Empusa, la mantide con la cresta che sembra un rametto e passa l’inverno da giovane

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

È fine ottobre, stai potando una siepe o raccogliendo le olive, e su un filo d’erba secca vedi qualcosa che sembra un rametto. Poi il rametto si muove. È magrissimo, ha una specie di corno a punta sulla testa, l’addome arricciato all’insù come un ricciolo e le zampe con delle piccole foglioline attaccate. Il primo pensiero di molti è: una mantide religiosa che sta morendo di freddo. Il secondo: una specie esotica scappata da un terrario. Sbagliati tutti e due. Quella che hai davanti è con ogni probabilità un’Empusa, una mantide mediterranea del tutto nostrana. Ha un’abitudine che la rende unica tra le mantidi italiane: passa l’inverno da giovane, mentre le altre a quel punto sono già morte.

Chi la vede per la prima volta di solito ha la stessa reazione: sembra un piccolo alieno. Non a caso in inglese la chiamano conehead mantis, cioè mantide dalla testa a cono. Vediamo chi è, come riconoscerla in pochi secondi e cosa fare se la trovi in giardino.

Chi è l’Empusa: la mantide stecco con la cresta sulla testa

Il genere Empusa appartiene alla famiglia degli Empusidi, cugini delle mantidi più famose. In Italia ci sono due specie:

  • Empusa pennata, la più diffusa. Vive in tutto il Mediterraneo occidentale: Portogallo, Spagna, Francia del sud, Italia e coste del Nordafrica. Da noi si trova soprattutto lungo le coste, al Centro-Sud e nelle isole, in ambienti caldi e asciutti.
  • Empusa fasciata, una specie più orientale. È comune nei Balcani meridionali e arriva fino al Carso di Trieste e alla costa nord-orientale dell’Italia. Ama i versanti rocciosi esposti a sud.

A colpo d’occhio le due specie si somigliano molto e distinguerle richiede occhio esperto. Spesso conta soprattutto la zona: se sei in Sicilia, Puglia, Toscana o Liguria, quasi certamente è una pennata. Se sei sul Carso, può essere una fasciata. Lo stesso dubbio lo hanno anche gli appassionati di mezza Europa, che davanti alle foto di una ninfa trovata in Turchia o in Grecia propendono per la fasciata. Per quelle trovate in Catalogna o in Provenza, invece, la risposta è quasi sempre pennata.

Le caratteristiche che la rendono inconfondibile sono queste:

  • La cresta sulla testa: una punta alta e appiattita, a forma di mitra da vescovo. Ce l’hanno maschi e femmine fin dalla nascita.
  • Il corpo da stecco: il torace è lunghissimo e sottile, molto più esile di quello della mantide religiosa.
  • Le zampe con lobi: sulle zampe centrali e posteriori ci sono piccole espansioni a forma di foglia.
  • I colori: dal verde al rosato, fino a tutte le sfumature del marrone e del grigio paglia.
  • Le dimensioni: da adulta la femmina può arrivare a circa 10 centimetri. Il maschio è più corto e più snello.

La mantide che rovescia il calendario

Questa è la parte più curiosa, e spiega perché la si incontra proprio in autunno e in inverno.

La mantide religiosa segue il calendario classico. Le uova passano l’inverno chiuse in una specie di scatola schiumosa, l’ooteca. Le piccole nascono in primavera, diventano adulte d’estate, si accoppiano e muoiono con i primi freddi di ottobre e novembre.

L’Empusa fa il contrario. La femmina depone una piccola ooteca allungata su uno stelo tra fine primavera e inizio estate. Le ninfe escono in piena estate, a luglio. Crescono fino all’autunno e poi passano tutto l’inverno da ninfa, cioè da giovani senza ali. Se ne stanno quasi immobili, aggrappate a steli secchi, rametti o erba alta, e tornano attive con le giornate tiepide. Diventano adulte solo in primavera, tra aprile e giugno a seconda della zona: lungo la costa tra la Croazia e Trieste, per esempio, l’Empusa fasciata diventa adulta a maggio. Poi si accoppiano, depongono le uova e il ciclo ricomincia.

