Murraya paniculata: il finto gelsomino che profuma di zagara e che l’Europa tiene d’occhio

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

A prima vista sembra un gelsomino: fiori bianchi a stella, foglie lucide di un verde intenso, un profumo che riempie il terrazzo la sera. In realtà la Murraya paniculata, chiamata anche gelsomino arancio o gelsomino d’Arabia, non ha niente a che fare con i veri gelsomini. È una parente stretta di limoni e aranci, e appartiene alla stessa famiglia botanica, le Rutacee. Ecco perché il suo profumo ricorda così tanto la zagara. In questo articolo vediamo perché fiorisce «a ondate», come coltivarla in vaso in Italia, come superare l’inverno in casa senza che perda le foglie e perché bisogna comprarla con attenzione. È una pianta bellissima, ma ha anche un lato poco conosciuto che riguarda la salute dei nostri agrumeti.

Un agrume in miniatura travestito da gelsomino

La Murraya viene dal Sud-est asiatico e dalle zone tropicali dell’Asia e dell’Australia. In natura è un arbusto o un piccolo albero, alto anche 3-4 metri. In vaso, da noi, resta di solito tra 80 centimetri e un metro e mezzo. Si pota bene e per questo è molto usata anche come bonsai e come siepe nei Paesi caldi.

La parentela con gli agrumi si riconosce facilmente:

  • le foglie sono composte da tante foglioline e, se le stropicci, sanno di agrume;
  • i fiori hanno cinque petali bianchi e cerosi, molto simili ai fiori del limone;
  • il profumo è dolce e intenso, come la zagara, più forte la sera e nelle giornate calde;
  • i frutti sono piccole bacche ovali, prima verdi e poi rosso-arancio brillante, che sembrano minuscole arance ma non si mangiano.

Quando la mia Murraya è in piena fioritura, chi passa sul terrazzo si ferma a chiedere da dove arrivi quel profumo. E anche in foto fa effetto: chi la vede dice che sembra quasi di sentirne l’odore attraverso lo schermo. Più di una persona mi ha detto che le piacerebbe un profumo con quella fragranza. È questo il suo vero punto di forza: pochi arbusti da vaso danno tanto profumo in così poco spazio.

Murraya fioritura: perché sboccia a ondate

Una delle cose più curiose della Murraya è che non fiorisce un po’ alla volta, ma tutta insieme, a ondate. Per giorni la pianta sembra ferma. Poi, quasi all’improvviso, si copre di boccioli che si aprono tutti nello stesso momento. La fioritura dura pochi giorni e i petali cadono presto, formando un tappeto bianco sotto il vaso.

Cosa fa partire queste ondate? Spesso è l’acqua. Dopo un periodo un po’ asciutto, una bella annaffiatura (o un acquazzone estivo) fa da «sveglia»: dopo una o due settimane arrivano i fiori. Lo stesso meccanismo si vede nei limoni e in altri agrumi, che dopo un leggero stress da siccità seguito da acqua abbondante producono una nuova fioritura. È un modo con cui la pianta «capisce» che è arrivata la stagione delle piogge, il momento migliore per fare fiori e frutti.

In Italia le ondate arrivano soprattutto da giugno a ottobre, quando fa caldo e le notti sono miti. Nelle zone calde degli Stati Uniti, come la Florida, la stagione comincia prima e dura più a lungo. Da noi bisogna aspettare in media qualche settimana in più. Con un po’ di esperienza si possono «guidare» le fioriture: si lascia asciugare il terriccio in superficie per qualche giorno (senza far appassire la pianta) e poi si annaffia a fondo. Attenzione però a non esagerare: una pianta lasciata a secco troppo a lungo perde foglie e boccioli.

Murraya e agrumi: il lato nascosto della pianta

Ed eccoci alla parte meno nota. La Murraya è la pianta ospite preferita della psilla asiatica degli agrumi (Diaphorina citri), un piccolo insetto lungo pochi millimetri. Il problema non è tanto il danno che fa l’insetto succhiando la linfa, ma il fatto che trasporta i batteri che causano il greening degli agrumi, chiamato anche HLB (dal cinese Huanglongbing, «malattia del germoglio giallo»).

