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Una zecca dallo scudo decorato a chiazze chiare, quasi marmorizzato, appoggiata su un filo d’erba o sul pelo del cane fa una certa impressione. Non è un insetto esotico da documentario: in Italia le cosiddette zecche ornate esistono davvero e stanno guadagnando terreno, complice il clima più mite, gli uccelli migratori e i nostri spostamenti con cani e cavalli. Conoscerle aiuta a evitare guai seri, perché alcune di queste specie trasmettono malattie che fino a vent’anni fa consideravamo lontanissime dal nostro orto.
Che cos’è davvero una zecca ornata
Quando si parla di zecche ornate in ambito scientifico ci si riferisce a quelle specie il cui scudo dorsale, invece di essere uniformemente bruno come nella comunissima Ixodes ricinus, presenta un disegno chiaro, biancastro o argenteo, che ricorda una piccola maschera. In Europa il termine include soprattutto i generi Dermacentor, Hyalomma e, più raramente perché tipicamente americano o africano, Amblyomma. Quest’ultimo arriva talvolta da noi come ospite indesiderato di rettili importati o uccelli migratori, ma non è ancora stabilmente insediato.
Le specie che è realistico incontrare in un giardino italiano sono due. La prima è Dermacentor reticulatus, lunga 4-5 mm da digiuna, scudo marmorizzato chiaro, segnalata ormai in numerose regioni del Nord e in focolai del Centro-Sud. La seconda, ben più impressionante, è Hyalomma marginatum: zampe striate a bande chiare e scure, corpo che da sazio arriva anche a 2 centimetri, occhi visibili e – cosa che spaventa chi la incontra – la capacità di inseguire attivamente l’ospite per diversi metri, anziché aspettarlo immobile sulla vegetazione come fanno le altre zecche.
Dove si nascondono in giardino e nell’orto
Le zecche non cadono dagli alberi, contrariamente a una leggenda dura a morire. Risalgono dal basso. I luoghi a maggiore densità sono prevedibili una volta che si conosce la loro biologia.
- Erba alta lungo i bordi: la fascia di confine tra prato rasato e siepe o bosco è il classico microhabitat. Le zecche si arrampicano su steli e foglie fino a 30-80 cm di altezza in attesa di un ospite.
- Cataste di legna, muretti a secco, foglie morte: offrono umidità e ricovero per le forme giovanili e per i piccoli mammiferi che fanno da serbatoio.
- Aiuole con pacciamatura organica spessa e zone perennemente ombrose con felci o edera.
- Aree frequentate da animali: cucce, percorsi del cane, ricoveri di galline, conigli e gatti che escono. I roditori selvatici sono il principale trasporto delle larve.
- Pascoli e zone di pascolamento di ungulati selvatici: cinghiali, caprioli e daini stanno espandendo l’areale delle zecche fin nelle periferie urbane.
Nelle zone climatiche italiane più calde (8-10) il periodo di attività si è allungato: oggi è normale trovare adulti attivi da marzo a novembre, con un picco primaverile e uno autunnale per Ixodes, mentre Dermacentor reticulatus resta attivo anche durante inverni miti.
Come distinguere una zecca ornata da una zecca comune
Non serve un microscopio. Bastano luce naturale, una lente da 5-10 ingrandimenti e qualche dettaglio chiave.
- Scudo dorsale: se uniformemente scuro, marrone-rossastro, è quasi sempre Ixodes ricinus. Se presenta chiazze chiare a effetto smalto, è una Dermacentor o una Hyalomma.
- Zampe: scure e omogenee in Ixodes; striate a bande chiare e scure in Hyalomma; chiare con articolazioni più evidenti in Dermacentor.
- Dimensione da digiuna: 2-3 mm per Ixodes, 4-5 mm per Dermacentor, 5-7 mm per Hyalomma.
- Comportamento: una zecca che si muove attivamente sul terreno e sembra dirigersi verso di voi è quasi certamente Hyalomma. Le altre stanno ferme in attesa.
Conservare l’esemplare in un piccolo contenitore chiuso, anche dopo la rimozione, è utilissimo. In molte regioni i servizi veterinari e le ASL accettano zecche per identificazione, e in alcuni casi per analisi sui patogeni.
Perché sono pericolose: le malattie trasmesse
Il problema delle zecche non è il morso in sé, di solito indolore, ma ciò che possono iniettare. Ogni specie ha il suo carnet di agenti patogeni.
