Tromba degli angeli e tromba del diavolo: differenze, coltivazione e tossicità di Brugmansia e Datura

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Passeggiando lungo un bordo strada polveroso a fine estate, oppure entrando in un giardino curato del centro-sud Italia, capita di imbattersi in fiori a trombetta enormi, profumatissimi, che sembrano usciti da un dipinto tropicale. Il problema è che dietro questa somiglianza si nascondono due generi botanici distinti, con abitudini, esigenze e pericoli molto diversi: Brugmansia, la cosiddetta tromba degli angeli, e Datura, la tromba del diavolo. Confonderle è più comune di quanto si pensi, ma imparare a distinguerle è fondamentale, soprattutto se in casa ci sono bambini, animali o semplicemente curiosi dal naso lungo.

Perché si confondono: una storia botanica antica

Le due piante appartengono alla stessa famiglia, le Solanaceae, quella di pomodoro, patata, melanzana e tabacco. La confusione ha radici profonde: Linneo, nel 1753, le aveva raggruppate tutte sotto il nome Datura, lavorando peraltro su un disegno e non su materiale vivo. Solo nel 1805 il tassonomista sudafricano Christian Hendrik Persoon creò il genere Brugmansia, e la separazione definitiva arrivò addirittura nel 1973 con la tesi di dottorato di Tom E. Lockwood a Harvard. Ecco spiegato perché ancora oggi molti vivaisti, cataloghi e anche qualche etichetta di garden center parlano ancora impropriamente di “datura arborea” riferendosi alle Brugmansie.

Entrambi i generi condividono foglie pelose che, se sfregate, sprigionano un odore sgradevole, fiori imbutiformi molto profumati e una fama antica di piante da stregoni, guaritori e avvelenatori. Ma le somiglianze finiscono qui.

Le tre regole d’oro per distinguerle a colpo d’occhio

Il modo più semplice per non sbagliare è ricordare tre criteri, indicati anche dall’esperto di piante perenni Allan Armitage e ripresi dai servizi di divulgazione universitaria americana:

  • Orientamento del fiore: nella Brugmansia i fiori sono penduli, guardano verso terra come lampadari; nella Datura i fiori sono eretti, rivolti verso il cielo come calici.
  • Colore: la Brugmansia tende al bianco, giallo, pesca, albicocca, salmone e rosa; la Datura è più spesso bianca o bianca con sfumature violacee.
  • Frutto: nella Brugmansia il frutto è liscio, allungato e non deiscente (non si apre da solo a maturità); nella Datura è una capsula tondeggiante, spinosa, che ricorda una piccola castagna e che a maturità si apre spontaneamente rilasciando i semi.

C’è poi una differenza portante che risolve ogni dubbio: la Brugmansia è un arbusto o piccolo albero perenne legnoso, che può raggiungere 3-5 metri, mentre la Datura è generalmente un’erbacea annuale o perenne di breve durata, alta al massimo 1-1,5 metri, dal portamento cespuglioso e spesso disordinato.

Chi è veramente la Brugmansia

Il genere Brugmansia comprende sette specie native del Sud America, in particolare della fascia andina di Ecuador, Colombia, Perù, Cile e Venezuela. Il dato più impressionante è di carattere conservazionistico: tutte le specie del genere sono classificate come Estinte in Natura (Extinct in the Wild) dall’IUCN Red List. In pratica, tutte le Brugmansie che ammiriamo nei giardini di Sanremo, Taormina, Napoli o del Lago di Como esistono solo grazie alla coltivazione umana e agli ibridi orticoli selezionati nel tempo.

Le specie più diffuse in commercio sono Brugmansia suaveolens, B. arborea, B. aurea, B. sanguinea (dai fiori rosso-arancio, l’unica non profumata perché impollinata da colibrì) e i loro innumerevoli ibridi.

Coltivazione della Brugmansia in Italia

La Brugmansia è pianta tropicale-subtropicale. Le zone USDA di riferimento sono la 8-11: tradotto in geografia italiana, significa che può restare in piena terra tutto l’anno nelle aree costiere del centro-sud, in Sicilia, Sardegna, Riviera ligure, coste tirreniche fino alla bassa Toscana e in Salento. Nel resto d’Italia, e in particolare in tutta la Pianura Padana e nelle zone interne collinari, va coltivata in vaso con ricovero invernale.

Esigenze colturali essenziali:

  • Esposizione: pieno sole nelle zone fresche, mezz’ombra luminosa nelle zone più calde, dove il sole di mezzogiorno può bruciare le foglie tenere.
  • Terreno: ricco, profondo, ben drenato ma capace di trattenere umidità. In vaso serve un substrato universale di qualità alleggerito con perlite o pomice.
  • Acqua: molta, soprattutto in estate. Una Brugmansia adulta in piena vegetazione può richiedere annaffiature quotidiane in vaso durante le ondate di calore. Foglie mosce sono il primo segnale.
  • Concimazione: è una vera divoratrice di nutrienti. Concime bilanciato ogni 10-15 giorni durante la stagione vegetativa, orientato al fosforo-potassio per stimolare la fioritura.
  • Potatura: alla ripresa vegetativa, per contenere le dimensioni e favorire una struttura ramificata. La fioritura si ha sui rami che hanno superato la biforcazione tipica (il cosiddetto “nodo a Y”).

Come farla svernare al Nord

Prima delle prime gelate, la pianta va portata in un ambiente luminoso e fresco, con temperature idealmente tra 5 e 10 °C: una veranda non riscaldata, un garage con finestra, una serra fredda. La pianta tollera un riposo tra 1 e 10 °C, purché non geli. In inverno si riducono drasticamente le annaffiature, mantenendo il substrato appena umido. Molti giardinieri esperti tagliano i fusti a 30-50 cm da terra prima del ricovero, per risparmiare spazio: la pianta ributta vigorosamente in primavera.

