piante distanziate, terra sempre fresca). Con questi accorgimenti il coriandolo diventa una delle aromatiche più facili e generose dell’orto invernale italiano.

Fonti

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