Tartarughe verdi a Ningaloo: nuotano per migliaia di km e tornano sulla spiaggia natale

Ogni anno, tra novembre e marzo, le acque turchesi di Ningaloo Reef, lungo la costa occidentale dell'Australia, ospitano una delle aggregazioni riproduttive più dense del pianeta: centinaia di tartarughe marine si radunano nei bassifondi per accoppiarsi. La barriera corallina, che si estende per circa 260 chilometri tra Exmouth e Carnarvon, è uno dei pochi reef al mondo che si sviluppa così vicino alla costa, rendendo questi raduni visibili anche dalla superficie.

Tre specie nello stesso tratto di mare

Le tartarughe protagoniste di questo spettacolo appartengono principalmente a tre specie: la tartaruga verde (Chelonia mydas), la caretta caretta e la tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata). Ningaloo è considerato uno dei siti di nidificazione più importanti dell'emisfero australe per la tartaruga verde, con migliaia di femmine che ogni stagione risalgono le spiagge sabbiose di Bungelup, Mandu e Jansz per deporre le uova.

L'accoppiamento avviene in acqua, spesso in profondità modeste. I maschi, riconoscibili per la coda più lunga e gli artigli ricurvi sulle pinne anteriori, si aggrappano al carapace della femmina e possono restare attaccati per ore. Non è raro osservare più maschi competere per la stessa femmina, formando aggregazioni di quattro o cinque individui che ruotano lentamente nelle acque basse.

Il viaggio che precede il raduno

Le tartarughe che si riuniscono a Ningaloo non vivono lì tutto l'anno. Molte percorrono migliaia di chilometri dalle aree di alimentazione fino ai siti riproduttivi, guidate da un meccanismo di navigazione che combina campo magnetico terrestre, segnali olfattivi e probabilmente memoria visiva della costa. Le femmine adulte tornano a deporre le uova proprio sulla spiaggia dove sono nate, un comportamento chiamato natal homing documentato attraverso analisi genetiche su popolazioni di tartaruga verde nell'Indo-Pacifico.

Una volta avvenuto l'accoppiamento, la femmina può immagazzinare lo sperma per settimane e produrre più covate nella stessa stagione, deponendo in genere tra 100 e 120 uova per nido a intervalli di circa due settimane. Dopo l'ultima deposizione, può passare due, tre o anche cinque anni prima che torni a riprodursi.

Sabbia calda, femmine: il dilemma del clima

La temperatura della sabbia durante l'incubazione, che dura circa 60 giorni, determina il sesso dei piccoli. Sopra una soglia di circa 29,3 °C nascono prevalentemente femmine, sotto prevalgono i maschi. È un sistema chiamato determinazione sessuale dipendente dalla temperatura, e rende le tartarughe marine particolarmente sensibili al riscaldamento delle spiagge.

Studi condotti da ricercatori australiani su popolazioni della Grande Barriera Corallina settentrionale hanno mostrato negli ultimi anni una forte sproporzione a favore delle femmine, con percentuali che in alcuni siti hanno superato il 99% tra i giovani esemplari. A Ningaloo la situazione è monitorata dal Department of Biodiversity, Conservation and Attractions del Western Australia, che dal 2002 coordina il Ningaloo Turtle Program con il supporto di volontari per il censimento dei nidi.

Perché proprio Ningaloo

La conformazione del reef gioca un ruolo decisivo. La barriera frangente corre parallela alla costa a poche centinaia di metri, creando una laguna interna riparata dalle onde più forti e con acque limpide e calde. Questo ambiente offre ai maschi e alle femmine zone protette per gli accoppiamenti e ai piccoli appena schiusi un primo tratto di mare relativamente sicuro per raggiungere il largo.

L'area è protetta dal Ningaloo Marine Park, istituito nel 1987 ed esteso nel 2004, e dal 2011 fa parte del Patrimonio Mondiale UNESCO. La regolamentazione vieta di avvicinarsi attivamente alle tartarughe in fase di accoppiamento o alle femmine che nidificano sulla spiaggia, e impone distanze minime per le imbarcazioni.

Un equilibrio fragile

Nonostante la protezione, le tartarughe marine restano vulnerabili. La tartaruga verde è classificata come specie minacciata dalla IUCN, la caretta caretta è vulnerabile e la tartaruga embricata è in pericolo critico. Pesca accidentale, ingestione di plastica, illuminazione costiera che disorienta i piccoli alla schiusa e innalzamento del livello del mare che erode le spiagge di nidificazione sono tra le pressioni principali.

Le immagini dei raduni a Ningaloo, riprese spesso da fotografi e operatori turistici, mostrano un comportamento riproduttivo che si ripete da decine di milioni di anni: le tartarughe marine moderne discendono da antenati comparsi nel Cretaceo, oltre 100 milioni di anni fa. Osservarle oggi, in acque ancora abbastanza limpide e popolate, significa assistere a una continuità biologica che attraversa epoche geologiche intere, non diversamente da quanto accade con altri comportamenti animali documentati a distanza di decenni nei mari del Pacifico.