In pratica, quando a fine ottobre trovi una mantide piccola e vivace, senza ali e con la cresta, non è un’anziana mantide che sta morendo. È una giovane Empusa che sta per affrontare il suo primo e unico inverno. Nel nostro clima, nelle zone più miti della Penisola e delle isole, è una strategia che funziona. Basta che l’inverno non porti gelate lunghe e intense.

A cosa servono la cresta e l’addome arricciato

La cresta sulla testa

Gli studiosi non hanno ancora una risposta definitiva e condivisa sulla funzione della cresta. L’ipotesi più accettata è che serva al mimetismo. La punta spezza il profilo della testa, che altrimenti sarebbe la parte più riconoscibile dell’insetto, e la fa assomigliare alla gemma o alla punta di un rametto secco. Uccelli e lucertole cercano prede con una forma da insetto: l’Empusa, invece, sembra un pezzetto di pianta.

L’addome arricciato all’insù

Le ninfe tengono spesso l’addome piegato verso l’alto, a volte quasi a uncino sopra la schiena. Anche questo fa parte del travestimento. Insieme ai lobi sulle zampe, rende il corpo simile a una foglia secca accartocciata o a un germoglio. Quando poi l’animale ondeggia lentamente avanti e indietro, imita un rametto mosso dal vento. Da adulte, invece, l’addome è coperto dalle ali e la sagoma diventa più dritta.

L’Empusa è un predatore che aspetta. Resta immobile per ore e cattura con le zampe anteriori, fatte a tenaglia come quelle di tutte le mantidi, gli insetti che le passano accanto. Preferisce prede piccole e volanti: mosche, zanzare, piccole falene. Gli adulti di Empusa fasciata, per esempio, sono stati osservati mentre catturano e mangiano tipule, quelle zanzarone dalle zampe lunghissime che non pungono.

Antenne piumate e pochi delitti: l’amore secondo l’Empusa

Se guardi un’Empusa adulta, distinguere il maschio dalla femmina è facile. Il maschio ha antenne piumate, simili a due piccole piume o a due pettini. Non sono un ornamento. Sono piene di recettori dell’olfatto e servono a fiutare le femmine.

Le femmine pronte all’accoppiamento rilasciano infatti un feromone sessuale, cioè un messaggio chimico che viaggia nell’aria. Di solito l’Empusa è attiva di giorno, ma i maschi volano anche di notte per seguire la scia odorosa lasciata dalle femmine. La ricerca ha confermato che anche le femmine di Empusa pennata attirano i maschi in questo modo, proprio come fanno molte falene.

E il famoso cannibalismo? La mantide religiosa è nota perché la femmina, a volte, mangia il compagno durante o dopo l’accoppiamento. Nell’Empusa questo succede molto raramente. Le spiegazioni proposte sono diverse. La femmina è specializzata in prede piccole e un maschio è un boccone fuori misura. Il maschio, poi, è leggero e vola bene, quindi può scappare facilmente. Infine, la stagione degli amori cade in primavera, quando gli insetti da mangiare sono tantissimi e la femmina ha meno motivi per rischiare. Per una volta, quindi, il maschio può stare tranquillo.

Empusa, la mantide con la cresta che sembra un rametto e passa l'inverno da giovane

Come riconoscerla in pochi secondi

Le confusioni più comuni sono due: la ninfa di mantide religiosa e l’insetto stecco. Ecco una guida rapida.

Empusa o ninfa di mantide religiosa?

  • Guarda la testa: se c’è una cresta a punta, è un’Empusa. La mantide religiosa ha una testa triangolare liscia, senza nessuna sporgenza.
  • Guarda le zampe: l’Empusa ha lobi a foglia sulle zampe centrali e posteriori. La mantide religiosa ha zampe lisce e sottili.
  • Guarda il calendario: da ottobre a marzo, in natura, ninfe di mantide religiosa non ce ne sono. In quel periodo esistono solo le sue uova, chiuse nell’ooteca. Una mantide giovane e senza ali in inverno è quasi certamente un’Empusa.
  • Guarda la corporatura: l’Empusa è molto più esile, con il torace lungo e sottile come un fiammifero.

Empusa o insetto stecco?

