Cicala: viaggio nel ciclo di vita dell’insetto che canta l’estate nei nostri giardini

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Basta una passeggiata in giardino d’estate per imboccare quel canto assordante e ipnotico che accompagna le giornate piu calde. E la cicala, l’insetto simbolo delle nostre estati mediterranee. Eppure, dietro quel suono cosi familiare, si nasconde una delle storie piu affascinanti e sorprendenti del mondo animale: una vita che si svolge per anni nel buio del sottosuolo, tra le radici degli alberi, prima di regalarci poche settimane di musica sotto il sole.

Se hai trovato uno strano guscio vuoto e trasparente attaccato al tronco di un albero, al muro di casa o a uno stelo, oppure un insetto pallido e molliccio che sembra appena “uscito dal forno”, questa guida fa per te. Scopriremo insieme chi e davvero la cicala, come cambia pelle, perche canta e perche non devi assolutamente considerarla un nemico dell’orto.

Chi e la cicala e quali specie vivono in Italia

Le cicale appartengono alla famiglia dei Cicadidae, un gruppo enorme che conta oltre 3.000 specie diffuse in tutto il mondo, dalle zone tropicali fino ai climi temperati come il nostro, e che colonizzano deserti, praterie e boschi. Sono insetti dal corpo tozzo, con grandi occhi ai lati del capo e ali trasparenti e nervate, spesso lunghi tra i due e i cinque centimetri.

In Italia, e piu in generale nell’area mediterranea, la specie piu imponente e la grande cicala grigia, il cui nome scientifico e Lyristes plebejus. E un insetto che ama la macchia mediterranea e che troviamo spesso su ulivi, pini, querce e alberi da frutto, tipico dei paesaggi caldi e assolati del Sud Europa. Accanto a lei, tra le siepi e i giardini, ronza anche la piu piccola e diffusa cicala dell’orno (Cicada orni), con le sue caratteristiche macchioline scure sulle ali. Insomma, quando senti “le cicale”, stai in realta ascoltando un piccolo coro di specie diverse.

Una vita quasi tutta sottoterra: il ciclo vitale della cicala

Ecco il colpo di scena che pochi conoscono: la cicala trascorre la stragrande maggioranza della sua esistenza sottoterra, invisibile ai nostri occhi. Il ciclo di vita si divide in tre grandi tappe: uovo, ninfa e adulto.

Tutto comincia quando la femmina, grazie a un organo appuntito chiamato ovopositore, incide dei piccoli tagli nei rametti teneri degli alberi e vi depone le uova. Dopo circa sei-dieci settimane le uova si schiudono: ne escono minuscole ninfe biancastre che si lasciano cadere a terra e si scavano rapidamente una via nel terreno.

Da questo momento inizia la lunga vita sotterranea. La ninfa si stabilisce nel suolo, dove si nutre della linfa che scorre nelle radici delle piante, cominciando dalle radici piu sottili di erbe e prati per poi spostarsi su quelle piu grandi degli alberi. Durante questa fase la ninfa cambia pelle piu volte, attraversando diversi stadi di crescita che gli studiosi chiamano “stadi ninfali”. Per le cicale mediterranee questa permanenza nel buio puo durare diversi anni.

C’e poi un caso davvero straordinario, quello delle celebri cicale periodiche del Nord America: alcune di queste specie restano sottoterra per 13 o addirittura 17 anni, uno dei cicli vitali piu lunghi conosciuti nel mondo degli insetti, prima di emergere tutte insieme in un’unica, spettacolare comparsa di massa.

La muta: quando la ninfa diventa adulta

Quando arriva il momento giusto, di solito richiamata dal riscaldamento del suolo, la ninfa matura risale in superficie scavando un piccolo foro nel terreno. A quel punto cerca una superficie verticale, un tronco, uno stelo, un muro o una recinzione, e vi si aggrappa saldamente. Comincia cosi la fase piu delicata e affascinante di tutta la sua vita: la muta finale, che gli scienziati chiamano ecdisi.

Il vecchio rivestimento esterno si spacca lungo la schiena e da quella fessura emerge lentamente l’adulto alato. Ed ecco spiegato il guscio vuoto e traslucido che trovi attaccato agli alberi: e l’involucro abbandonato dopo la muta, e ha un nome preciso, esuvia. Non e un insetto morto, ne un parassita: e semplicemente il “vestito” smesso della cicala, la pelle dura lasciata indietro.

