Indice dei contenuti
Nel 2020 un asino di nome Diesel è sparito da un ranch del Wyoming durante un'escursione. Il proprietario lo ha cercato per giorni senza risultati, convinto che fosse stato preda di un puma o di un branco di lupi. Cinque anni dopo Diesel è ricomparso, vivo e in salute, ma in una compagnia inattesa: si muove insieme a un branco di Cervus canadensis, gli wapiti delle Montagne Rocciose, e sembra a tutti gli effetti uno di loro.
L’avvistamento che ha riaperto il caso
A riportare la notizia è stato un cacciatore della zona, che ha fotografato il gruppo di ungulati notando una sagoma che stonava con le altre. Le orecchie lunghe, la corporatura tozza, il manto grigio: inconfondibilmente un asino. Le immagini hanno raggiunto il proprietario originario, che ha riconosciuto Diesel grazie ai segni distintivi. La decisione presa è stata sorprendente quanto la scoperta: lasciarlo dov'è. L'animale appare ben nutrito, integrato, capace di sopravvivere agli inverni rigidi del Wyoming, dove le temperature scendono regolarmente sotto i venti gradi sottozero.
Come fa un asino domestico a sopravvivere in natura
La specie da cui discendono gli asini domestici, Equus africanus asinus, viene addomesticata da circa 5.000 anni, ma conserva una notevole capacità di adattamento agli ambienti aridi e accidentati. Gli antenati selvatici vivevano nelle zone semidesertiche del Corno d'Africa, dove dovevano percorrere distanze considerevoli per trovare acqua e foraggio. Questa eredità rende gli asini più resistenti rispetto ai cavalli a diete povere e a climi estremi.
Negli Stati Uniti esiste già un precedente significativo: nel deserto del Mojave e in altre aree del sud-ovest vivono popolazioni di burros rinselvatichiti, discendenti degli animali introdotti dai minatori spagnoli e statunitensi tra Ottocento e primo Novecento. Secondo il Bureau of Land Management, oggi negli stati occidentali ci sono oltre 15.000 asini selvatici. Diesel, in sostanza, ha ripercorso individualmente un processo che la sua specie conosce bene.
Il branco misto: un comportamento più comune di quanto sembri
L'aspetto più curioso della vicenda riguarda l'integrazione sociale. Gli wapiti sono ungulati gregari, organizzati in gruppi che durante l'estate possono superare la decina di femmine con i piccoli, mentre i maschi adulti tendono a vivere isolati o in piccoli gruppi celibi. Che un equide entri stabilmente in un branco di cervidi non è frequente, ma non è nemmeno senza precedenti.
I biologi del comportamento parlano di cross-species herding per descrivere quei casi in cui un animale solitario, separato dalla propria specie, si aggrega a un'altra che soddisfa esigenze simili: vigilanza condivisa contro i predatori, foraggiamento in gruppo, segnali sociali per individuare aree sicure. Una mucca di nome Bonnie, in Connecticut, fu trovata anni fa a vivere con un branco di cervi a coda bianca dopo essere fuggita da un macello. Casi analoghi sono stati documentati con pecore aggregate a branchi di camosci nelle Alpi, e perfino tra invertebrati si osservano forme inattese di cooperazione tra specie diverse.
Cosa offrono gli wapiti a un asino solitario
Per Diesel il branco di wapiti rappresenta probabilmente una soluzione a più problemi contemporaneamente. Gli asini sono animali sociali che soffrono l'isolamento, e in assenza di altri equidi cercano attivamente compagnia. Gli wapiti, dal canto loro, frequentano gli stessi pascoli che un asino può sfruttare: prati alpini in estate, fondovalle e zone forestali aperte in inverno. La dieta non coincide perfettamente, perché gli wapiti brucano una varietà maggiore di arbusti e cortecce, ma c'è abbastanza sovrapposizione perché l'asino trovi cibo seguendo il gruppo.
Anche il sistema di allerta condivisa funziona in entrambe le direzioni. Gli wapiti hanno un olfatto e un udito estremamente sviluppati e reagiscono rapidamente alla presenza di lupi o orsi. Un asino integrato nel gruppo beneficia di queste sentinelle. In compenso gli asini sono noti per il loro comportamento difensivo aggressivo verso i canidi, al punto che vengono usati come animali da guardia per greggi di pecore: la presenza di Diesel potrebbe persino aver dato qualche vantaggio agli wapiti che lo hanno accolto.
Una scelta etica per il proprietario
Riportare Diesel al ranch dopo cinque anni avrebbe significato strapparlo a una struttura sociale consolidata e reintrodurlo in un ambiente che ormai non riconosce più. Il proprietario ha optato per il monitoraggio a distanza, lasciando che l'asino continui la sua nuova vita. La storia, diffusa dai media locali del Wyoming, è diventata virale per la sua componente affettiva, ma offre anche uno spunto concreto sulla plasticità comportamentale degli animali domestici e sulla flessibilità delle dinamiche di branco negli ungulati selvatici.