L’HLB è considerata la malattia più grave degli agrumi al mondo. Le piante colpite fanno foglie gialle a macchie irregolari, frutti piccoli, deformi e amari, e nel giro di qualche anno deperiscono. Non esiste una cura. In Florida, dopo l’arrivo della malattia nel 2005, la produzione di arance è crollata in modo drammatico. La psilla si era diffusa anche grazie alle Murraya ornamentali, molto comuni nei giardini e nelle siepi del sud dello stato.

Le femmine della psilla depongono le uova sulle punte dei germogli giovani, tra le foglioline appena aperte. La Murraya, che fa nuovi getti di continuo, è per loro un posto perfetto. Inoltre la pianta può ospitare anche i batteri dell’HLB, anche se in genere in modo meno marcato rispetto agli agrumi veri.

E in Italia? La situazione europea

La buona notizia è che in Europa né l’HLB né la psilla asiatica sono presenti. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha valutato la psilla asiatica e ha concluso che ha tutte le caratteristiche per essere considerata un organismo da quarantena per l’Unione Europea. È assente dal nostro territorio, esistono vie concrete con cui potrebbe arrivare e, se si insediasse, provocherebbe danni economici importanti.

Per questo motivo la Murraya, insieme agli agrumi e ad altri loro parenti, è una pianta sotto stretta sorveglianza. Le norme europee sulla salute delle piante vietano di regola l’importazione di piante vive di questi generi da Paesi extra-UE. Le piante coltivate e vendute in Europa devono viaggiare con il passaporto delle piante, un’etichetta che garantisce che sono state prodotte e controllate secondo le regole. Nelle regioni dove si coltivano molti agrumi, come Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Sardegna, questa attenzione è ancora più importante: basta una pianta infestata per mettere a rischio interi agrumeti.

Come comprarla in modo responsabile

Coltivare una Murraya non è affatto un problema, anzi. L’importante è farlo con un po’ di testa. Ecco le regole d’oro:

  • Compra solo da vivai e garden center autorizzati e controlla che sulla pianta o sul cartellino ci sia il passaporto delle piante (un’etichetta con la bandiera europea e un codice).
  • Mai portare piante, talee o germogli dai viaggi, soprattutto da Asia, America, Africa o Medio Oriente. Anche un rametto innocuo può nascondere uova di insetti invisibili a occhio nudo.
  • Diffida delle offerte online troppo convenienti da venditori fuori dall’Unione Europea: spesso spediscono senza controlli.
  • Se noti insetti strani sui germogli (piccoli insetti marroncini con la testa abbassata e la coda all’insù, oppure una sostanza cerosa bianca a spirale), contatta il Servizio fitosanitario della tua regione.

Anche i semi comprati all’estero vanno presi con prudenza. Il rischio è più basso rispetto alle piante intere, ma è sempre meglio rifornirsi in Europa.

Murraya paniculata: il finto gelsomino che profuma di zagara e che l'Europa tiene d'occhio

Murraya coltivazione in vaso: le regole base

La Murraya non è difficile, ma ha qualche esigenza precisa. Se hai già coltivato un limone in vaso, sei a buon punto.

Luce ed esposizione

Ama la luce. All’aperto va bene il pieno sole nelle zone del Centro-Nord, mentre al Sud è meglio la mezz’ombra nelle ore più calde di luglio e agosto, per evitare che le foglie si brucino. Meno luce significa meno fiori.

Terriccio e vaso

Usa un terriccio per agrumi o un buon terriccio universale mescolato con un po’ di perlite o pomice, per farlo drenare bene. Il vaso deve avere i fori sul fondo. Il ristagno d’acqua è il primo nemico: fa marcire le radici e fa cadere le foglie.

Acqua

In estate annaffia quando i primi 2-3 centimetri di terriccio sono asciutti, di solito ogni 2-4 giorni. Se puoi, usa acqua piovana o comunque poco calcarea: la Murraya, come gli agrumi, soffre l’acqua troppo dura.

Concime

Da aprile a settembre concima ogni 15-20 giorni con un concime per agrumi, meglio se acidificante e con microelementi. Il più importante è il ferro. Se le foglie nuove diventano gialle ma le venature restano verdi, è clorosi ferrica: la pianta non riesce ad assorbire il ferro, di solito per colpa di acqua o terriccio troppo calcarei. Si risolve con un prodotto a base di ferro chelato e passando ad acqua meno dura.