In Italia l’insetto stecco più comune è il Bacillus rossius. Anche lui sembra un rametto, ma basta un’occhiata:

  • l’insetto stecco non ha le zampe anteriori a tenaglia. Le tiene spesso distese in avanti, lungo le antenne;
  • non ha la cresta sulla testa;
  • mangia foglie, non insetti;
  • è un animale tipicamente estivo e d’inverno sopravvivono solo le sue uova.

Se il tuo rametto ha le zampe davanti piegate come in preghiera, è una mantide. Se ha anche la cresta, è un’Empusa.

È una mantide aliena?

No. Sembra davvero un piccolo extraterrestre, ma l’Empusa vive nel Mediterraneo da sempre e fa parte della nostra fauna. Le specie esotiche di mantide, quelle davvero arrivate da fuori, hanno un aspetto più massiccio e non hanno questa cresta.

L’Empusa è pericolosa?

No, per niente. L’Empusa:

  • non ha veleno e non punge;
  • è troppo piccola e delicata per fare male a una persona. Al massimo, se la prendi in mano, può stringerti un dito con le zampe anteriori, ed è come il graffio leggero di un rovo;
  • non è pericolosa per cani e gatti;
  • non danneggia le piante: è carnivora e non tocca foglie, fiori o frutti.

Anzi, in giardino, nell’orto e nell’uliveto è un’alleata. Mangia mosche, zanzare e altri piccoli insetti. È vero che non distingue tra insetti utili e dannosi, ma il suo impatto è piccolo e del tutto naturale.

Cosa fare se la trovi in giardino, nell’uliveto o sulla legna

Capita spesso di trovarla a fine ottobre o in inverno in posti come questi:

  • tra l’erba secca e alta ai bordi dei campi;
  • sulle siepi di macchia mediterranea, sul rosmarino, sul lentisco o sui cisti;
  • sui polloni e sui rami bassi degli ulivi, magari durante la raccolta o la potatura;
  • sulla legna da ardere accatastata all’aperto o sulle fascine di potatura.

La regola d’oro è semplice: lasciala dov’è. Ecco qualche consiglio pratico:

  1. Non portarla in casa al caldo. Sembra un gesto gentile, ma per lei è una trappola. Il caldo la sveglia dal suo rallentamento invernale e le fa consumare energia. In casa però non trova prede adatte e l’aria dei termosifoni è troppo secca. Il risultato quasi sempre è che muore.
  2. Se è sulla legna da portare dentro, prendila delicatamente con un rametto o con un foglio e spostala su un cespuglio o un’erba alta lì vicino, in un punto riparato.
  3. Se la trovi durante la potatura, appoggia il ramo con l’Empusa su una siepe vicina invece di bruciarlo o triturarlo subito.
  4. Non lasciare tutto rasato. Lasciare qualche angolo di erba alta, una striscia non falciata o una siepe naturale fino a primavera offre rifugio alle ninfe che svernano.
  5. Evita gli insetticidi ad ampio spettro in giardino e nell’uliveto: colpiscono anche lei e le sue prede.

Perché trovarla è una buona notizia

L’Empusa è esigente. Vuole ambienti caldi, soleggiati e asciutti: prati aridi, garighe, macchia bassa, uliveti tradizionali con l’erba tra i filari, muretti a secco e pendii rocciosi. Ha bisogno di tanti piccoli insetti da mangiare e di vegetazione che resti in piedi anche d’inverno, perché è lì che si nasconde.

Per questo la sua presenza dice molto sullo stato di salute di un luogo. Se nel tuo uliveto o nel tuo giardino trovi un’Empusa, vuol dire tre cose:

  • c’è un ambiente mediterraneo secco ancora ben conservato;
  • ci sono abbastanza insetti da sostenere un predatore, segno che i trattamenti chimici non hanno fatto il deserto;
  • qualcuno ha lasciato un po’ di disordine utile: erba alta, siepi, steli secchi.

In Europa la specie non è considerata a rischio, ma è legata a habitat che si stanno riducendo. Le cause sono il cemento lungo le coste, l’abbandono o l’intensificazione delle campagne e gli incendi. Ogni uliveto gestito con un po’ di attenzione può diventare un piccolo rifugio.

Quindi, la prossima volta che un rametto con la cresta ti guarda dall’erba secca di novembre, salutalo e lascialo stare. Se tutto va bene, a maggio diventerà un adulto con le ali.

Fonti

Tag:Mantide religiosa