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A novembre, con le prime notti fresche, succede sempre la stessa cosa. La bouganvillea che fino a ottobre era una cascata di colore lascia cadere prima la sua “carta colorata” e poi le foglie. Sul balcone restano rami spogli e spinosi, e molti pensano che la pianta sia morta. Quasi sempre non è così. È una pianta tropicale che, al nostro clima, rallenta e si mette in pausa. Per capire come aiutarla a passare l’inverno e come farla rifiorire bene l’anno dopo, bisogna partire da una curiosità: quello che chiamiamo “fiore” non è un fiore.
Il colore non viene dai petali: le brattee della bouganvillea
Le parti viola, fucsia, rosse, arancioni o bianche della bouganvillea (Bougainvillea glabra, Bougainvillea spectabilis e i loro ibridi) sono brattee. Sono foglie trasformate: sottili come carta e colorate, ma pur sempre foglie. Di solito sono tre e formano una specie di lanterna. In mezzo a ognuna sta il vero fiore: un tubetto sottile, bianco o color crema, lungo un paio di centimetri, con una piccola stella che si apre in punta. Ce ne sono quasi sempre tre per gruppo, uno per brattea.
Le brattee fanno da insegna luminosa. Il fiore vero è minuscolo e poco visibile, quindi la pianta “paga” le brattee per farsi notare da farfalle, falene e, nelle zone d’origine in Sud America, colibrì. Gli studi di genetica mostrano che queste foglie modificate hanno preso, nel corso dell’evoluzione, il lavoro che in altre piante fanno i petali. C’è anche un dettaglio chimico curioso. Il colore non viene dagli antociani, i pigmenti di rose e gerani, ma dalle betalaine, gli stessi pigmenti della barbabietola rossa. Sono pigmenti molto stabili, e per questo le brattee restano colorate a lungo, anche dopo che il fiore bianco è appassito.
Se avete una bouganvillea, guardatela da vicino in piena fioritura. Vedrete i tubetti bianchi al centro della “carta”. Pochi ci fanno caso, ma è la parte più interessante della pianta.
Perché fiorisce di più con un po’ di sete e con le giornate corte
Visto che le brattee nascono insieme ai fiori, per avere tanto colore servono tanti boccioli. Qui entrano in gioco due cose: la lunghezza del giorno e un leggero stress da sete.
- Giorni corti. Molte bouganvillee sono piante “a giorno corto”: formano più facilmente i boccioli quando la luce dura circa 12 ore o meno. Le prove in serra su varietà come ‘Afterglow’ lo hanno confermato, e nei vivai si accorciano le giornate con teli scuri per anticipare la fioritura. In Italia le giornate scendono sotto le 12 ore dopo l’equinozio di fine settembre. Per questo, al Sud e sulle coste, la bouganvillea spesso regala una bella ondata di colore proprio in autunno.
- Un po’ di sete. D’estate le giornate sono lunghe, e allora conta soprattutto il secondo segnale: lasciare asciugare bene il terriccio tra un’annaffiatura e l’altra. Prove sperimentali sulla risposta alla siccità e le indicazioni dei servizi di assistenza tecnica delle università americane vanno nella stessa direzione. Un leggero stress idrico, senza arrivare all’appassimento grave, spinge la pianta a fiorire invece di allungare rami.
Il rovescio della medaglia è il problema più comune: la bouganvillea non fiorisce. Le cause sono quasi sempre troppa acqua e troppo azoto, cioè il primo numero della sigla NPK sui concimi. Con terriccio sempre bagnato e concimi da prato o da piante verdi, la pianta fa metri di rami vigorosi e foglie lucide, ma quasi niente brattee. Da anni i ricercatori studiano come luce e azoto agiscono su crescita e fioritura di B. glabra, e i manuali per i vivaisti consigliano concimi bilanciati, non sbilanciati sull’azoto. In pratica: meglio un concime per piante da fiore, con potassio e fosforo, e mai più del necessario.
Bouganvillea freddo: la temperatura minima da conoscere
La bouganvillea non ama il freddo, ma non è delicata come si crede. Ecco le soglie da tenere a mente, in modo semplice:
- Sopra 7-10 °C di minima: resta sempreverde e può continuare a fiorire.