Potatura

Si pota a fine inverno o subito dopo un’ondata di fioritura, accorciando i rami troppo lunghi per mantenere una forma compatta. Non serve potare forte.

Murraya paniculata inverno: come svernarla in casa

Ecco il punto più delicato, proprio in questo periodo. La Murraya non sopporta il freddo: sotto i 3-5 °C comincia a soffrire e il gelo può ucciderla. Solo nelle zone più miti e riparate d’Italia (zona 10), come alcune coste della Sicilia, della Sardegna, della Calabria e della Liguria, può restare all’aperto tutto l’anno, magari contro un muro esposto a sud.

Altrove va portata al riparo tra fine ottobre e novembre, prima che le notti scendano sotto i 7-8 °C. Ecco come farle passare l’inverno senza che si spogli:

  • Tanta luce: mettila vicino a una finestra luminosa, meglio se esposta a sud o a ovest. Una veranda o una serra fredda riscaldata sono perfette.
  • Fresco ma non freddo: la temperatura ideale è tra 10 e 15 °C. In una stanza troppo calda e buia la pianta continua a «lavorare» ma senza luce sufficiente, si indebolisce e perde le foglie.
  • Lontano dai termosifoni: l’aria calda e secca fa cadere le foglie e attira la cocciniglia e il ragnetto rosso.
  • Poca acqua: annaffia solo quando il terriccio è asciutto anche un paio di centimetri sotto la superficie, più o meno ogni 10-15 giorni. Niente sottovaso pieno d’acqua.
  • Niente concime da novembre a febbraio.
  • Niente sbalzi: evita di spostarla continuamente e tienila lontana da porte che si aprono spesso sull’esterno.

È normale che durante l’inverno perda qualche foglia vecchia. Se invece le foglie cadono in massa, di solito le cause sono tre: troppo caldo e poca luce, troppa acqua oppure un colpo di freddo.

In primavera non avere fretta. Riportala fuori tra metà aprile e maggio, quando le temperature notturne restano sopra i 12 °C. Abituala gradualmente al sole: i primi giorni tienila in mezz’ombra, altrimenti le foglie cresciute in casa si scottano.

Bacche rosse murraya: come seminarla

Dopo le fioriture compaiono le piccole bacche rosse, lunghe circa un centimetro. Oltre a essere decorative, contengono uno o due semi e permettono di ottenere nuove piante con facilità.

  1. Raccogli le bacche ben mature, quando sono rosso vivo e leggermente morbide.
  2. Togli la polpa schiacciandole tra le dita e sciacquando i semi sotto l’acqua. La polpa contiene sostanze che rallentano la germinazione.
  3. Semina subito: i semi della Murraya perdono in fretta la capacità di germogliare, quindi non conviene conservarli a lungo.
  4. Interrali a mezzo centimetro di profondità in un vasetto con terriccio leggero da semina, tenuto umido ma non bagnato.
  5. Tienili al caldo, tra 22 e 28 °C, in un posto luminoso ma senza sole diretto. In autunno e in inverno serve un tappetino riscaldante o un angolo caldo della casa.

I semi germogliano di solito in 2-4 settimane. Le piantine crescono abbastanza in fretta e possono fiorire già dopo due o tre anni. Le bacche non sono un frutto da mangiare: lasciale come decorazione o usale solo per la semina, tenendole lontane dalla portata di bambini e animali.

In sintesi

La Murraya paniculata è una delle piante profumate da vaso più belle che si possano coltivare. Profuma come la zagara perché è davvero una cugina degli agrumi, fiorisce a ondate dopo una bella annaffiatura e regala bacche rosse da seminare. Chiede luce, acqua non calcarea, un concime da agrumi e un inverno fresco e luminoso al riparo. Ha anche una responsabilità in più rispetto ad altre piante ornamentali: è la pianta preferita dell’insetto che trasmette il greening degli agrumi. Comprarla solo con passaporto delle piante e non portarne mai a casa dai viaggi è un piccolo gesto che aiuta a proteggere i nostri agrumeti.

Fonti

Tag:Piante per vaso