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Ti svegli con qualche puntura che prude, trovi un insetto piatto e rossiccio sul cuscino o sul muro e pensi subito al peggio: cimici dei letti. Allora smonti il letto, controlli le cuciture del materasso, la rete, i bordi del comodino. Non trovi niente: nessuna macchiolina nera, nessuna pelle vuota, nessun uovo. In questi casi c’è un’altra possibilità, poco conosciuta ma molto concreta. L’insetto potrebbe essere una cimice dei pipistrelli (Cimex pipistrelli), una parente strettissima della cimice dei letti. Non vive nel materasso. Vive vicino ai pipistrelli che magari si sono sistemati nel cassonetto della tapparella, nel sottotetto o in un’intercapedine del muro.
Capire se hai davanti la cimice dei letti o quella dei pipistrelli è importante, perché si combattono in modo diverso. Se sbagli insetto, rischi di spendere soldi per disinfestare un materasso che non ha nessuna colpa, mentre il vero problema resta lì, mezzo metro sopra la finestra.
Due cugine quasi uguali: chi sono
La cimice dei letti (Cimex lectularius) e la cimice dei pipistrelli appartengono alla stessa famiglia, i Cimicidi. Sono insetti senza ali che si nutrono solo di sangue. Gli studi di genetica e di evoluzione ci dicono una cosa curiosa: probabilmente i primi ospiti di tutta questa famiglia erano proprio i pipistrelli. La cimice dei letti sarebbe passata all’uomo in tempi antichissimi, quando condividevamo le grotte con loro. Ancora oggi, in Europa, esiste una linea di Cimex lectularius che vive con i pipistrelli e una che vive con le persone. Una ricerca svizzera del 2025 le ha studiate nella stessa zona: sono geneticamente distinte, segno che si mescolano poco.
La cimice dei pipistrelli è un parassita molto comune nei rifugi di tante specie di pipistrelli europei. Ha un’abitudine precisa: non vive attaccata al pipistrello. Sta nelle fessure vicino a dove dormono gli animali, sale a pungerli e poi torna a nascondersi. In Europa centrale, nei sottotetti abitati da colonie di grandi pipistrelli, questi insetti sono talmente diffusi che meno di un rifugio su quattro tra quelli controllati ne era privo. In Norvegia sono stati documentati casi di cimici scese da un rifugio di pipistrelli nel sottotetto fino alle stanze abitate di una casa.
Perché scendono in casa proprio quando i pipistrelli se ne vanno
Finché i pipistrelli ci sono, le loro cimici hanno tutto il sangue che serve e non hanno motivo di spostarsi. I guai cominciano quando l’ospite sparisce. Può succedere per vari motivi:
- in autunno, quando molte colonie lasciano i rifugi estivi (come i cassonetti e i sottotetti caldi) e si spostano verso i rifugi invernali;
- dopo lavori o dopo la chiusura dei buchi da cui i pipistrelli entravano;
- se la colonia muore o viene disturbata e abbandona il posto.
Le cimici, rimaste senza pasto, si mettono a cercare un altro ospite caldo. Seguono il calore e l’anidride carbonica del nostro respiro, passano dalle fessure del cassonetto, dai battiscopa, dalle prese elettriche, dalle crepe del soffitto. Le osservazioni dei servizi di entomologia delle università americane indicano che questo spostamento comincia di solito da una a quattro settimane dopo la partenza dei pipistrelli. Per questo le punture di cimice in autunno, senza traccia di infestazione nel letto, sono un campanello d’allarme tipico. In Italia, con il nostro clima più mite, il periodo critico va in genere da fine estate a ottobre-novembre, ma un rifugio può svuotarsi anche in altri momenti dell’anno. C’è poi un caso particolare: nelle giornate tiepide d’inverno, le cimici di un rifugio possono risvegliarsi e muoversi.
