Termiti alate in casa dopo la pioggia: cosa significano quegli insetti con le ali lucide e quando preoccuparsi

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

La scena spiazza quasi tutti. Una mattina di primavera, dopo le prime piogge, oppure in una giornata calda e umida di fine estate, trovi sul pavimento, sul davanzale o sul vialetto del giardino decine di insetti scuri e molli. Si contorcono un po’ come larve, camminano goffi, ma hanno ali lunghe e lucide, che alla luce fanno riflessi quasi argentati. Pochi minuti dopo le ali sono a terra, staccate, ammucchiate in un angolo. Sono termiti alate, e quello che stai guardando è il loro volo nuziale. Chi ci è passato lo sa: la prima volta pensi a un’invasione di formiche o di qualche strano bruco. Una volta capito cosa succede, quel mucchietto di ali diventa un indizio prezioso per capire se la casa ha un problema oppure no.

Chi sono le termiti alate e perché escono tutte insieme

In Italia le termiti più comuni sono quelle sotterranee del genere Reticulitermes. Nella penisola domina Reticulitermes lucifugus, con sottospecie diverse a seconda delle regioni: per esempio R. lucifugus corsicus è presente in Sardegna, in Toscana e nell’Arcipelago Toscano, ed è stata segnalata anche in Piemonte. Nel Nord-Est è diffusa anche Reticulitermes urbanus. Accanto a loro c’è la termite del legno secco a collo giallo, Kalotermes flavicollis, che non vive nel terreno ma direttamente dentro il legno, spesso in alberi, pali e vecchie travi.

Una colonia di termiti sotterranee funziona come una piccola città. Ci sono le operaie, chiare e molli, che scavano gallerie e mangiano il legno; i soldati, con la testa grande e le mandibole robuste, che difendono il nido; e poi i riproduttori. Quando la colonia è cresciuta abbastanza, di solito dopo alcuni anni, produce una generazione speciale: maschi e femmine con occhi sviluppati, corpo più scuro e due paia di ali. Si chiamano alati e hanno un solo compito: uscire, accoppiarsi e fondare nuove colonie.

La sciamatura delle termiti non avviene a caso. Gli alati restano dentro il nido finché le condizioni non sono quelle giuste: aria tiepida, terreno umido, poco vento. Ecco perché si vedono le termiti dopo la pioggia. Un terreno bagnato e morbido è perfetto per scavare la prima cameretta del nuovo nido, e l’umidità protegge questi insetti dal seccarsi, perché hanno un corpo delicato che perde acqua molto in fretta. Le termiti sotterranee italiane sciamano soprattutto in primavera, indicativamente da marzo a maggio a seconda della zona e dell’annata; la termite a collo giallo, invece, tende a sciamare tra fine estate e autunno, dopo i primi temporali.

C’è un dettaglio affascinante: le colonie della stessa zona tendono a sciamare nello stesso giorno e spesso nella stessa fascia oraria, di solito nelle ore centrali e luminose della giornata. Non è una coincidenza. Uscire tutti insieme serve a due cose. Primo, aumenta la probabilità di incontrare un partner di un’altra colonia, evitando di accoppiarsi tra fratelli. Secondo, sommerge i predatori: uccelli, lucertole, ragni, formiche e perfino i gechi fanno un banchetto, ma sono talmente tanti che qualcuno sopravvive comunque. Chi ha un lucernario o una finestra esposta lo vede bene: ogni anno, nello stesso periodo, entrano decine di alati, e fuori i merli e i passeri fanno festa.

Perché perdono le ali quasi subito

Il volo delle termiti alate è breve e goffo. Volano male, spesso per poche decine di metri, trasportate più dal vento che dalla loro abilità. Appena atterrano succede la cosa più strana: si staccano le ali da sole. Alla base di ogni ala c’è una linea di rottura già pronta, una specie di cucitura prestampata. L’insetto fa leva contro il terreno o un oggetto, si torce, e l’ala si spezza esattamente lì, lasciando solo un moncherino minuscolo.

È proprio in questo momento che sembrano larve che si dimenano. Si girano, si contorcono, strofinano l’addome a terra: stanno semplicemente liberandosi di qualcosa che non servirà mai più. Una termite riproduttrice vivrà il resto della sua vita sotto terra o dentro il legno, dove le ali sarebbero solo d’intralcio. Ecco perché si trovano mucchietti di ali di termite sul pavimento, sui davanzali, nelle ragnatele, perfino nel lavandino o nel water: sono tutte uguali, trasparenti, lunghe circa il doppio del corpo, e a volte restano ancora attaccate tra loro a gruppetti.

