Coccinelle contro afidi: perché volano via in 48 ore e come convincerle a restare in giardino

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Scena classica di primavera: la rosa preferita è ricoperta di afidi, si ordina online una confezione di coccinelle vive, si apre il barattolo al mattino con grande soddisfazione e… due giorni dopo non c’è più una coccinella. Gli afidi, invece, sono aumentati. Non è sfortuna e non è un prodotto difettoso: è biologia pura, e conoscerla cambia completamente il risultato.

In condizioni di campo, circa il 95 per cento degli adulti rilasciati si allontana in volo entro 48 ore, e i pochi rimasti spariscono nel giro di quattro o cinque giorni. Eppure gli stessi insetti, gestiti in modo diverso, possono ridurre in modo concreto le colonie di afidi. La differenza sta tutta in cosa si compra, quando lo si libera e cosa si fa nelle prime 48 ore.

Il motivo vero: l’adulto appena raccolto deve volare, non mangiare

Le coccinelle aficide hanno un comportamento che sorprende chi le immagina come piccoli predatori affamati pronti a buttarsi sulla preda. Gli adulti che escono dallo svernamento, o che vengono raccolti e conservati al freddo, si trovano in una fase precisa del loro ciclo: la dispersione pre-riproduttiva. Prima di iniziare a mangiare e a deporre uova devono compiere un volo, spesso lungo, che nella loro storia evolutiva serve ad allontanarsi dai siti di aggregazione invernale e a distribuirsi sul territorio alla ricerca di nuove colonie di afidi.

Tradotto in pratica: quell’insetto non valuta il vostro rosaio. Apre le elitre e parte, anche se sotto le zampe ha un banchetto. È un programma interno, non una scelta. A questo si aggiunge un dettaglio quasi sempre trascurato: gli insetti conservati in frigorifero arrivano disidratati. La prima cosa che cercano non è cibo, è acqua. Se non la trovano sulla pianta, volano via a cercarla altrove.

La prova indiretta di tutto ciò arriva dalla ricerca sulle popolazioni attere, cioè le linee di Adalia bipunctata incapaci di volare: rilasciate sotto i tigli infestati da afidi in ambiente urbano, riducono in modo misurabile la melata, mentre gli adulti normali no. Stessa specie, stessa voracità, unica differenza: restano dove sono stati messi.

La mossa che cambia tutto: comprare larve, non adulti

Se c’è un solo consiglio da portare a casa è questo. La larva di coccinella non vola. Non ha ali funzionanti, non ha un programma di dispersione, non ha altro da fare che camminare sulla pianta e mangiare. Ed è in questa fase che il predatore consuma la maggior parte degli afidi della sua vita, perché deve accumulare tutta la biomassa necessaria alla metamorfosi.

Una larva all’ultimo stadio può ripulire decine di afidi al giorno, e il ciclo completo da uovo ad adulto si chiude in circa due o tre settimane con temperature primaverili miti. Se si acquista Adalia bipunctata allo stadio larvale, si ottiene un predatore che lavora dal primo minuto e che, una volta diventato adulto nel vostro giardino, ha buone probabilità di restare perché è emerso in un luogo dove il cibo c’è.

Se si trovano solo adulti, la strategia cambia: servono rilasci scalari, cioè più piccole liberazioni a distanza di qualche giorno, invece di una sola massiccia. Chi si ferma deporrà uova, e saranno le larve nate in loco a fare il lavoro sporco.

Il protocollo delle prime 48 ore

Queste sono le accortezze che, messe insieme, trasformano un rilascio simbolico in un intervento utile.

