Se un seme potesse scrivere un diario, probabilmente ne verrebbe fuori qualcosa di davvero molto interessante.
Spesso e volentieri si tende a pensare, in modo del tutto errato, di essere al centro del mondo, l’unica persona che conti realmente qualcosa e come tutto sia legato alla propria persona. Se già questo è abbastanza assurdo, oltre che altamente egocentrico, in modo decisamente esagerato, il tutto vale anche nel momento in cui si crede come l’essere umano sia di fatto l’unico presente.
Non è naturalmente così, anche perché c’è tutto un intero ecosistema che si deve tenere in considerazione in questi casi, con la vita che è quella degli animali e anche quella delle piante che ci circondano. Per questo motivo tante volte sarebbe bene cercare di metterci nei panni anche di un semplicissimo seme.
Le difficoltà che deve attraversare sono davvero infinite, il tutto per poter diventare una pianta o un frutto. E si tratta di una perfetta rappresentazione di quella che è la vita umana ed è forse anche per questo motivo come moltissime persone siano incuriosite e appassionate proprio della pratica del giardinaggio e del rapporto con la natura.
Il seme si “racconta”: un anno di difficoltà e di gioia
Se noi non ricordiamo nulla di quello che ci accade nei primissimi anni della nostra vita, la situazione diventa ben diversa nel momento in cui si parla di un seme. Anche perché colui che lo accudisce non sono i propri “genitori” inteso in senso stretto come avviene per gli animali e le persone, ma sono proprio coloro che vogliono farlo crescere.

Giorno 1:” Caro diario, oggi mi ha raccolto un signore gentile, mi ha messo all’interno della terra, in una zona abbastanza umida e calda. Mi son sentito subito protetto”. Questo potrebbe essere un ipotetico primo giorno di un diario scritto dal seme, ma è normale come in un anno ci potrebbe essere anche tutta una serie di situazione che rischierebbero di far precipitare tutto.
Giorno 124:” Questa notte c’è stato un violentissimo temporale. Nel terreno è entrata troppa acqua, ho faticato tantissimo a resistere, pensavo che tutto finisse nel peggiore dei modi. Sono fortunato a raccontarlo”. Infine il giorno più bello, il giorno 365:” Finalmente sono sbocciato del tutto, ho rivisto la faccia della persona che un anno fa mi ha raccolto. L’ho visto orgoglioso di come sono diventato, mi ha emozionato e voglio fare di tutto per poter ripagare il suo amore”.