La passeggiata in tandem

Persa le ali, inizia la ricerca della casa. La femmina rilascia un odore che attira il maschio, poi si mette in cammino e lui la segue a stretto contatto, in fila indiana, toccandole l’addome con le antenne. È la cosiddetta corsa in tandem. Se lei si ferma, lui si ferma; se lui perde il contatto, entrambi girano in tondo finché non si ritrovano. La coppia cerca una fessura umida nel terreno, sotto un sasso, vicino a un ceppo o a un pezzo di legno a contatto con la terra. Lì scava una piccola camera, si chiude dentro e si accoppia. Lui diventa il re, lei la regina. La stragrande maggioranza delle coppie non ce la fa: muore seccata, mangiata o semplicemente non trova il posto adatto.

Come riconoscere le termiti in 10 secondi: la differenza con le formiche alate

È la domanda più frequente, perché anche le formiche hanno i loro voli nuziali, spesso nelle stesse giornate calde e umide. La differenza tra termiti alate e formiche alate si vede bene, anche senza lente, guardando tre cose.

  • Le antenne. Le termiti hanno antenne diritte, fatte come una fila di perline. Le formiche hanno antenne piegate a gomito, come un braccio.
  • La vita. La termite ha un corpo largo e uniforme, quasi un cilindro, senza strozzature. La formica ha la classica vita da vespa, molto stretta tra torace e addome.
  • Le ali. La termite ha quattro ali tutte uguali per forma e lunghezza, molto più lunghe del corpo. La formica ha due ali anteriori grandi e due posteriori nettamente più piccole, e non sporgono così tanto oltre l’addome.

Un quarto indizio pratico: le formiche alate tendono a tenersi le ali più a lungo e non lasciano montagne di ali staccate. Se a terra trovi tante ali identiche e insetti senza ali che camminano in coppia, sei quasi certamente davanti a termiti.

Termiti alate in casa o in giardino: cosa cambia

Qui sta il punto più importante per chi ha appena fatto la scoperta. Il posto in cui trovi gli alati dice molto.

Se le trovi in giardino

Le termiti in giardino sono, nella maggior parte delle zone d’Italia, una presenza normale. Vivono nel terreno e si nutrono di legno morto: ceppi, radici vecchie, rami caduti, pali dei recinti, traversine. Fanno un lavoro utile, perché riciclano il legno e restituiscono sostanza al suolo. Vedere uno sciame sul vialetto o sul prato significa che nelle vicinanze c’è una colonia matura, ma non significa che la casa sia attaccata. È comunque un buon promemoria per dare un’occhiata alle parti di legno a contatto con il terreno e all’attacco tra muri e suolo.

Termiti alate in casa dopo la pioggia: cosa significano quegli insetti con le ali lucide e quando preoccuparsi

Se le trovi dentro casa

Un alato isolato entrato da una finestra aperta può essere arrivato da fuori, attirato dalla luce. Le termiti alate in casa diventano un campanello d’allarme quando sono tante, quando escono da un punto preciso (una crepa nel pavimento, un battiscopa, la base di uno stipite, una fessura vicino a un tubo) o quando le trovi in una stanza con le finestre chiuse. In questo caso è probabile che la colonia, o almeno una parte delle sue gallerie, sia già dentro la struttura.

L’indizio chiave è il mucchietto di ali. Gli alati, dopo lo sciame, spesso muoiono in fretta o vengono spazzati via, ma le ali restano: sul davanzale, dietro le tende, sotto i termosifoni, negli angoli del pavimento. Se trovi ali ammucchiate sempre nello stesso punto, specialmente vicino a finestre e porte interne, annotalo e fai una foto. È un’informazione molto utile per il tecnico.

I segni da controllare subito

Dopo uno sciame in casa conviene fare un giro di ispezione. Non servono strumenti speciali: una torcia, un cacciavite e un po’ di pazienza.

