Pogacar trionfa alla Liegi-Bastogne-Liegi: quarta vittoria, terza di fila

Tadej Pogacar ha vinto la 112ª edizione della Liegi-Bastogne-Liegi, conquistando per distacco la sua quarta affermazione nella Doyenne, la terza consecutiva. Lo sloveno della UAE Team Emirates-XRG si è imposto al termine dei 259,5 chilometri da Liegi a Bastogne e ritorno, chiudendo nel modo più netto una giornata che si era aperta con grande apprensione per la sua corsa.

L'avvio era stato infatti tutto fuorché tranquillo. Dopo una caduta che aveva coinvolto Izagirre nei primi chilometri, una cinquantina di corridori aveva preso il largo approfittando del momento di confusione. Nel maxi gruppo di fuga, salito poi a 54 unità, c'erano due rivali pesantissimi: il belga Remco Evenepoel, vincitore della corsa nel 2022 e nel 2023, ed Egan Bernal. Pogacar si è ritrovato così a inseguire dal primo chilometro utile, con il solo Paul Seixas al fianco tra i grandi favoriti rimasti dietro.

Liegi Bastogne Liegi

Il vantaggio della maxi fuga è cresciuto progressivamente fino a raggiungere i 4 minuti dopo la Côte de Saint-Roch, lo strappo di 1 km all'11% che apriva la sequenza delle salite ardennesi. La UAE è stata costretta a mettere subito i propri uomini al comando dell'inseguimento, con Tim Wellens, Vegard Stake Laengen e Domen Novak chiamati a tirare. Solo in un secondo momento si è aggiunta la Decathlon di Seixas, condividendo l'onere del ritmo per il giovane francese di 19 anni.

La media oraria delle prime due ore di gara, 45 km/h, racconta bene il livello di intensità: 1500 metri di dislivello già accumulati e nessun cenno di tregua. Sul Col de Haussire (3,9 km al 6,8%) il distacco era sceso a 2'30", segno che la rincorsa stava finalmente producendo effetti. La sfida tattica si è poi riaperta del tutto sulle salite della parte centrale, dalla Côte de Wanne alla Côte de Stockeu fino al Col du Rosier.

Le undici côtes della Doyenne hanno fatto come sempre selezione. La Côte de la Redoute, 1600 metri al 9,4% a 34 km dall'arrivo, è il luogo simbolo della corsa, mentre l'ultimo trampolino è la Roche aux Faucons, la Rocca dei Falconi, 1300 metri all'11% a 13 km dalla conclusione. È sul finale che Pogacar ha trasformato la rimonta in dominio, andando a prendersi il successo per distacco.

Liegi Bastogne Liegi

La vittoria assume un significato particolare nel contesto della stagione. La Liegi-Bastogne-Liegi chiudeva il trittico delle Ardenne aperto il 19 aprile dall'Amstel Gold Race (vinta da Evenepoel) e proseguito mercoledì con la Freccia Vallone, dove a sorpresa si era imposto proprio Seixas, diventando il più giovane di sempre a conquistare la corsa belga. Il diciannovenne francese della Decathlon era arrivato all'appuntamento di Liegi con l'etichetta di possibile erede di Pogacar, dopo il secondo posto alle Strade Bianche e la vittoria al Giro dei Paesi Baschi.

Quante Liegi-Bastogne-Liegi vincerà ancora Pogacar?
Almeno altre 3
Una o due
Nessuna mai più

Per Pogacar si tratta del quarto sigillo nella Doyenne dopo i successi del 2021, 2024 e 2025. Nessuno aveva mai vinto tre Liegi consecutive nell'era moderna del ciclismo. Lo sloveno si avvicina ulteriormente al record assoluto di vittorie nelle Classiche Monumento detenuto da Eddy Merckx, restando l'unico corridore in attività capace di reggere il confronto con il Cannibale.

Le statistiche dell'inseguimento raccontano l'eccezionalità della prestazione: Pogacar è partito in svantaggio fin dai primi 26 chilometri, ha dovuto rincorrere per quasi 200 chilometri un gruppo di oltre cinquanta corridori che comprendeva il vincitore di due edizioni recenti, e ha trovato comunque il modo di vincere per distacco. Tra gli italiani presenti nella maxi fuga figuravano Jacopo Mosca (Lidl-Trek), Diego Ulissi (XDS-Astana), Davide Formolo (Movistar), Nicola Conci e Marco Frigo.

Liegi Bastogne Liegi

L'Italia resta a digiuno nella Doyenne dal 2007, quando si impose Danilo Di Luca. Da allora i piazzamenti più vicini al successo sono arrivati con Vincenzo Nibali, secondo nel 2012, e con lo stesso Formolo, secondo nel 2019. La nazione azzurra resta comunque la seconda di sempre per numero di affermazioni nella corsa, con dodici vittorie complessive alle spalle del solo Belgio: il campione italiano più vincente in questa classica è stato Moreno Argentin con quattro successi, eguagliato solo da Alejandro Valverde tra i non belgi.

La diretta televisiva è stata garantita da Raisport e Rai 2, oltre che da Eurosport 2 HD, Discovery Plus, HBO Max e Dazn. Con questa Liegi si chiude la prima parte di stagione delle Classiche Monumento. Il calendario delle grandi corse a tappe entra ora nel vivo: per Pogacar il prossimo grande obiettivo sarà confermarsi al Tour de France, mentre per Seixas, alla sua prima Doyenne, resta la sensazione di un debutto che, pur senza vittoria, conferma un futuro pesante. La rivalità tra lo sloveno e il giovanissimo francese promette di accompagnare le prossime stagioni di un ciclismo che cerca da tempo un volto capace di insidiare davvero il dominio della maglia bianca della UAE.