  • Liberare al crepuscolo o dopo il tramonto. Con la luce piena e il calore gli insetti decollano quasi subito; al buio non volano e passano la notte sulla pianta. Al mattino si svegliano circondati di afidi, e molti restano.
  • Temperature serali tra 12 e 20 gradi. Sopra i 25 gradi, tipici del pomeriggio mediterraneo già da aprile al Centro-Sud, la dispersione è immediata. Sotto i 10-12 gradi, invece, gli insetti sono troppo intorpiditi e restano passivi.
  • Nebulizzare acqua sulle foglie e sugli insetti stessi subito prima del rilascio. È il gesto più sottovalutato: l’insetto beve, si reidrata e la spinta a partire cala in modo netto. Una spruzzata di acqua con pochissimo zucchero (un cucchiaino in mezzo litro) sul fogliame aiuta a trattenerli ancora di più.
  • Rilasciare alla base della pianta o all’inserzione dei rami bassi, mai a manciate lanciate sulla chioma. Le coccinelle risalgono naturalmente verso l’alto cercando le colonie: obbligarle a camminare significa farle incontrare gli afidi lungo la strada.
  • Ombreggiare per due giorni. Un velo ombreggiante leggero, o anche solo un vecchio tulle appoggiato sopra un arbusto, riduce luce e temperatura e abbatte la voglia di volare nella fase critica.
  • Niente trattamenti prima e dopo. Sapone molle, olio bianco e piretro sono tossici anche per le larve di coccinella. Se si è trattato, aspettare almeno due settimane. E non pulire mai completamente le colonie prima del rilascio: senza prede, i predatori se ne vanno di sicuro.

Le formiche: il fattore che manda a monte tutto

Capita spesso di fare tutto per bene e vedere comunque la colonia intatta. Alzate la lente: se sul fusto c’è un viavai di formiche, avete trovato il colpevole. Le formiche allevano gli afidi per la melata zuccherina e li difendono attivamente, aggredendo e allontanando larve e adulti di coccinella. In presenza di formiche la predazione crolla, sia per le specie autoctone sia per quelle esotiche.

Nei giardini costieri e nelle città del Centro-Sud il problema ha un nome preciso: la formica argentina, specie esotica ormai diffusissima, aggressiva e capace di presidiare le piante giorno e notte. La soluzione è meccanica: una fascia di nastro adesivo biadesivo o una colla entomologica attorno al fusto, applicata su un anello di nastro protettivo per non danneggiare la corteccia, e il taglio di rami e foglie che toccano muri, vasi o altre piante creando ponti. Escludere le formiche prima del rilascio spesso vale più del rilascio stesso.

Il test dei 30 secondi: stanno davvero lavorando?

Non serve contare le coccinelle: serve cercare le tracce del loro ciclo. Girate il rovescio di tre o quattro foglie vicine alla colonia e osservate.

  • Uova gialle o arancioni a gruppetti, disposte in piedi come minuscole bottigliette allineate, 10-30 per volta, sulla pagina inferiore delle foglie. È il segnale migliore in assoluto: significa che le femmine hanno mangiato, si sono riprodotte e hanno scelto la vostra pianta come nido.
  • Larve a forma di coccodrillo, nere con macchie arancioni, allungate, sei zampe, in movimento continuo. Sono le vere divoratrici e vengono scambiate quasi sempre per parassiti e schiacciate. Se ne vedete, avete già vinto: non toccatele.
  • Pupe immobili, tondeggianti, arancioni o scure, attaccate a foglia o fusto, e accanto le esuvie, cioè le pelli nere abbandonate. Indicano un ciclo completato in loco.
  • Mummie di afidi: individui rigonfi, color bronzo o beige, incollati alla foglia con un forellino rotondo. Non sono opera delle coccinelle ma dei microimenotteri parassitoidi, alleati altrettanto preziosi arrivati spontaneamente.
  • Fuliggine nera sulle foglie: è fumaggine sviluppata sulla melata. Vuol dire che l’infestazione è avanti da tempo e che il rilascio arriva tardi.

Adalia bipunctata o Harmonia axyridis? Impariamo a distinguerle

In Italia la coccinella a due punti, Adalia bipunctata, è la specie autoctona per eccellenza e una delle poche commercializzate insieme al predatore delle cocciniglie Cryptolaemus montrouzieri. La coccinella asiatica, Harmonia axyridis, è invece una specie esotica invasiva ormai naturalizzata soprattutto nel Nord Italia: preda anche uova e larve di altre coccinelle, tende a entrare nelle case in autunno per svernare in massa e, dove si è insediata, le popolazioni autoctone sono calate. Il monitoraggio di lungo periodo nel Nord Italia mostra proprio nella due punti il declino più marcato, perché occupa la stessa nicchia dell’invasiva. Introdurla o allevarla volontariamente è fortemente sconsigliato e, in quanto specie aliena, la sua immissione in natura non è ammessa.

