I semi di questa pianta tropicale rimuovono le microplastiche dall'acqua del rubinetto

I semi di Moringa oleifera rimuovono le microplastiche dall'acqua potabile con un'efficacia paragonabile al solfato di alluminio, il coagulante chimico standard usato negli impianti di trattamento. In acque più alcaline il risultato è addirittura superiore, secondo uno studio pubblicato il 19 gennaio 2026 su ACS Omega e condotto all'Istituto di Scienza e Tecnologia dell'Università Statale Paulista (ICT-UNESP) di São José dos Campos, in Brasile.

La pianta, originaria dell'India e diffusa in molte aree tropicali, è conosciuta anche come acacia bianca. Foglie e semi sono consumati per il valore nutrizionale, ma da anni i ricercatori studiano i semi per il loro potenziale nella depurazione dell'acqua. La novità del lavoro brasiliano è l'applicazione specifica contro le microplastiche, una classe di contaminanti che resiste ai trattamenti convenzionali, come già evidenziato in precedenti studi sull'efficacia di questa pianta.

Come funziona la coagulazione con i semi

Il processo studiato si chiama filtrazione in linea. L'acqua viene prima trattata con un coagulante e poi fatta passare attraverso un filtro a sabbia. Il metodo è adatto ad acque a bassa torbidità, cioè relativamente limpide, che non richiedono pretrattamenti complessi.

La coagulazione è il passaggio chiave perché le microplastiche, come molti altri inquinanti, hanno carica elettrica negativa. Questa carica le fa respingere a vicenda e impedisce loro di aderire ai materiali filtranti come la sabbia. L'estratto salino dei semi di moringa, che si può preparare anche in casa, neutralizza la carica esattamente come fa il solfato di alluminio. Una volta neutralizzate, le particelle si aggregano in gruppi più grandi, facili da trattenere nel filtro.

Moringa Oleifera Microplastiche

Il test con il PVC invecchiato ai raggi UV

Per verificare l'efficacia, il gruppo guidato dal professor Adriano Gonçalves dos Reis ha aggiunto microplastiche di polivinilcloruro (PVC) all'acqua di rubinetto. La scelta del PVC non è casuale: è considerato tra le plastiche più pericolose per la salute umana, con effetti mutageni e cancerogeni documentati, ed è frequentemente rilevato sulla superficie dei corpi idrici, dove persiste anche dopo i trattamenti standard.

Le particelle sono state esposte a radiazione ultravioletta per simulare l'invecchiamento naturale e riprodurre le caratteristiche delle microplastiche realmente presenti in ambiente. L'acqua contaminata è poi stata trattata in un sistema Jar Test, che riproduce in piccola scala un impianto di potabilizzazione, confrontando i semi di moringa con il solfato di alluminio.

Il conteggio delle particelle prima e dopo il trattamento è stato effettuato con microscopia elettronica a scansione (SEM), mentre la dimensione degli aggregati è stata misurata con telecamera ad alta velocità e laser. I due coagulanti hanno mostrato livelli di rimozione simili, fino al 98% in pochi minuti.

Useresti i semi di moringa per depurare l'acqua?
Sì subito
Solo se certificato
Preferisco metodi tradizionali

Il limite del solfato di alluminio

"Abbiamo dimostrato che l'estratto salino dei semi si comporta in modo simile al solfato di alluminio, e in acque più alcaline anche meglio del prodotto chimico", spiega Gabrielle Batista, prima autrice dello studio. L'unico inconveniente del metodo con moringa riscontrato finora è l'aumento della materia organica disciolta, la cui rimozione potrebbe far lievitare i costi su grande scala.

Per questo Reis indica un campo di applicazione preciso: "Su piccola scala, come nelle proprietà rurali e nelle piccole comunità, il metodo può essere usato in modo economico ed efficiente". Il vantaggio è duplice rispetto ai coagulanti a base di alluminio e ferro, che non sono biodegradabili, lasciano una tossicità residua e sono sotto crescente attenzione regolatoria per i rischi sanitari.

Dal laboratorio al fiume Paraíba do Sul

Il gruppo sta ora testando l'estratto su acqua prelevata direttamente dal fiume Paraíba do Sul, che alimenta São José dos Campos. I primi risultati confermano l'efficacia in condizioni reali, oltre il contesto controllato del laboratorio. Il progetto più ampio, intitolato "Filtrazione diretta e in linea per la rimozione di microplastiche dall'acqua potabile", è finanziato dalla FAPESP, l'agenzia di ricerca dello Stato di San Paolo.

La ricerca precedente dello stesso team aveva già mostrato che i semi di moringa funzionano lungo l'intero ciclo di trattamento: flocculazione, sedimentazione e filtrazione. La novità è la verifica specifica contro un contaminante emergente come le microplastiche di PVC invecchiato, che simula meglio quanto si trova realmente nei bacini idrici.

Per le piccole comunità rurali, soprattutto nei paesi tropicali dove la moringa cresce spontaneamente, l'aspetto pratico è concreto: l'estratto coagulante può essere preparato dai semi senza necessità di impianti chimici, riducendo dipendenza da forniture industriali e residui tossici nell'acqua trattata.