Chi è veramente la Datura

La Datura è tutta un’altra storia. Il genere comprende una decina di specie, alcune americane, altre di origine incerta. In Italia la più comune è di gran lunga Datura stramonium, lo stramonio comune, una pianta annuale che secondo il Portale della Flora d’Italia è naturalizzata in tutta la penisola. La si trova ovunque: bordi strada, macerie, scarichi, orti abbandonati, terreni disturbati, argini di canali, campi di mais e girasole dove è considerata infestante di rilievo.

Le altre specie che si possono incontrare in coltivazione ornamentale o come sporadiche naturalizzate sono Datura innoxia (dai grandi fiori bianchi doppi in alcune cultivar), Datura metel e Datura ferox. Tutte condividono lo stesso profilo tossico.

Riconoscere la Datura stramonium

Lo stramonio comune ha:

  • Portamento erbaceo, ramificato dicotomicamente, alto 40-150 cm.
  • Foglie grandi, sinuato-dentate, con margini irregolarmente lobati e un odore fetido inconfondibile quando stropicciate.
  • Fiori bianchi o bianco-violacei, eretti, imbutiformi, lunghi 6-10 cm, con corolla a cinque punte.
  • Frutti a capsula ovoide, ricoperti di spine robuste, che a maturità si aprono in quattro valve rilasciando decine di semi neri e reniformi. Da qui i nomi popolari “mela spinosa”, “noce del diavolo”, “thorn apple” in inglese.

Una banalità che vale la pena sottolineare: la Datura non ha bisogno di essere seminata volontariamente. I semi hanno un’enorme longevità nel suolo e la pianta si autodissemina con facilità disarmante. Chi la introduce in giardino a scopo ornamentale scopre spesso, dopo un paio d’anni, di averla ovunque: nelle aiuole, tra le mattonelle del vialetto, ai piedi delle siepi, a decine di metri dalla pianta madre. Un’esperienza comune a chi coltiva anche altre solanacee spontanee o piante come la nepeta e la melissa: bastano poche capsule lasciate maturare per ritrovarsi con dispersioni fuori controllo. Il consiglio pratico, se proprio si vuole tenere una Datura ornamentale, è di tagliare tutti i frutti prima che maturino.

Tromba degli angeli e tromba del diavolo: differenze, coltivazione e tossicità di Brugmansia e Datura

Tossicità: qui non si scherza

Ed eccoci al punto più importante. Entrambi i generi contengono alcaloidi tropanici, gli stessi principi attivi della belladonna: atropina, iosciamina e scopolamina sono presenti in tutte le parti della pianta, con oltre sessanta alcaloidi tropanici documentati nella sola Datura stramonium. Questi composti sono potenti antagonisti dei recettori muscarinici dell’acetilcolina: bloccano parti fondamentali del sistema nervoso autonomo, causando quella che i tossicologi chiamano sindrome anticolinergica.

I sintomi classici, riassunti nel motto anglosassone “rosso come una barbabietola, secco come un osso, caldo come una lepre, cieco come una talpa, matto come un cappellaio”, comprendono: midriasi (pupille dilatate), secchezza delle fauci, tachicardia, ritenzione urinaria, iperpiressia, allucinazioni visive e uditive intensissime, agitazione, delirio, convulsioni. La letteratura clinica descrive casi di delirio anticolinergico da ingestione di Datura stramonium, con crescente allarme legato al passaparola su internet che ne promuove l’uso ricreativo. Studi tossicologici su modelli animali documentano una tossicità multiorgano severa dagli estratti dei semi, con danni epatici, renali e cardiaci.

Alcuni punti pratici che ogni giardiniere dovrebbe tenere a mente:

Regole di prudenza in giardino

  • Indossare sempre guanti durante potatura, rinvaso e raccolta dei fiori appassiti. Evitare di toccarsi occhi e bocca durante il lavoro.
  • Non bruciare i residui di potatura in prossimità di persone: il fumo può veicolare alcaloidi.
  • Non lasciare i frutti maturi accessibili a bambini piccoli, che potrebbero scambiare le capsule spinose di Datura per curiose “castagne”.
  • Educare i più piccoli: nessun assaggio di foglie, fiori o frutti, per quanto belli e profumati.
  • Nel caso della Datura, tagliare i frutti prima della maturazione previene sia gli avvelenamenti sia la naturalizzazione incontrollata.

Quale scegliere per il proprio giardino?

La risposta dipende dal tipo di giardiniere e dal contesto. La Brugmansia è la regina scenografica: fioriture spettacolari, profumo notturno inebriante, portamento ad alberello elegante. È perfetta come pianta focale in giardini mediterranei, terrazzi ampi e pergolati, purché si accetti l’impegno di annaffiature, concimazioni e ricovero invernale nelle zone interne. La Datura, al contrario, è una pianta “da collezionisti curiosi”, di grande fascino botanico ma sempre sull’orlo dell’infestazione: chi la coltiva deve mettere in conto un controllo serrato della disseminazione.

In entrambi i casi, il messaggio è lo stesso: sono piante meravigliose, ma non sono innocue. Vanno trattate con la stessa attenzione che riserviamo a un coltello affilato in cucina: strumenti eccellenti finché si conoscono e si rispettano, pericolosi se sottovalutati. La conoscenza è, alla fine, la migliore forma di sicurezza in giardino.

Fonti

Tag:Brugmansia e Datura