Malattie legate alle zecche ornate
- Febbre emorragica di Crimea-Congo (CCHF): virus trasmesso principalmente da Hyalomma. In Italia non ci sono ancora casi autoctoni umani, ma il virus è stato rilevato in zecche prelevate da uccelli migratori sul nostro territorio. È una malattia grave, motivo per cui le autorità sanitarie europee monitorano l’espansione del vettore.
- Rickettsiosi (febbri bottonose): Rickettsia slovaca e Rickettsia raoultii trasmesse da Dermacentor causano la sindrome TIBOLA-DEBONEL, con linfonodi ingrossati alla nuca e crosta nera nel punto del morso.
- Babesiosi canina: Babesia canis trasmessa da Dermacentor reticulatus è una emergenza veterinaria seria; può essere mortale per il cane in pochi giorni se non trattata.
Malattie legate alle zecche più comuni in Italia
- Malattia di Lyme (borreliosi): trasmessa principalmente da Ixodes ricinus, si manifesta spesso con l’eritema migrante, una macchia rossa che si allarga ad anello attorno al morso.
- TBE, encefalite da zecche: virus presente soprattutto nel Nord-Est, con focolai noti in Trentino, Friuli e Veneto.
- Anaplasmosi, ehrlichiosi, febbre bottonosa del Mediterraneo: spettro di rickettsiosi diffuse in tutto il Paese.
La regola generale è semplice: il rischio di trasmissione cresce con il tempo di attacco. Rimuovere la zecca entro 24 ore riduce in modo molto significativo la probabilità di infezione per molte delle malattie citate.
Come rimuovere una zecca, passo per passo
Niente fretta, niente eroismi. La procedura corretta è meccanica, non chimica.
- Procurarsi una pinzetta a punte fini oppure il piccolo gancio specifico per zecche (tick twister), disponibile in farmacia. Le pinzette da cosmetica con punte arrotondate sono sconsigliate: schiacciano il corpo.
- Afferrare la zecca il più vicino possibile alla pelle, prendendo il rostro (la parte conficcata) e non il corpo gonfio.
- Tirare con trazione costante e perpendicolare, senza strappi e senza torcere troppo. Con il gancio si esegue invece una rotazione lenta e continua, sempre nello stesso verso.
- Disinfettare la zona dopo l’estrazione con un antisettico (clorexidina o iodopovidone). Lavarsi accuratamente le mani.
- Conservare la zecca in un contenitore chiuso, eventualmente con un pezzettino di carta umida, per eventuali analisi.
- Segnare sul calendario la data del morso: serve a riconoscere eventuali sintomi nei 30 giorni successivi.
Gli errori che peggiorano le cose
- Alcol, smalto, vasellina, olio o petrolio sulla zecca: la stressano e la inducono a rigurgitare nel punto del morso, aumentando il rischio di trasmissione.
- Fiammifero o sigaretta spenta avvicinati al corpo: stessa storia, oltre al rischio di ustione.
- Schiacciare la zecca tra le dita: i fluidi possono contaminare microferite cutanee. Va eliminata in un contenitore chiuso o bruciata.
- Strappare di scatto e lasciare il rostro nella pelle: se accade, non c’è motivo di scavare; basta disinfettare e lasciare che la pelle lo espella nei giorni successivi, come una scheggia.
Quando rivolgersi al medico
Per un morso isolato, in persona sana, in genere non serve correre al pronto soccorso. Vanno invece valutati dal medico curante o in pronto soccorso questi casi.

- Eritema migrante: macchia rossa che si allarga ad anello da 3 giorni a 4 settimane dopo il morso.
- Febbre, mal di testa, dolori articolari o muscolari, stanchezza importante nei 30 giorni successivi al morso.
- Crosta nera nel punto del morso con linfonodi ingrossati nelle vicinanze: tipico delle rickettsiosi da Dermacentor.
- Zecca attaccata da più di 24-36 ore, soprattutto se gonfia: alcune linee guida prevedono una valutazione per profilassi antibiotica nei casi a rischio.
- Bambini piccoli, donne in gravidanza, persone immunodepresse: meglio sempre un parere medico anche per morsi recenti.
- Sospetto di morso da Hyalomma (zecca grande, zampe striate, comportamento attivo): segnalare al medico, vista la sorveglianza sulla CCHF.
La vaccinazione contro la TBE è raccomandata in chi vive o lavora nelle aree endemiche del Nord-Est e nelle zone alpine, ma va valutata caso per caso con il medico.
Prevenzione in giardino, nell’orto e fuori porta
La buona notizia è che la maggior parte dei morsi si evita con misure semplici, senza dover disinfestare nulla con prodotti chimici di sintesi.
