Giro d’Italia, Silva crolla sul Cozzo Tunno: Stork nuova maglia rosa virtuale

La quarta tappa del Giro d’Italia 2026, prima frazione interamente italiana dopo la partenza bulgara, sta riservando colpi di scena clamorosi sulla salita di Cozzo Tunno. Il forcing della Movistar ha disintegrato il gruppo sulle rampe calabresi, mandando in difficoltà nomi di primissimo piano e ribaltando completamente la classifica generale virtuale lungo i 138 chilometri tra Catanzaro e Cosenza.

La Movistar fa esplodere il gruppo

L’ascesa di 14,5 km al 5,9% medio, con punte dell’11%, è stata il vero spartiacque della tappa. Sin dalle prime rampe la Movistar ha imposto un’andatura insostenibile per la maggior parte del plotone, con un grande Lorenzo Milesi a tirare per favorire le ambizioni di Orluis Aular. La fuga di giornata, composta da sei corridori, è stata riassorbita proprio a metà salita: gli ultimi a resistere davanti sono stati Mattia Bais e Darren Rafferty, ripresi prima dello scollinamento.

Il bilancio è impressionante: si sono staccati Filippo Ganna, Edoardo Zambanini, Corbin Strong e perfino Tobias Lund Andresen, uno dei pochi velocisti capaci di reggere terreni di questo tipo. Nelson Oliveira è transitato per primo sul Gran Premio della Montagna davanti ai compagni di squadra Aular, Mas e Rubio.

Cosenza

Silva perde la maglia rosa sulle rampe calabresi

Il colpo di scena più pesante porta il nome di Guillermo Thomas Silva. L’uruguaiano della XDS Astana, partito da Catanzaro con la maglia rosa sulle spalle dopo l’impresa storica che lo aveva consacrato come primo uruguaiano in rosa, ha alzato bandiera bianca a circa 53 chilometri dall’arrivo, scollinando con oltre sei minuti di ritardo dalla testa della corsa. Un crollo verticale che consegna la leadership virtuale al tedesco Florian Stork della Tudor Pro Cycling, secondo in classifica a soli 4 secondi prima del via odierno.

Insieme a Silva ha perso terreno anche la maglia ciclamino Paul Magnier, vincitore di due tappe in Bulgaria. Il francese della Soudal aveva lanciato la sfida a Milan già dopo la tappa di Sofia: “Jonathan Milan sa già come si conquista la maglia ciclamino, l’ha vinta due volte, quindi rimane il grande favorito, ma abbiamo dimostrato di poterlo battere”.

Bernal in difficoltà, Milan a oltre cinque minuti

Notizie pesantissime anche per Egan Bernal. Il colombiano della Netcompany Ineos, terzo in classifica generale e tra i favoriti per il podio finale, ha mostrato evidenti segni di sofferenza sulla salita, staccandosi a circa 45 km dall’arrivo. Il compagno di squadra Ben Turner è andato in suo soccorso per provare a riportarlo nel gruppo dei migliori, ma il colombiano ha scollinato con 25 secondi di ritardo. Un campanello d’allarme serio per le ambizioni rosa della formazione britannica.

Chi vincerà questa tappa?
Orluis Aular
Florian Stork
Un attaccante a sorpresa

Cosenza

Anche Jonathan Milan sta pagando dazio. Il gigante di Buja, atteso protagonista per la volata di Cosenza dopo il quarto posto a Burgas e il secondo a Sofia, transita sul GPM con oltre cinque minuti di ritardo dalla testa della corsa. Il gruppo della maglia rosa, contenente anche Milan, viaggia a 5’30” dai battistrada, rendendo impossibile un suo rientro per la volata finale. Lo stesso destino è toccato a Christian Scaroni dell’Astana, che era dodicesimo in classifica generale.

Rafferty maglia rosa virtuale

Nel gruppo di una cinquantina di corridori al comando spicca la presenza di Darren Rafferty, scalatore irlandese classe 2003 della EF Education-EasyPost. Il giovane, decimo in classifica a 10 secondi da Silva prima del via, è in piena corsa per indossare la maglia rosa a Cosenza. Rafferty ha un curriculum di tutto rispetto: vincitore del Giro della Valle d’Aosta nel 2023, secondo al Giro Next Gen e campione nazionale irlandese nel 2024.

Restano in corsa per la generale anche Jonas Vingegaard, sempre piazzato in testa al gruppo con la sua Visma-Lease a Bike, Thymen Arensman, Giulio Ciccone, Jan Christen, Jai Hindley e Damiano Caruso, tutti raccolti in pochi secondi nella classifica di partenza.

I ritiri e il vento contrario

La tappa ha già fatto registrare un ritiro pesante: Kaden Groves dell’Alpecin-PremierTech, vincitore di due tappe negli anni passati, ha alzato bandiera bianca. L’australiano era caduto nella prima frazione in Bulgaria e non era più riuscito a recuperare. Prima del via si era già ritirato anche Wilco Kelderman, importante gregario di Vingegaard, caduto sabato scorso.

Il forte vento contrario aveva caratterizzato la prima parte di corsa, con una velocità media nella prima ora di appena 44,2 km/h, ritmo decisamente basso che testimonia le difficili condizioni atmosferiche affrontate dai corridori lungo la costa tirrenica calabrese. Ora, con la discesa iniziata e 40 km al traguardo di via Trieste a Cosenza, il finale è apertissimo: chi sopravvissuto al Cozzo Tunno si giocherà la vittoria di tappa e, soprattutto, la nuova maglia rosa.