Vespe enormi in casa ad aprile? Sono regine appena uscite dal letargo: ecco cosa fare

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Capita ogni primavera: si apre la finestra del sottotetto, si sposta una pila di legna in giardino o si solleva una tapparella e salta fuori una vespa enorme, molto piu grande di quelle che ronzano intorno alla tavola d’estate. Lenta, un po’ intontita, sembra quasi disorientata. Molti la schiacciano per paura, altri scappano. In realta quell’insetto e una regina fondatrice appena uscita dal letargo invernale, e capire chi e e cosa sta facendo cambia completamente il modo di gestirla.

Tra meta marzo e fine giugno, in tutta Italia, le regine di Vespula germanica, Vespula vulgaris e Vespa crabro (il calabrone europeo) escono dai rifugi dove hanno svernato e iniziano la ricerca di un sito adatto a costruire il nuovo nido. Sono le uniche sopravvissute della colonia dell’anno precedente: tutte le operaie, i fuchi e la vecchia regina muoiono in autunno. La nuova colonia, quella che a luglio-agosto potra contare anche diverse migliaia di individui, in primavera e ancora racchiusa in quell’unica femmina che vediamo svolazzare contro il vetro.

Perche in primavera le vespe sembrano piu grandi

Non e un’impressione: lo sono davvero. Le operaie di Vespula germanica misurano in media 12-14 mm, mentre la regina raggiunge 18-20 mm, con un addome decisamente piu voluminoso perche carico di ovari in attivazione. Per Vespa crabro la differenza e ancora piu marcata: le operaie stanno sui 18-25 mm, ma la regina puo superare i 35 mm di lunghezza, diventando uno degli imenotteri sociali piu imponenti d’Europa.

Le regine svernano in diapausa, una sorta di letargo fisiologico, infilate sotto la corteccia di alberi morti, dentro cataste di legna, nei cassonetti delle tapparelle, nei sottotetti, nei muretti a secco o tra le pieghe di vecchi teli. Si risvegliano quando le temperature medie superano stabilmente i 10-12 gradi e iniziano una fase di alimentazione intensa a base di nettare e linfe zuccherine: ecco perche le vediamo spesso su salici fioriti, edera e gemme di alberi da frutto. Hanno bisogno di carburante per affrontare la fase piu delicata della loro vita: fondare la colonia da sole.

Come distinguere una regina di vespa da un’operaia

Per chi non e entomologo, riconoscere una regina e piu semplice di quanto sembri se si conoscono pochi indizi. Ecco i criteri pratici da usare.

  • Periodo dell’anno: da fine marzo a metà giugno, le vespe sociali in volo sono quasi sempre regine. Le prime operaie compaiono solo a maggio-giugno avanzato.
  • Dimensioni: una vespa nettamente piu grande di quelle viste l’estate precedente e con ogni probabilita una regina.
  • Comportamento: la regina vola lentamente, perlustra angoli, fessure, sottogronde, cassette degli attrezzi. Non e in cerca di cibo zuccherino sul tavolo ma di un sito di nidificazione.
  • Aggressivita: una regina solitaria in fase di ricerca del nido non e aggressiva. Pungera solo se schiacciata o intrappolata tra vestiti e pelle. La fase aggressiva, quella che conosciamo a fine estate, dipende dalle operaie che difendono la colonia.

Per la Vespula germanica, la nostra classica vespa gialla e nera, la regina ha addome con bande gialle continue interrotte da macchie nere a forma di freccia e tre puntini neri sulla fronte. Per il calabrone europeo (Vespa crabro) il riconoscimento e ancora piu intuitivo: addome con bande giallo-nere ma torace e prima parte dell’addome di un caratteristico rosso-bruno mattone, taglia grande, ronzio profondo e udibile a diversi metri.