Gestione del verde
- Sfalciare regolarmente il prato e mantenere una fascia di erba bassa di almeno un metro lungo siepi, cataste di legna e confini con il bosco.
- Ridurre il fogliame morto accumulato negli angoli umidi e arieggiare le pacciamature troppo spesse.
- Tenere lontane le aree gioco bambini dai bordi vegetazione fitta; ghiaia o corteccia possono creare una fascia tampone.
- Recintare l’orto per limitare l’ingresso di cinghiali e ungulati, grandi distributori di zecche.
- Attenzione ai mangimi per uccelli caduti a terra: attirano roditori, che sono il serbatoio principale delle larve.
Comportamenti personali
- Vestiti chiari, maniche e pantaloni lunghi, calzini sopra i pantaloni quando si lavora in zone a rischio. Le zecche risaltano meglio sul tessuto chiaro.
- Repellenti: prodotti a base di DEET (almeno 20%) o icaridina sulla pelle, permetrina sui tessuti (mai sulla pelle). Sono i principi attivi con maggiore evidenza scientifica di efficacia contro le zecche.
- Controllo del corpo al rientro: ascelle, inguine, ombelico, pieghe del ginocchio, attaccatura dei capelli, retro delle orecchie. Per i bambini è una buona abitudine prima del bagno serale.
- Doccia entro due ore dal rientro: aiuta a staccare le zecche non ancora attaccate.
- Mettere gli indumenti in asciugatrice a caldo per 10-15 minuti: il calore secco uccide le zecche meglio del lavaggio in acqua.
Animali domestici
- Antiparassitari veterinari (collari, spot-on, compresse) scelti con il veterinario in base a specie, peso, ambiente e stagione.
- Controllo manuale quotidiano nelle stagioni a rischio, soprattutto orecchie, sottogola, ascelle e zona inguinale.
- Igiene di cucce e tappeti, con lavaggi periodici a temperature elevate.
Mito da sfatare: l’erba gatta tiene lontane le zecche?
Tra le piante che si vedono spesso proposte come repellenti naturali per zecche, l’erba gatta (Nepeta cataria) e altre Lamiaceae hanno mostrato in laboratorio una certa attività repellente, ma chi la coltiva sa due cose. Primo, attira gatti da mezzo quartiere, e il transito felino frequente non è proprio quello che si vuole in un orto. Secondo, è una pianta che, lasciata andare a seme, si autosemina con generosità: una piantina presa in vivaio può diventare facilmente cinque o sei cespugli sparsi nel giardino a distanza di un paio di stagioni, anche a decine di metri dall’aiuola originaria. Vale lo stesso per melissa, origano e – soprattutto – menta, che si espande anche con i rizomi. Se si vogliono mettere a dimora come strato aromatico, meglio in vasi separati o in spirali di erbe ben delimitate, sfiorando i fiori prima della maturazione dei semi. L’effetto repellente sulle zecche resta comunque modesto rispetto a un buon repellente da contatto: pensarle come barriera unica significa esporsi.
In sintesi
Le zecche ornate non sono un mostro da film, ma neanche un dettaglio da ignorare. Saper distinguere una Dermacentor marmorizzata o una Hyalomma a zampe striate da una banale Ixodes, intervenire con la pinzetta giusta entro poche ore e tenere il giardino in ordine fa la differenza tra una stagione tranquilla e una corsa dal medico. Il rischio zero non esiste, ma con qualche accorgimento il rapporto fra tempo passato all’aperto e probabilità di problemi pende decisamente dalla nostra parte.
Fonti
- Istituto Superiore di Sanità. Zecche – Portale Epicentro.
- Iori A. et al. (2016). The southernmost foci of Dermacentor reticulatus in Italy and associated Babesia canis infection in dogs. Parasites & Vectors.
- Monaco F. et al. (2019). Crimean-Congo Hemorrhagic Fever Virus Genome in Tick from Migratory Bird, Italy. Emerging Infectious Diseases.
- Emergence and spread of Hyalomma ticks and Crimean-Congo haemorrhagic fever in Europe: a systematic review.
- Mihalca A.D. (2015). Ticks imported to Europe with exotic reptiles. Veterinary Parasitology.
- INAIL (2018). Zoonosi trasmesse da zecche. Collana Salute e Sicurezza.
- Ospedale Pediatrico Meyer (2025). Puntura di zecca: malattia di Lyme e altre malattie trasmesse da zecca.





