Forbicina in casa e in giardino: chi è davvero l’insetto con le pinze e perché non devi temerlo

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

C’è un insetto che, più di altri, fa sobbalzare chiunque lo trovi all’improvviso sotto un vaso, dentro un asciugamano steso al sole o ad arrampicarsi sul muro di casa: la forbicina. Quel corpo allungato color castano, le antenne sottili e soprattutto quelle due pinze ricurve sul fondoschiena le hanno dato un’aria minacciosa che, diciamolo subito, è del tutto immeritata. Il suo nome scientifico è Forficula auricularia e dietro l’aspetto da piccolo mostriciattolo si nasconde una storia affascinante, fatta di cure materne sorprendenti, di un ruolo ambiguo nell’orto e di una leggenda metropolitana che la perseguita da secoli.

Chi è la forbicina: identikit di un insetto frainteso

La forbicina comune appartiene all’ordine dei Dermatteri, un gruppo di insetti relativamente piccolo ma diffusissimo in tutto il mondo. Gli adulti misurano dai 10 ai 15 millimetri, hanno un corpo appiattito color marrone-rossiccio e un paio di ali posteriori membranose ripiegate sotto delle elitre molto corte. Sì, hai letto bene: le forbicine volano, anche se raramente lo fanno, perché preferiscono di gran lunga camminare e infilarsi negli anfratti.

Le famose pinze, che in gergo tecnico si chiamano cerci, sono molto utili per riconoscere il sesso: quelle del maschio sono robuste, arcuate e ricordano davvero delle tenaglie, mentre quelle della femmina sono dritte e più sottili. Non servono ad attaccare, ma soprattutto a difendersi dai predatori, a piegare le ali sotto le elitre dopo il volo, a manipolare il cibo e, nei maschi, durante il corteggiamento. Una forbicina può tentare di pizzicare se la prendi in mano, ma la sua presa è debolissima: difficilmente riesce a bucare la pelle umana e non inietta veleno né tossine.

La leggenda dell’orecchio: perché si chiama così?

Il nome italiano “forbicina” deriva dalla forma delle pinze, ma in moltissime lingue europee questo insetto è collegato all’orecchio: in inglese si chiama earwig, in francese perce-oreille, in tedesco Ohrwurm, e perfino il nome scientifico contiene la parola auricularia. All’origine c’è una credenza popolare antica di secoli: la forbicina entrerebbe nelle orecchie delle persone addormentate per perforare il timpano, raggiungere il cervello e deporre le uova.

È una storia che ha terrorizzato generazioni, ma è una leggenda priva di qualsiasi fondamento. La forbicina è un insetto lucifugo, cioè ama i luoghi bui e umidi, e occasionalmente può effettivamente infilarsi in cavità strette, comprese le orecchie umane, ma si tratta di episodi rarissimi e accidentali, esattamente come può capitare con altri piccoli artropodi. Casi documentati nella letteratura medica esistono, ma sono curiosità più che reali emergenze: l’insetto non perfora nulla, non depone uova nel cervello (cosa anatomicamente impossibile) e viene rimosso senza danni. Il mito è talmente radicato che ne hanno parlato decine di articoli scientifici per smentirlo, ma evidentemente certe paure resistono meglio dei fatti.

Una mamma sorprendente: la vita segreta sotto i vasi

Uno degli aspetti più affascinanti di questo insetto, di solito sconosciuto al grande pubblico, è il suo comportamento materno. La forbicina è uno dei pochi insetti non sociali in cui la madre si prende cura attivamente delle uova e dei piccoli, un comportamento che ha reso questa specie un modello di studio per gli etologi.

In autunno o all’inizio dell’inverno, la femmina scava un piccolo nido nel terreno, sotto pietre, cortecce o sassi, e depone un grappolo di 30-60 uova bianche. Per settimane le pulisce continuamente con la saliva per proteggerle da funghi e batteri, le sposta se le condizioni cambiano e le difende dai predatori. Quando le ninfe schiudono, la madre continua a sorvegliarle, rigurgita cibo per loro e tollera la loro presenza nel nido fino alla seconda muta. Solo allora i piccoli si disperdono e iniziano la vita autonoma. È un comportamento sorprendente per un insetto e ricorda, nel piccolo, le cure parentali degli uccelli o dei mammiferi.

Le ninfe attraversano quattro o cinque stadi di sviluppo, somigliando agli adulti ma senza ali sviluppate e con pinze più piccole. In Italia, complice il clima mite, gli adulti sono attivi soprattutto da maggio-giugno a ottobre, con picchi nelle notti calde e umide dopo i temporali estivi.

Forbicina nell’orto e in giardino: amica o nemica?

Qui le cose si fanno interessanti, perché la forbicina è uno degli insetti più ambigui di tutto l’orto. La sua dieta è onnivora: mangia foglie tenere, petali, frutti maturi, ma anche e soprattutto altri piccoli artropodi. Studi condotti nei frutteti europei hanno dimostrato che la forbicina è un predatore notturno molto efficace contro afidi, psille (in particolare quella del pero), cocciniglie, uova di lepidotteri e acari fitofagi.

Nei meleti e pereti dell’Europa centrale e settentrionale è considerata oggi un’alleata preziosa, al punto che esistono protocolli di gestione integrata che ne incoraggiano la presenza, fornendo rifugi artificiali come fascette di cartone ondulato o vasi di terracotta riempiti di paglia rovesciati sui rami. Alcuni frutticoltori arrivano persino a spostare le forbicine dai drupacei, dove tendono a rovinare i frutti, verso le pomacee, dove invece controllano gli afidi lanigeri.