Come riconoscerle a occhio nudo:

  • Taglia: Adalia è piccola, 4-5 millimetri; Harmonia è vistosamente più grande e bombata, 6-8 millimetri.
  • Il pronoto, cioè lo scudo dietro la testa: in Harmonia è bianco con un disegno scuro a forma di M (o W capovolta). È il carattere più affidabile.
  • Le macchie: Adalia ne ha tipicamente due, una per elitra, su fondo rosso, oppure è nera con macchie rosse. Harmonia è estremamente variabile: da gialla a rosso scuro, da zero a diciannove macchie.
  • Le zampe: nere in Adalia, brune o arancioni in Harmonia.

Prima di acquistare, chiedete sempre nome scientifico e provenienza. Un prodotto che dichiara solo coccinelle vive senza specie non è un prodotto serio.

Coccinelle contro afidi: perché volano via in 48 ore e come convincerle a restare in giardino

Il calendario italiano: la finestra è più corta di quanto si crede

Rispetto ai climi nordamericani, da noi gli afidi esplodono con tre o cinque settimane di anticipo. La finestra utile per un rilascio è marzo-maggio al Centro-Sud e aprile-giugno al Nord, con una seconda ondata a fine estate e autunno su rose, agrumi e piante da frutto. Il momento giusto è quando la colonia è ben visibile ma le foglie non sono ancora appiccicose e annerite dalla fumaggine: troppo presto e il predatore non trova cibo, troppo tardi e la pianta è già compromessa. Con le ondate di caldo anticipato, ormai frequenti da aprile, conviene rilasciare in serate fresche e rinviare se il meteo annuncia giornate sopra i 28-30 gradi.

Quando conviene non comprarle affatto

C’è una verità scomoda da dire: se in giardino le coccinelle non ci sono già, di solito è perché manca l’habitat che le sostiene. Comprarle equivale a versare acqua in un secchio bucato, e la raccolta in natura degli adulti svernanti impoverisce le popolazioni dei luoghi di prelievo. Per un orto familiare o un giardino ornamentale, il risultato migliore nel medio periodo si ottiene con la strategia opposta: rendere il posto attraente e farle arrivare da sole, gratis e stabilmente.

Funziona così. Le coccinelle adulte, tra una colonia di afidi e l’altra, si nutrono anche di polline e nettare: una dieta floreale allunga la vita degli adulti, pur non bastando da sola a farli riprodurre. Servono quindi due cose insieme: fiori e un po’ di afidi tollerati su piante serbatoio.

  • Ombrellifere e fiori piatti, i più accessibili per bocche piccole: achillea, finocchio selvatico e da orto lasciato fiorire, coriandolo, aneto, carota selvatica, tanaceto, grano saraceno, calendula, alisso.
  • Fasce fiorite mirate, anche solo una striscia di un metro sul bordo dell’orto: dove sono state sperimentate hanno moltiplicato la presenza di coccinelle, sirfidi e crisope rispetto a semine generiche.
  • Fioriture scalari da marzo a ottobre, perché il predatore ha bisogno di cibo anche quando gli afidi crollano.
  • Tolleranza: un ortica o un sambuco lasciati in un angolo ospitano le prime colonie di afidi di primavera e funzionano da incubatrice per i predatori, che saranno già sul posto quando gli afidi attaccheranno rose e fave.
  • Rifugi per lo svernamento: foglie secche, steli cavi, cataste di legna, siepi non rasate a zero in autunno. Le casette commerciali per coccinelle, spesso in materiale scadente, si ammuffiscono e attirano altro.

In sintesi

Comprare coccinelle non è inutile, ma funziona solo se si smette di trattarle come un insetticida da versare e si comincia a trattarle come animali con un ciclo biologico preciso. Larve invece di adulti, rilascio al crepuscolo con temperature sotto i 20 gradi, foglie nebulizzate, insetti posati alla base della pianta, ombra per due giorni, formiche escluse dal fusto. Poi il test delle uova gialle sul rovescio delle foglie, per capire se il lavoro è partito davvero. E, in parallelo, qualche metro quadro di fiori giusti: perché la coccinella che resta per sempre non è quella che si compra, è quella che nasce a casa vostra.

Fonti

Tag:Lotta biologica