  • Tubicini di fango sui muri. I tubicini di fango delle termiti sono gallerie larghe più o meno come una matita, fatte di terra, saliva e frammenti di legno. Le termiti sotterranee li costruiscono per spostarsi dal terreno al legno restando al buio e all’umido. Cercali sulle fondamenta, nelle cantine, nei vani tecnici, lungo i tubi e dietro i mobili addossati ai muri. Se ne rompi un pezzetto e dentro vedi insetti chiari che si muovono, la colonia è attiva.
  • Legno che suona vuoto. Le termiti nel legno di casa mangiano dall’interno e lasciano intatta una pellicola esterna sottile. Battendo con il manico del cacciavite su stipiti, travi e battiscopa, il legno sano dà un suono pieno; quello scavato suona sordo e vuoto. Premendo con la punta, può cedere come cartone.
  • Battiscopa che si sbriciola. È uno dei primi elementi a essere colpiti, perché sta proprio all’attacco tra pavimento e muro. Se si sfalda, ha zone gonfie, scurite o con dentro terra impastata, va controllato.
  • Gallerie piene di terra. A differenza dei tarli, le termiti sotterranee non lasciano rosume fine fuori dal legno: le loro gallerie interne seguono le venature e sono spesso foderate di terriccio.
  • Umidità. Infiltrazioni, tubi che perdono, cantine umide e intercapedini poco ventilate sono il loro ambiente ideale. Dove c’è acqua ferma vicino al legno, guarda con più attenzione.

Cosa non fare e quando chiamare un tecnico

Il primo istinto è prendere la bomboletta di insetticida e spruzzare lo sciame. È comprensibile, ma non serve. Gli alati sono una minima parte della colonia, e in ogni caso stanno andando via o sono destinati a morire in poche ore. La colonia vera, con le operaie, i soldati e i riproduttori, si trova altrove: nel terreno, sotto le fondamenta, dentro un muro. Spruzzare in giro insetticidi domestici ti espone inutilmente a sostanze chimiche, può far male ad animali domestici e bambini e non tocca il problema. Basta un’aspirapolvere per raccogliere alati e ali.

Altri errori comuni da evitare:

  • non smontare o rompere tutto per cercare il nido: rischi di disturbare la colonia e di rendere più difficile il lavoro del tecnico;
  • non accatastare legna da ardere contro i muri di casa e non lasciare ceppi, assi e cartoni a contatto con il terreno vicino alle fondamenta;
  • non sottovalutare le perdite d’acqua: sistemare grondaie, tubi e infiltrazioni è una delle forme di prevenzione più efficaci.

Conviene chiamare un tecnico specializzato in disinfestazione del legno quando trovi alati che escono dall’interno della casa, tubicini di fango su muri o fondamenta, legno che suona vuoto o si sbriciola, oppure ali ammucchiate in casa per più giorni o in anni diversi. Oggi i trattamenti più seri non consistono nell’irrorare la casa, ma in barriere nel terreno e soprattutto in sistemi a esca: stazioni interrate con un materiale appetitoso che le operaie portano nel nido, distribuendo un principio attivo che blocca la crescita e porta al collasso della colonia. Richiedono tempo e monitoraggio, ma colpiscono il problema alla radice.

Curiosità: re, regine e operaie cieche

  • Re e regina vivono per anni. A differenza delle api e delle formiche, dove il maschio muore dopo l’accoppiamento, nelle termiti il re resta accanto alla regina per tutta la vita e si accoppia con lei più volte. Una coppia reale può vivere molti anni, mentre le operaie durano pochi mesi o qualche anno.
  • Riproduttori di scorta. Nelle Reticulitermes la colonia può produrre riproduttori secondari, senza ali, che prendono il posto dei sovrani se muoiono o che fondano nuclei satellite. Per questo una colonia può allargarsi a gemmazione anche senza sciamare.
  • Le operaie sono cieche. Vivono sempre al buio e si orientano con l’odore, il tatto e le vibrazioni. Solo gli alati hanno occhi funzionanti, perché sono gli unici che devono uscire alla luce.
  • Non digeriscono il legno da sole. Nell’intestino ospitano microrganismi che spezzano la cellulosa: senza questi coinquilini morirebbero di fame davanti a una trave.
  • La fama è più grande del danno. Le termiti italiane sono molto meno distruttive di quelle tropicali o di specie invasive famose, come la termite di Formosa. Le colonie sono più piccole e il danno procede lentamente, in anni. Non sono pericolose per le persone né per gli animali domestici: non pungono, non trasmettono malattie e il loro morso non è in grado di ferire. Il vero rischio riguarda il legno strutturale, soprattutto in edifici storici, cantine umide e case con travi a contatto con muri bagnati.

In sintesi: uno sciame di termiti alate in giardino è uno spettacolo naturale e un pranzo per gli uccelli. In casa, invece, è un messaggio da ascoltare con calma, senza panico e senza bombolette: raccogli le ali, guarda bene muri, battiscopa e legno, e se trovi altri segni fatti aiutare da un professionista.

Fonti

Tag:Insetti in casa