Nell’orto domestico, però, le cose possono essere diverse. La forbicina può creare danni reali a:

  • plantule giovani di insalata, basilico, fagiolini e altri ortaggi appena trapiantati, di cui rosicchia foglie tenere e germogli;
  • petali di dalie, zinnie, calendule, garofani e altre piante ornamentali a fiore;
  • frutti maturi a buccia sottile come fragole, lamponi, pesche, albicocche, fichi, dove allarga ferite preesistenti già causate da uccelli o grandine;
  • infiorescenze del mais e seta dei marzaiola.

Il punto chiave è la densità di popolazione. In numeri contenuti, la forbicina è un’auxiliare; quando le condizioni le sono particolarmente favorevoli (estati piovose, abbondanza di rifugi, monoculture) può diventare problematica. Va anche detto che spesso viene incolpata di danni che non ha fatto: trovata di giorno dentro una pesca già aperta da una vespa, viene scambiata per la causa quando in realtà sta solo sfruttando un’opportunità.

Perché entra in casa e cosa fare

Le forbicine non hanno alcun interesse a vivere nelle nostre case: non si nutrono di legno, tessuti, alimenti secchi né depongono uova in casa. Ci entrano per tre motivi principali: cercano umidità, fuggono da temperature estreme (caldo torrido o gelo improvviso) e seguono accidentalmente fiori recisi, ortaggi o panni stesi.

Forbicina in casa e in giardino: chi è davvero l'insetto con le pinze e perché non devi temerlo

Le ritrovi in bagno, in lavanderia, nelle fessure dei battiscopa, sotto i tappetini d’ingresso, dietro i vasi sui davanzali. La buona notizia è che si tratta sempre di presenze occasionali: non costituiscono un’infestazione vera e propria, non danneggiano la casa e non rappresentano un rischio sanitario.

Per ridurre gli ingressi bastano accorgimenti semplici:

  • sigillare con silicone le fessure intorno a finestre, porte, tubazioni e prese d’aria;
  • controllare le zanzariere e sostituire quelle danneggiate;
  • allontanare dal perimetro della casa cumuli di legna, foglie morte, mattoni e teli;
  • evitare ristagni d’acqua e perdite dai tubi di scarico delle grondaie;
  • scuotere bene mazzi di fiori, ortaggi e bucato prima di portarli dentro;
  • ridurre l’illuminazione esterna notturna, perché le forbicine adulte volano verso le luci.

Se ne trovi una in casa, il modo più rapido e rispettoso per liberarsene è coprirla con un bicchiere, infilare sotto un foglio di carta e portarla fuori in giardino o in un’aiuola, dove tornerà utile.

Gestione naturale nell’orto: niente insetticidi, ma trappole intelligenti

Visto che la forbicina svolge anche un ruolo positivo, ha poco senso bombardarla con insetticidi ad ampio spettro, che colpirebbero anche coccinelle, crisope, api e altri impollinatori. Esistono metodi mirati e naturali che riducono i danni senza sterminare la popolazione utile.

Trappole con rifugio

Le forbicine cercano nascondigli stretti, bui e umidi per passare la giornata. Possiamo sfruttare questo comportamento:

  • arrotolare cartone ondulato umido attorno ai fusti degli alberi da frutto: di giorno gli insetti vi si nasconderanno e si potranno raccogliere e spostare;
  • capovolgere vasi di terracotta riempiti di paglia o fieno su un palo conficcato vicino a fiori e ortaggi a rischio: al mattino si controllano e si svuotano lontano dalle colture sensibili;
  • pezzi di tubo di gomma o canna di bambù tagliati a 15-20 cm: ottimi rifugi-trappola da posizionare la sera tra le piante.

Trappole con esca alimentare

Un piattino o un vasetto basso interrato a livello del suolo, riempito per metà di olio vegetale con una goccia di salsa di soia o un po’ di birra, attira efficacemente le forbicine, che vi cadono e annegano. Funziona benissimo intorno alle piantine di insalata appena trapiantate o ai cesti di fragole.

Barriere fisiche

Per piante a fiore particolarmente delicate, una fascia di vasellina o di colla entomologica attorno al fusto impedisce alle forbicine di salire. Le reti antinsetto a maglia fine proteggono le ortive più tenere nelle prime settimane dopo il trapianto, quando sono più vulnerabili.

Equilibrio ecologico

La prevenzione migliore resta un giardino biodiverso: rospi, ricci, pipistrelli, uccelli insettivori e diversi imenotteri parassitoidi tengono naturalmente sotto controllo le popolazioni di forbicina. Mantenere siepi miste, qualche zona di erba alta, un piccolo punto d’acqua e cataste di legna lontane dalla casa significa offrire ospitalità ai predatori naturali.

In sintesi: convivere senza paura

La forbicina è un esempio perfetto di insetto che paga il prezzo del proprio aspetto. Per generazioni l’abbiamo demonizzata sulla base di leggende infondate e di danni reali ma sovrastimati, mentre la ricerca degli ultimi vent’anni ne sta riscrivendo la reputazione: madre attenta, predatore notturno utile in frutticoltura, decompositore di materia organica, parte integrante della catena alimentare del giardino.

Non è pericolosa per l’uomo, non entra nelle orecchie nel sonno se non per puro caso, non infesta le case. Diventa fastidiosa solo quando le sue popolazioni esplodono in piccoli spazi coltivati, e in quei casi bastano qualche trappola ben piazzata, un po’ di pulizia attorno alle piante più delicate e la pazienza di osservarla per qualche notte. Spegnere la torcia, accendere una candela e guardare cosa succede sotto un vaso di terracotta: a volte gli insetti più temuti sono solo quelli che conosciamo meno.

Fonti

Tag:Forbicina insetto