Maratona, Sabastian Sawe sotto le 2 ore a Londra: record mondiale in 1h59'30"

Cade il muro delle due ore in maratona. A Londra, domenica 26 aprile, il keniano Sabastian Sawe ha chiuso i 42,195 km in 1h59'30", diventando il primo uomo della storia a infrangere ufficialmente quella barriera in una gara regolare. Il 31enne, allenato dall'italiano Claudio Berardelli, ha migliorato di 65 secondi il precedente record mondiale stabilito da Kelvin Kiptum a Chicago nel 2023 (2h00'35"). L'unico precedente sotto le due ore portava la firma di Eliud Kipchoge, ma il suo 1h59'40" ottenuto a Vienna nel 2019 non era stato omologato perché disputato con lepri rotanti, insegne luminose e altri ausili non consentiti.

Per Sawe è la quarta maratona vinta in altrettante partecipazioni: dopo Valencia 2024 (2h02'05"), Londra 2025 (2h02'27") e Berlino 2025 (2h02'16"), il keniano ha cambiato passo e dimensione. Il record arriva al termine di una gara costruita con intelligenza tattica, partita alle 9.25 ora locale con circa 12 gradi al via e 15 all'arrivo, condizioni meteo ideali per spingere sul cronometro. Tra gli oltre 59.000 partecipanti figuravano anche 928 italiani. In Kenya l'impresa è stata accolta come un evento identitario: nella comunità del mezzofondo africano prevale l'idea che la lezione di Sawe sia tutta nella disciplina e nella fiducia nel percorso, principi che molti tecnici locali ripetono come un mantra ai giovani atleti delle altopiani.

Maratona Londra

La gara si è giocata fin dai primi chilometri su ritmi altissimi. Al passaggio della mezza il cronometro segnava già 1h00'29", ma è nella seconda metà che Sawe ha scritto la storia: 59'01" sui secondi 21 km, con parziali folli da 13'54" e 13'42" sui 5 km tra il 30° e il 40°. La prima vera accelerazione tra il 28° e il 29° km ha fatto selezione: a rispondere è stato solo l'etiope Yomif Kejelcha, esordiente assoluto sulla distanza. Più dietro, in progressione, l'ugandese Jacob Kiplimo, che si è staccato definitivamente poco prima del 40° km.

Il duello finale tra Sawe e Kejelcha è proseguito fino a 500 metri dal traguardo, quando l'etiope ha mollato la presa. Sawe ha coperto gli ultimi 2.195 metri in 5'51", dieci secondi meno del recente "primato" sulla distanza siglato a Parigi dall'azzurro Yeman Crippa. Kejelcha ha chiuso secondo in 1h59'41", anche lui sotto le due ore al debutto in maratona, con record etiope. Terzo Kiplimo in 2h00'28", record nazionale ugandese e tempo che fino a quella mattina sarebbe valso il primato mondiale. Una classifica mai vista, con il quarto posto di Amos Kipruto in 2h01'39", crono che fino al giorno prima ne avrebbe fatto il terzo performer di sempre. Quinto il campione olimpico Tamirat Tola in 2h02'59", sesto Derese Geleta in 2h03'23". Il miglior europeo è l'irlandese Peter Lynch, nono in 2h06'08" con primato nazionale. Tra i podisti amatoriali la doppietta sotto le due ore — due uomini nella stessa gara, nello stesso giorno — è stata letta come una piccola rivoluzione percettiva: qualcuno fa notare che ciò che fino a ieri era considerato fantascienza diventa improvvisamente un riferimento concreto, capace di ridisegnare anche le ambizioni di chi insegue traguardi molto più modesti. Una sensazione non distante da quella vissuta nel ciclismo poche settimane fa, quando un diciannovenne ha abbattuto un primato che resisteva dal 1936, dimostrando come i confini anagrafici e cronometrici dello sport siano in continua ridefinizione.

Il record di Sawe durerà a lungo?
Sì per anni
Cadrà presto
Difficile dirlo

La giornata londinese ha consegnato un altro record mondiale, questa volta nella gara femminile. L'etiope Tigst Assefa si è confermata regina del Tamigi vincendo per il secondo anno consecutivo in 2h15'41", miglior prestazione mondiale di sempre in una gara solo femminile, nove secondi meglio del primato che lei stessa aveva firmato dodici mesi prima. È il terzo anno di fila che il record women only cade a Londra: nel 2024 era stata Peres Jepchirchir a portarlo a 2h16'16".

Maratona Londra

La corsa femminile è stata decisa negli ultimi 500 metri. Le tre favorite, Assefa e le keniane Hellen Obiri e Joyciline Jepkosgei, accompagnate dalle lepri fino al 28° km dopo un passaggio alla mezza in 1h06'12", si sono alternate al comando fino alle fasi finali. Prima ha ceduto Jepkosgei, poi Obiri, lasciando ad Assefa il successo. Obiri ha chiuso seconda con il personale di 2h15'53", Jepkosgei terza in 2h15'55", entrambe vicinissime al precedente record mondiale women only. Quinto podio in altrettante partecipazioni londinesi per Jepkosgei. La migliore delle europee è stata la scozzese Eilish McColgan, settima in 2h24'51".

Nelle gare in carrozzina si sono confermati i favoriti. Lo svizzero Marcel Hug ha vinto per l'ottava volta a Londra, sesta consecutiva, in 1h24'12" davanti al cinese Luo Xingchuan e al britannico David Weir. Tra le donne quarto successo sul Tamigi per la svizzera Catherine Debrunner in 1h38'29", che ha preceduto la statunitense Tatyana McFadden di soli quattro secondi. Una giornata da archiviare come la più veloce di sempre nella storia della maratona, con un keniano allenato da un tecnico italiano a riscrivere i confini di ciò che si pensava possibile. Tra gli addetti ai lavori prevale la sensazione che la barriera psicologica delle due ore, una volta abbattuta in condizioni ufficiali, sarà attaccata sempre più frequentemente nelle prossime stagioni, mentre nella comunità del running di base l'eco dell'impresa di Sawe si traduce già in un nuovo termine di paragone, quasi mitologico, da inseguire allenamento dopo allenamento.