Il calabrone europeo non e il calabrone asiatico: importante non confonderli

Una confusione frequentissima e tra Vespa crabro, specie autoctona europea, e Vespa velutina, il calabrone asiatico a zampe gialle, specie invasiva arrivata in Italia dalla Francia e oggi presente soprattutto in Liguria, Piemonte, Toscana e in espansione. Sono insetti molto diversi e vanno trattati in modo opposto.

Vespa crabro e una specie nativa, parte integrante degli ecosistemi forestali italiani da millenni. In diversi Paesi europei, in particolare in Germania dove e protetta dalla Bundesartenschutzverordnung, distruggere un nido senza autorizzazione e sanzionato. In Italia non gode di una protezione legale specifica a livello nazionale, ma diverse linee guida regionali e dei parchi ne raccomandano la conservazione perche svolge un ruolo ecologico importante: preda grandi quantita di mosche, zanzare, bruchi defogliatori e altri insetti, contribuendo al controllo biologico naturale. Studi condotti in Sardegna su popolazioni di recente introduzione hanno descritto in dettaglio la sua biologia e confermato il suo comportamento prevalentemente prudente verso l’uomo, con punture concentrate nella difesa attiva del nido.

Vespa velutina, al contrario, e una specie aliena invasiva con impatti documentati sugli alveari di Apis mellifera e va segnalata alle autorita competenti (servizi veterinari regionali, associazioni apistiche, CREA) per il monitoraggio e il contenimento.

Perche eliminare una regina in primavera vale piu di cento operaie in estate

Qui sta il punto piu interessante per chi convive con vespe vicino a casa. Ogni regina che riesce a fondare una colonia dara origine, a fine stagione, a un nido che secondo i dati sul ciclo coloniale di Vespula germanica puo contenere da diverse centinaia fino a piu di 10.000 individui nei climi piu favorevoli. Questo significa che prevenire una singola nidificazione in aprile equivale a evitare un nido intero in agosto, con tutti i problemi di convivenza che comporta nei pressi di abitazioni, scuole, ristoranti, agriturismi.

Studi sulla sopravvivenza delle regine durante lo svernamento mostrano che la maggior parte non sopravvive: dimensioni corporee, condizione fisiologica e fortuna nella scelta del rifugio incidono enormemente. La mortalita invernale puo superare il 70-80%, ma le poche sopravvissute sono quelle che fondano le colonie piu vigorose. Intervenire prima della costruzione del nido primario (quel piccolo favo grande come una noce che la regina costruisce da sola nelle prime settimane) e infinitamente piu semplice e sicuro che intervenire dopo.

Prevenzione: chiudere le porte di casa alle regine

La prevenzione e l’arma piu efficace e sostenibile. Le regine cercano cavita riparate, asciutte, con accesso protetto. Le abitazioni offrono moltissime opportunita. Ecco cosa controllare tra marzo e maggio.

Vespe enormi in casa ad aprile? Sono regine appena uscite dal letargo: ecco cosa fare

  • Cassonetti delle tapparelle: sono il sito di nidificazione preferito in ambito urbano. Verificare che le coperture siano integre e sigillare con guarnizioni o schiume le fessure verso l’esterno.
  • Sottotetti e mansarde non abitate: ispezionare a inizio primavera, riparare tegole rotte, chiudere con reti a maglia fine (massimo 6 mm) le aperture di ventilazione.
  • Legnaie e cataste di legna: smontare e ricomporre le cataste a fine inverno, rimuovendo le regine ancora in diapausa prima che si attivino.
  • Cassette degli attrezzi, barbecue, vasi capovolti: ispezionare con cautela prima di usarli per la prima volta dopo l’inverno.
  • Muretti a secco e fessure di intonaco: stuccare le crepe sulle pareti esposte a sud, particolarmente attrattive per il calore.