- Tra 4 e 7 °C: si ferma, le foglie ingialliscono e cadono. È la normale bouganvillea con le foglie gialle in autunno, e non c’è da preoccuparsi.
- Intorno a 0 °C: le foglie e i rametti verdi più giovani si bruciano.
- Tra 0 e -3 °C: possono morire i rami più sottili. Le piante adulte in piena terra, con radici profonde, di solito ricacciano dalla base o dai rami più grossi.
- Sotto -3 °C, soprattutto per più notti di fila: danni gravi, e in vaso la pianta rischia di morire perché le radici gelano.
Conta molto anche la durata. Una notte a -1 °C contro un muro caldo è ben diversa da una settimana di gelo con vento di tramontana. E conta il vaso: le radici in un contenitore sono molto più esposte di quelle in piena terra.
Bouganvillea perde le foglie: il test del graffio per capire se è viva
Se a dicembre la vostra pianta è spoglia, non buttatela. Fate il test del graffio, che richiede dieci secondi:
- Prendete un ramo e, con l’unghia o un coltellino, grattate via un pezzetto di corteccia, grande come un’unghia.
- Se sotto vedete verde chiaro e umido, il ramo è vivo.
- Se è marrone, secco e si spezza, quel tratto è morto. Riprovate più in basso, verso la base, finché trovate il verde.
Anche se i rami sottili sono secchi, spesso il fusto principale e il colletto (il punto dove il fusto entra nella terra) sono vivi. In quel caso la pianta ripartirà in primavera. Ma non tagliate subito il secco: lo spiego più avanti.
Come svernare la bouganvillea nelle diverse zone d’Italia
Sud, isole, Liguria e coste tirreniche (zone 9-10)
Qui la bouganvillea si coltiva all’aperto tutto l’anno. Il posto migliore è contro un muro esposto a sud: il muro accumula il calore del sole di giorno e lo restituisce di notte, guadagnando qualche grado prezioso. In inverni miti resta verde. Dopo un’ondata di freddo può perdere le foglie, ma in primavera ricaccia. Per le piante giovani, nelle notti con gelo annunciato, basta un telo di tessuto non tessuto da togliere di giorno.
Centro-Nord, zone interne e collinari (zona 8 e più fredde)
Qui conviene coltivarla in vaso e ritirarla entro metà novembre, o comunque quando le minime scendono stabilmente sotto i 5 °C. Le opzioni migliori sono:
- Serra fredda o veranda non riscaldata, ma che non scende sotto lo zero.
- Un vano luminoso e fresco: scala, ingresso, garage con finestra, stanza poco riscaldata. L’ideale è stare tra 5 e 12 °C, con tanta luce.
- Evitate il soggiorno caldo vicino al termosifone. Con caldo e poca luce la pianta fa rametti lunghi e deboli e si riempie di cocciniglie e afidi.
Se la pianta è in piena terra in una zona a rischio, o il vaso è troppo grande da spostare, proteggetela così: pacciamatura alla base con 10-15 cm di foglie secche, paglia o corteccia per difendere le radici. Poi avvolgete la chioma con due strati di tessuto non tessuto, mai con la plastica, che trattiene umidità e fa marcire. Il vaso si può avvolgere con pluriball o juta e sollevare da terra con due listelli di legno.

Un consiglio pratico per i vasi grandi: prima di ritirarli, accorciate solo i rami più lunghi, quanto basta per farli passare dalla porta. Niente potatura vera, quella arriva dopo.
Bouganvillea in vaso in inverno: quasi niente acqua
È qui che si perdono più piante. D’inverno la bouganvillea al fresco non cresce e beve pochissimo. Il terriccio sempre umido, al freddo, fa marcire le radici molto più in fretta di quanto le uccida il gelo.
- Tenetela quasi all’asciutto fino a marzo.
- Annaffiate solo quando il terriccio è secco per diversi centimetri: infilate un dito, se è asciutto fino alla seconda falange potete dare un po’ d’acqua.
- In un ambiente a 5-10 °C può bastare un bicchiere d’acqua ogni 3-4 settimane per un vaso medio. In ambienti più tiepidi, un po’ di più.
- Niente sottovaso pieno e nessun concime fino alla primavera.
