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Capita spesso, soprattutto nelle sere d’estate e d’autunno: apri la finestra, accendi la lampada del salotto e dopo pochi minuti una falena grigia svolazza nervosa attorno al paralume, oppure se ne sta immobile, appoggiata al muro vicino al davanzale, con le ali aperte come un piccolo aquilone di velluto. La prima reazione di molti è di paura o disgusto. La verità, però, è che nella stragrande maggioranza dei casi quell’ospite notturno è del tutto innocuo, non punge, non morde, non rovina i vestiti e non contamina la dispensa. Anzi, svolge un ruolo ecologico prezioso che pochi conoscono.
In questa guida vediamo come distinguere una semplice falena di passaggio dalle vere infestanti domestiche (le famigerate tarme), perché questi insetti sono così attratti dalle nostre luci, e come gestirli senza schiacciarli inutilmente.
Cos’è davvero una falena: non tutte le farfalle volano di giorno
Quando parliamo di falene ci riferiamo a un gruppo enorme di insetti dell’ordine dei Lepidoptera, lo stesso delle farfalle diurne. La differenza non è netta come si pensa: esistono falene colorate e attive di giorno, e farfalle dall’aspetto sobrio. In generale, però, le falene italiane più comuni in casa appartengono a famiglie notturne come Noctuidae (le cosiddette nottue), Erebidae (a cui appartengono molte specie grandi e vistose), Geometridae e Sphingidae.
Si riconoscono per alcune caratteristiche tipiche: il corpo tozzo e peloso, le antenne sottili e filiformi o piumose (mai a clava come nelle farfalle diurne), e l’abitudine, quando sono in riposo, di tenere le ali distese in orizzontale o ripiegate a tetto sopra il corpo, anziché chiuse verticalmente sopra la schiena.
In Italia se ne contano migliaia di specie. Quelle che più frequentemente entrano in casa o si posano sui muri esterni illuminati sono, ad esempio, la Noctua pronuba (nottua dei seminati, dalle ali posteriori giallo-arancio), varie specie di Catocala (le nottue del salice, spesso enormi e con livree mimetiche grigio-marroni), la spettacolare Saturnia pyri (la più grande farfalla d’Europa, con apertura alare che supera i 15 cm) e diverse Sphingidae dal volo rapido e potente come quello di un colibrì.
Perché la falena entra in casa? Il mistero della luce
Tutti abbiamo visto una falena ronzare ossessivamente attorno a una lampadina. Per secoli si è creduto che fosse attratta dal calore o dalla luce in sé, ma la spiegazione scientifica più recente è molto più affascinante.
Le falene si orientano in volo notturno mantenendo un angolo costante rispetto a una sorgente luminosa lontana, in natura la Luna o le stelle. Si tratta di una bussola celeste affidabile, perché un punto luminoso molto distante appare praticamente fermo. Quando però compare una lampadina vicina, il riferimento smette di funzionare: cercando di mantenere l’angolo costante rispetto a una luce ravvicinata, l’insetto è costretto a curvare continuamente la traiettoria, finendo per descrivere quelle spirali strette che lo portano a sbattere contro il vetro o a girare all’infinito attorno al lampione.
Studi recenti pubblicati su riviste come Nature Communications hanno aggiunto un altro tassello: le falene non puntano la luce con la testa, ma tendono a volgere il dorso verso la sorgente, comportamento che in natura le tiene orientate rispetto al cielo. Una lampada da terra le fa letteralmente capovolgere in volo, intrappolandole.
Da qui un consiglio molto pratico: se non vuoi falene attorno alla finestra, evita le luci esterne bianche e fredde rivolte verso l’alto e preferisci lampade calde (toni gialli/ambra, sotto i 2700 K), schermate verso il basso. È la soluzione raccomandata da molte campagne europee contro l’inquinamento luminoso, che oltre a salvaguardare gli insetti riduce anche lo spreco energetico.
Falena innocua o tarma dannosa? Come distinguerle
Qui sta il punto cruciale. Le persone tendono a chiamare “tarme” o “falene” qualsiasi insetto alato grigio che vedono in casa, ma sono cose ben diverse.
Le falene grandi sul muro: niente panico
Se trovi una farfalla notturna di media o grande dimensione (dai 3 cm di apertura alare in su) appoggiata al muro esterno o entrata accidentalmente da una finestra, quasi certamente è una falena selvatica: una nottua, una catocala, una sfinge. Non depone uova nei tessuti, non infesta la farina, non danneggia il legno. È entrata seguendo la luce e vuole solo uscire. Le sue larve (i bruchi) vivono all’aperto su piante erbacee, arbusti o alberi.
Le vere infestanti domestiche
Le specie che davvero creano problemi in casa sono molto piccole, lunghe pochi millimetri, e appartengono a due gruppi distinti:
- Tarme dei tessuti (Tineola bisselliella, Tinea pellionella, famiglia Tineidae): minuscole farfalline color paglia/dorato, lunghe 6-9 mm, volo lento e nascosto. Le larve si nutrono di cheratina: lana, seta, cachemire, piume, pellicce. Lasciano fori tondi su maglioni e cappotti.