Trappole attrattive: usarle solo nel momento giusto

Le trappole con esche zuccherine o proteiche per vespe sono diffuse in commercio e funzionano, ma vanno usate con criterio. Le ricerche sull’efficacia mostrano risultati molto variabili e segnalano un problema serio: la cattura non selettiva. Le esche zuccherine attirano mosche, api, bombi, sirfidi e altri impollinatori utili, che muoiono inutilmente. Tre regole pratiche per limitare i danni.

  1. Periodo: piazzare le trappole tra fine marzo e fine maggio, quando in volo ci sono quasi solo regine. Una regina catturata in questa fase equivale a un nido in meno. Dopo giugno le trappole catturano soprattutto operaie e impollinatori, con bilancio ecologico negativo.
  2. Posizione: lontano dai punti di passaggio e dalla zona pranzo all’aperto, mai vicino ad alveari o fioriture intense.
  3. Esca: birra o aceto di mele con un goccio di sciroppo sono piu selettivi di esche puramente zuccherine perche meno attrattivi per le api, che evitano gli odori fermentati.

Cosa NON fare assolutamente

Alcune pratiche diffuse fanno piu danno che bene, sia all’ambiente sia all’incolumita di chi le mette in atto.

  • Spruzzare insetticidi a largo spettro all’aperto: oltre a essere quasi sempre inefficace contro una vespa in volo, colpisce indiscriminatamente api, bombi, coccinelle e altri insetti utili a cui dobbiamo l’impollinazione e il controllo naturale dei parassiti.
  • Tentare di abbattere un nido fai-da-te: una volta che la colonia e attiva (da luglio in poi), l’intervento va affidato a ditte specializzate o ai Vigili del Fuoco. Le punture multiple possono essere pericolose anche per persone non allergiche.
  • Tappare l’unica via di uscita di un nido attivo: errore tipico in mansarda. Le vespe troveranno una via alternativa, spesso verso l’interno dell’abitazione.
  • Schiacciare una vespa nei pressi del nido: il corpo schiacciato rilascia feromoni di allarme che richiamano le compagne. Se serve allontanarla, farlo a distanza.

Quando chiamare un professionista

Se nella ricognizione primaverile si trova un piccolo nido grigio carta a forma di pera, grande come una noce o un mandarino, con una sola vespa che lo sorveglia, e ancora possibile rimuoverlo facilmente al crepuscolo con guanti spessi e un sacchetto, perche al suo interno c’e solo la regina o pochissime operaie. Se invece il nido e gia delle dimensioni di un melone o se non si riesce a localizzarlo ma si vede un viavai continuo di vespe da una fessura, e arrivato il momento di chiamare un disinfestatore professionista o, in caso di pericolo immediato, i Vigili del Fuoco.

Per i nidi di Vespa crabro in aree rurali o boschive lontane da case, la raccomandazione di entomologi e gestori di aree protette e quella di lasciarli in pace: il loro ciclo termina naturalmente in autunno, il nido non viene riutilizzato l’anno successivo e il loro contributo al controllo degli insetti dannosi e prezioso.

Convivere senza paura

La vespa gigante che ronza pigra sul davanzale di aprile non e un’invasione, ne un segnale che la casa e infestata. E una creatura sola, in uno dei momenti piu vulnerabili del suo ciclo, che cerca un posto dove iniziare una famiglia. Capire questo cambia tutto: si puo decidere con calma se accompagnarla fuori da una finestra (basta aprirla e attendere), se prevenirne l’insediamento sigillando le fessure giuste, oppure se eliminarla quando rappresenta un rischio concreto, sapendo pero che farlo significa togliere un mattone a un intero ecosistema. La biodiversita degli insetti italiani sta calando rapidamente e anche le vespe sociali, spesso percepite solo come fastidiose, sono predatori essenziali di parassiti agricoli e forestali. Una gestione consapevole, mirata al periodo giusto e con strumenti selettivi, e il modo migliore per proteggere la nostra tranquillita senza danneggiare il delicato equilibrio del giardino e della campagna.

Fonti

Tag:Vespe in casa