Perche l’insetto appena nato appare pallido e molliccio

Se ti capita di sorprendere una cicala proprio in questo momento, la vedrai bianca o verde pallido, con le ali che sembrano seta stropicciata e un corpo tenero e “sciolto”. Questo stato ha un nome tecnico: si dice che l’insetto e in condizione tenerale. La cuticola appena formata e infatti molle e chiara, e l’animale la distende gonfiando il corpo e spingendo al suo interno un fluido chiamato emolinfa, che riempie anche le nervature delle ali facendole aprire e distendere.

Solo dopo diverse ore avviene la cosiddetta sclerotizzazione: alcune sostanze presenti nella cuticola creano dei legami chimici che la induriscono, la stabilizzano e le donano il colore definitivo. In questa finestra di tempo la cicala e soffice e incapace di volare, quindi estremamente vulnerabile. E il momento piu pericoloso della sua intera esistenza.

Cosa fare se trovi una ninfa in muta in giardino

La regola d’oro e semplice: non toccarla e non spostarla. Una cicala in fase tenerale ha il corpo fragilissimo e le ali ancora molli, e qualsiasi manipolazione rischia di deformarle in modo permanente, condannando l’insetto a non volare mai piu. Lasciala aggrappata dove si trova e concedile il tempo di completare l’indurimento del suo nuovo corpo.

Cicala: viaggio nel ciclo di vita dell'insetto che canta l'estate nei nostri giardini

Se proprio si trova in una posizione a rischio, ad esempio a terra dove potrebbe essere calpestata, puoi al massimo avvicinarle delicatamente un rametto o una foglia perche vi si arrampichi da sola, appoggiandolo poi contro un tronco. Per il resto, la cosa migliore e osservare da vicino uno degli spettacoli piu belli della natura e lasciare che segua il suo corso.

Quanto alle esuvie, i gusci vuoti attaccati a tronchi e muri, puoi lasciarle dove sono senza alcun problema: sono innocue e ben presto si sbriciolano da sole.

Il canto delle cicale: come nasce quel suono

E i maschi a produrre il celebre frinire estivo, e lo fanno per corteggiare le femmine. Il segreto sta in un organo specializzato chiamato timballo (o timbalo), una sottile membrana posta ai lati dell’addome. Muovendo dei minuscoli muscoli, il maschio fa vibrare e “scattare” questa membrana ad altissima velocita, un po’ come quando si preme e si rilascia il fondo di una lattina, generando il suono acuto e penetrante che tutti conosciamo.

Non e un dettaglio banale: la ricerca scientifica piu recente descrive il timballo come una vera e propria “metastruttura” naturale, cioe un raffinato sistema di nervature disposte a intervalli regolari che, combinando lo scatto della membrana con la risonanza del corpo, permette a ogni specie di produrre il proprio canto caratteristico. Ogni tipo di cicala, insomma, ha la sua “voce” e la sua melodia.

Perche la cicala non e un parassita da eliminare

Molti giardinieri, trovando gusci vuoti o vedendo un grosso insetto sugli alberi, temono per le loro piante. Possiamo rassicurarti: le cicale sono in gran parte innocue per l’uomo e per le piante adulte. Le ninfe si nutrono si della linfa delle radici, ma lo fanno molto lentamente nel corso di mesi e anni, e la stragrande maggioranza degli alberi supera tranquillamente la loro presenza.

L’unico danno visibile puo verificarsi quando le femmine depongono le uova nei rametti sottili: in presenza di grandi numeri, alcuni piccoli rami possono seccarsi all’estremita, un fenomeno che in inglese viene chiamato “flagging” per via delle foglioline brune che sembrano bandierine. Si tratta pero di un danno estetico e trascurabile, che non compromette la salute di un albero adulto e sano. Le giovani piante appena messe a dimora sono le uniche a richiedere un minimo di attenzione in caso di forti presenze.

Anzi, le cicale svolgono un ruolo ecologico prezioso. Scavando e risalendo, contribuiscono a smuovere il terreno; da adulte, alla fine della loro breve vita, i loro corpi si decompongono restituendo nutrienti al suolo e nutrendo le piante e le nuove generazioni di ninfe. Sono inoltre un’importante fonte di cibo per uccelli e altri animali. Insomma, altro che nemico dell’orto: la cicala e un tassello prezioso dell’equilibrio del giardino.

La cicala è un prezioso alleato

La prossima volta che sentirai il coro delle cicale o troverai una di quelle esuvie trasparenti sul tronco di un albero, ricorda che stai osservando l’atto finale di una lunga storia iniziata anni prima, nel buio del terreno. Un piccolo insetto tenace che, dopo aver atteso pazientemente sottoterra, si arrampica alla luce, cambia pelle per l’ultima volta e canta l’estate. Non un parassita, ma un amico silenzioso, o forse dovremmo dire rumorosissimo, dei nostri giardini.

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Tag:Ciclo vita cicale