La credenza popolare dell’Acqua di San Giovanni: quando avviene e cosa porta

L'Acqua di San Giovanni è una delle credenze popolari più particolari nella storia contadina e ha delle regole ben precise.

L’Acqua di San Giovanni è una delle credenze popolari più particolari nella storia contadina e ha delle regole ben precise.

Sono tantissime le credenze popolari che hanno permesso all’Italia di diventare il Paese che è oggi, con tanti difetti certo, ma allo stesso tempo anche con una serie di tradizioni che sono straordinarie. Anche in ambito agricolo e contadino non mancano di certo quelle che si possono vedere come dei riti propiziatori per fare in modo tale che il futuro sia più sereno e positivo.

Tra questi riti vi è sicuramente quello legato all’Acqua di San Giovanni. Si tratta di un rito popolare antichissimo e che si terrà a brevissimo, perché riguarda il solstizio d’estate. Al giorno d’oggi il passaggio da una stagione all’altra per noi è quasi del tutto ininfluente.

In passato però era uno dei momenti più importanti dell’anno, in quanto evidenziava un grosso cambiamento per quanto riguarda la vita di tutti i giorni. In particolar modo questo valeva in ambito contadino, con le campagne che hanno potuto beneficiare anche di una serie di innovazioni tecnologiche solo molto dopo rispetto alle città e con l’Acqua di San Giovanni si cercava di guardare con speranza al futuro.

L’Acqua di San Giovanni: tra la notte del 23 e del 24 giugno

Il rito legato all’Acqua di San Giovanni deve per forza avvenire nella notte del 23 giugno e consiste nell’utilizzo di un numero che deve essere di 7 o di 9 fiori. Su tutti è importante recuperare l’iberico, che è chiamata l’erba di San Giovanni, ma servono anche basilico, salvia, menta, rosmarino, lavanda e altri.

acqua san giovanni

I loro petali devono essere inseriti all’interno di una bacinella, la quale dovrebbe essere o in vetro in ceramica, riempiendola con acqua che deve essere quanto più pura possibile, dunque sarebbe il caso che fosse di sorgente. Una volta effettuata questa operazione, ecco dunque come si dovrà lasciare la ciotola all’esterno nella notte tra il 23 e il 24 giugno.

Secondo la credenza popolare, quest’acqua avrà modo di tornare alla rugiada, diventando così magica e anche medicinale. Il giorno seguente poi sarà la famiglia a lavarsi le mani e la faccia con questa acqua, solo una volta che verranno rimossi i fiori. La leggenda narra come questo gesto tanto semplice quanto sentito, sia necessario per poter purificare la famiglia, dunque abbia anche un senso propiziatorio per il futuro, indicando anche un futuro di prosperità per il giardino e non solo, con l’Acqua di San Giovanni che è entrata nel mito.