Le foglie che ingialliscono e cadono durante questo periodo sono normali. La pianta si sta riposando.
Potatura bouganvillea: perché aspettare fine marzo
Viene voglia di potare subito i rami spogli e brutti. Meglio resistere. I rami secchi, anche se brutti, fanno da scudo contro le gelate tardive di febbraio e marzo e proteggono le gemme più in basso. Ogni taglio fatto in pieno inverno, poi, apre una ferita in un momento in cui la pianta non può cicatrizzarla.
Il momento giusto è tra fine marzo e aprile, quando si vedono le prime gemme gonfie. In Italia la ripresa arriva qualche settimana dopo rispetto alle zone calde degli Stati Uniti, dove si trovano molti consigli online: non seguite alla lettera le loro date. A quel punto:
- con il test del graffio eliminate tutto il legno morto, tagliando appena sopra il primo tratto verde;
- accorciate i rami dell’anno precedente lasciando 2-4 gemme;
- togliete i rami che si incrociano o vanno verso l’interno.
La bouganvillea fiorisce sui rami nuovi. Una potatura in primavera stimola tanti germogli nuovi, quindi più boccioli. Usate i guanti: le spine fanno male.
Calendario per una fioritura abbondante l’anno dopo
- Ottobre: riducete pian piano le annaffiature. Sospendete il concime. Godetevi l’ultima fioritura favorita dalle giornate corte.
- Novembre: al Centro-Nord ritirate i vasi entro metà mese. Al Sud preparate tessuto non tessuto e pacciamatura.
- Dicembre-febbraio: luce, fresco (5-12 °C) e quasi niente acqua. Controllate le cocciniglie. Niente potature e niente concime.
- Marzo: quando le minime superano stabilmente i 10 °C, portate fuori i vasi, prima a mezz’ombra per una settimana e poi in pieno sole. Riprendete le annaffiature con gradualità.
- Fine marzo-aprile: potatura e, se serve, rinvaso in un contenitore poco più grande, con terriccio ben drenante. La bouganvillea fiorisce meglio con le radici un po’ strette.
- Aprile-settembre: concime per piante da fiore ogni 2-3 settimane, a dosi moderate. Pieno sole, almeno 6 ore al giorno. Annaffiate a fondo, ma solo quando il terriccio è asciutto. Quel pizzico di sete è il segnale che la spinge a fiorire.
Con questi accorgimenti, la pianta che a dicembre sembrava morta tornerà a coprirsi di colore. E ormai sapete che quel colore sono brattee messe lì per indicare a farfalle e insetti dove si trovano i piccoli fiori bianchi.
Fonti
- AA.VV. Bract development, flower color diversity, and floral trait variation in Bougainvillea: a comprehensive review. Maxapress.
- AA.VV. (2022). Pantranscriptome combined with phenotypic quantification reveals germplasm kinship and regulation network of bract color variation in Bougainvillea. NCBI PMC.
- AA.VV. (2022). Transcriptome analyses shed light on floral organ morphogenesis and bract color formation in Bougainvillea. NCBI PMC.
- AA.VV. Optimal Photoperiod Treatment for Flowering of Bougainvillea x buttiana Afterglow. HortScience/ASHS.
- Chng M.W., Moore K. (2018). Effects of plant growth regulators ethephon and s-ABA on flowering of Bougainvillea x buttiana Afterglow under different photoperiods. Acta Horticulturae 1205, ISHS.
- AA.VV. (2015). Flowering Response of Bougainvillea to Drought Stress. ASHS Annual Conference.
- Joiner J.N., Dickey R.D., Sheehan T.J. Growth and flowering of Bougainvillea glabra Sanderiana as affected by photoperiod and levels of nitrogen. Proceedings of the Florida State Horticultural Society.
- Schoellhorn R., Alvarez E. Warm Climate Production Guidelines for Bougainvillea (ENH 874). University of Florida IFAS Extension.
- AA.VV. (2007). Bougainvillea (OF-38). University of Hawaii, College of Tropical Agriculture and Human Resources.
- AA.VV. Nitrogen Source Affects Growth and Quality of Bougainvillea. HortScience.
- Cooperative Extension. Blooming Problem: Bougainvillea, Expert Response. Ask Extension.





