Sei in giardino, ti si posa vicino un insetto giallo e nero che sembra un’ape o addirittura un piccolo calabrone. Sta fermo a mezz’aria, poi scatta di lato come un elicottero impazzito, torna sul fiore e riparte. Prima di prendere la ciabatta: quasi sicuramente non è un’ape. È un sirfide, una mosca innocua che si è evoluta per assomigliare agli insetti che pungono, così i predatori la lasciano in pace. In Italia ne conviviamo con centinaia di specie, e nella maggior parte dei casi sono tra i migliori alleati di orti, frutteti e balconi fioriti.
Cos’è un sirfide (e perché ti sembra un’ape)
I sirfidi appartengono alla famiglia Syrphidae, ordine dei Ditteri: cioè sono mosche a tutti gli effetti, imparentate con la comune mosca domestica molto più che con api e vespe. In Europa se ne contano oltre 900 specie, in Italia più di 500. Molte di queste hanno colori sgargianti a bande gialle e nere, corpi tozzi e pelosi, dimensioni che vanno dai pochi millimetri fino a due centimetri e mezzo.
Perché somigliano tanto agli imenotteri pungenti? È un caso da manuale di mimetismo batesiano: una specie innocua imita l’aspetto di una specie pericolosa per sfruttarne la cattiva reputazione. Uccelli, ragni e lucertole imparano presto che pungere fa male, e per prudenza evitano anche il sosia. Alcuni sirfidi imitano piccole api, altri i bombi (con corpi pelosi e ronzanti), altri ancora le vespe sociali, e i più grossi si spacciano per calabroni. Studi recenti hanno mostrato che la qualità dell’imitazione è tutt’altro che casuale: le specie più grandi tendono a essere copie più accurate del modello, mentre le piccole se la cavano con un travestimento approssimativo perché per un predatore non vale la pena rischiare comunque.

Come riconoscere un sirfide in tre secondi
La buona notizia è che, una volta imparati i trucchi, distinguere un sirfide da un’ape o una vespa vera diventa banale. Ecco i segnali a cui prestare attenzione.
- Le ali sono due, non quattro. Api, vespe e calabroni hanno due paia di ali. I sirfidi, essendo Ditteri, hanno un solo paio di ali membranose; il secondo paio si è trasformato in due piccoli bilancieri (i bilancieri o halteres) che usano come giroscopi per la stabilità in volo.
- Gli occhi sono enormi. Un sirfide ha due occhi composti grandissimi che occupano quasi tutta la testa, spesso in contatto tra loro nei maschi. L’ape ha occhi molto più piccoli e ai lati del capo.
- Le antenne sono cortissime. Un paio di antennine minute, quasi invisibili. Nelle api e nelle vespe sono lunghe, articolate, ben visibili.
- Il volo è inconfondibile. Il sirfide fa hovering, cioè resta immobile a mezz’aria come un colibrì, poi si sposta di lato con scatti fulminei. Le api ronzano da un fiore all’altro con traiettorie più lineari.
- Non c’è pungiglione. Il