- Tarme alimentari o tignole della farina (Plodia interpunctella, Ephestia kuehniella, famiglia Pyralidae): farfalline di 8-10 mm, ali bicolori (grigio chiaro alla base, ramato-bronzo in punta nella Plodia). Le larve sono i classici “vermetti” che trovi nella farina, nella pasta, nei cereali, nella frutta secca e nel cibo per cani e gatti.
La regola pratica è semplice: se l’insetto è grande e ti spaventa, è quasi certamente innocuo; se invece è minuscolo, discreto e ne vedi diversi esemplari nello stesso luogo (armadio o dispensa), allora va presa sul serio come infestazione.

Il ruolo ecologico: impollinatrici notturne dimenticate
Quando pensiamo all’impollinazione ci vengono in mente api e bombi, ma di notte il lavoro lo fanno proprio le falene. Numerosi studi pubblicati su Biology Letters, Ecology Letters e Annals of Botany negli ultimi anni hanno dimostrato che le farfalle notturne trasportano polline su una gamma di piante più ampia di quanto si credesse, comprese specie coltivate come fragole, lamponi, leguminose e diversi alberi da frutto.
Le sfingi (Sphingidae) sono fra gli impollinatori più efficienti del Mediterraneo: con la loro lunga spiritromba raggiungono il nettare di fiori a corolla profonda come caprifoglio, gelsomino notturno, regina della notte, petunie e tabacco ornamentale. Le nottue contribuiscono all’impollinazione di trifogli, ombrellifere e molte erbacee spontanee.
In più, falene e bruchi rappresentano un anello fondamentale della catena alimentare: nutrono pipistrelli, rondoni, rospi, ricci e persino le nidiate di molti uccelli insettivori, le cui covate dipendono dall’abbondanza di bruchi in primavera. Meno falene significa meno cibo per dozzine di altre specie utili. Ridurne le popolazioni con luci aggressive o insetticidi indiscriminati ha quindi un effetto a cascata su tutto il giardino.
Cosa fare se trovi una falena in casa
Il modo più rapido e rispettoso per allontanare una falena entrata in casa è anche il più semplice. Niente giornali arrotolati, niente bombolette spray.
- Spegni la luce interna della stanza in cui si trova l’insetto e accendi una luce esterna, o lascia entrare la luce del lampione di strada da una finestra aperta. Nove volte su dieci, in pochi minuti, la falena esce da sola.
- Se è appoggiata e tranquilla, coprila con un bicchiere trasparente, fai scivolare sotto un cartoncino rigido, portala fuori e liberala su un cespuglio o un albero, mai a terra dove è esposta ai predatori.
- Evita di toccarla con le dita: la polvere colorata sulle ali è composta da squame, microscopici scaglietti che si staccano facilmente e ne compromettono il volo. Non è velenosa né irritante per la pelle (con rarissime eccezioni di alcuni bruchi, non delle farfalle adulte).
Come limitare gli ingressi senza fare danni
- Installa zanzariere alle finestre che lasci aperte di sera: è la soluzione definitiva.
- Sostituisci le luci esterne fredde con lampade a LED a luce calda (2200-2700 K) e schermate verso il basso.
- Spegni le luci del giardino quando non servono, soprattutto nella stagione riproduttiva (maggio-settembre).
- Non usare le “trappole zanzare” elettrificate UV: catturano e uccidono indiscriminatamente moltissimi insetti utili, falene comprese, mentre sono di scarsissima efficacia contro le zanzare vere e proprie.
Quando preoccuparsi davvero
Riassumendo, vale la pena attivarsi solo in pochi casi specifici:
- Trovi nei maglioni di lana o nei tappeti piccoli fori tondi, bozzoli sericei o larvette traslucide: cerca le tarme dei tessuti, lava i capi a 60 °C o congelali per 72 ore, pulisci a fondo l’armadio e usa repellenti a base di legno di cedro o lavanda.
- Vedi farfalline piccole e ramate uscire da un pacco di farina, riso, pasta o muesli: smaltisci tutti i prodotti aperti, ispeziona ogni confezione, lava la dispensa con aceto e installa trappole a feromoni specifiche per Plodia interpunctella.
- In un’area limitata vedi decine di falene tutte uguali e di piccole dimensioni in poche settimane: probabile infestazione localizzata, vale la pena identificare la specie con foto chiare.
In tutti gli altri casi, quella falena grigia sul muro la sera è semplicemente una vicina di casa innocua, attirata dalla nostra luce nella sua rotta notturna. Lasciamola andare: il giardino, l’orto e l’ecosistema intorno a noi le devono molto più di quanto immaginiamo.
Fonti
- Fabian S.T. et al. (2024). Why flying insects gather at artificial light. Nature Communications.
- Walton R.E., Sayer C.D., Bennion H., Axmacher J.C. (2020). Nocturnal pollinators strongly contribute to pollen transport of wild flowers. Biology Letters, Royal Society.
- Macgregor C.J., Scott-Brown A.S. (2020). Nocturnal pollination: an overlooked ecosystem service vulnerable to environmental change. Ecology Letters.
- EFSA – European Food Safety Authority. Bees and other pollinators.
- EPPO Global Database. Plodia interpunctella (Indian meal moth).
- EPPO Global Database. Tineola bisselliella (webbing clothes moth).
- Royal Horticultural Society. Moths in the garden.
- FAO. Pollinators vital to our food supply under threat.