Un’informazione importante: queste cimici resistono a lungo senza mangiare, anche diversi mesi. Quindi il fatto che i pipistrelli se ne siano andati da tempo non vuol dire che il problema sia finito.
Come riconoscere la cimice dei letti e la cimice dei pipistrelli
Ad occhio nudo sono praticamente identiche. Stessa taglia (circa 5 millimetri da adulte), stessa forma piatta e ovale, stesso colore marrone-rossiccio che diventa più scuro e gonfio dopo il pasto. Anche le punture sulla pelle sono uguali: pomfi rossi che prudono, spesso in fila o a gruppetti.
Il dettaglio che fa la differenza si trova sul pronoto, cioè la placca che sta subito dietro la testa, come un colletto. Ai lati di questa placca ci sono dei peli sottili, come una frangia. Il trucco è confrontare la lunghezza di questi peli con la larghezza dell’occhio dell’insetto:
- cimice dei letti: i peli del pronoto sono corti, sempre più corti della larghezza dell’occhio;
- cimice dei pipistrelli: i peli sono lunghi, più lunghi della larghezza dell’occhio. Nella specie europea, Cimex pipistrelli, questa frangia di peli lunghi sui lati del pronoto è particolarmente evidente.
C’è anche un secondo indizio, meno facile da vedere: nella cimice dei letti il bordo davanti del pronoto è incavato in modo profondo, quasi a mezzaluna, mentre in quella dei pipistrelli è incavato poco. Per un esperto contano anche altri dettagli, come le proporzioni delle antenne, ma il confronto tra peli e occhio è quello che di solito basta per orientarsi.
Come fare una buona osservazione in casa
La prima regola è anche la più difficile da rispettare quando ci si spaventa: non schiacciare l’insetto. Una cimice spiaccicata non si riesce più a identificare. Meglio raccoglierla con un pezzo di nastro adesivo trasparente o farla scivolare in un barattolino chiuso. Se vuoi conservarla, mettila in frigorifero o in un po’ di alcol.
Per guardarla, servono un po’ di ingrandimento e una buona luce:
- una lente contafili o una lente d’ingrandimento forte;
- oppure un microscopio digitale USB, che costa poco: bastano 20-50 ingrandimenti;
- molti smartphone recenti con la funzione macro fanno foto abbastanza buone, perché i peli non sono microscopici, sono solo piccoli.
Per una foto utile, metti l’insetto su un fondo bianco e semplice, usa una luce bianca diffusa dall’alto (anche una finestra luminosa va bene), tieni fermo il telefono e metti a fuoco la testa e il colletto dietro la testa, non il centro del corpo. Se il fondo è un po’ trasparente, come un foglio di carta da forno, puoi illuminarlo anche da sotto: i peli si vedono meglio controluce.
Se hai dubbi, porta il campione a un entomologo, a un museo di storia naturale, a un laboratorio universitario o a un’impresa di disinfestazione seria che sappia fare l’identificazione al microscopio. Va detto con onestà: anche quando c’è il sospetto dei pipistrelli, la spiegazione più comune per una cimice in camera resta la cimice dei letti. Per questo l’identificazione va fatta bene, senza saltare alle conclusioni.
Perché da quel dettaglio dipende tutta la strategia
Se è una cimice dei letti, il problema nasce in casa. Le cimici si nascondono nel materasso, nella rete, nelle fessure del letto e dei mobili vicini. Arrivano quasi sempre con valigie, vestiti o mobili usati. La disinfestazione si concentra sulla camera e sugli oggetti: vapore, calore, aspirazione, lavaggi ad alta temperatura e, se serve, trattamenti fatti da professionisti.
Se è una cimice dei pipistrelli, la casa è solo la vittima. La fonte è il rifugio dei pipistrelli. Puoi trattare il materasso dieci volte, ma finché nel cassonetto o nel sottotetto restano le cimici affamate, continueranno a scendere. In questo caso bisogna intervenire su tre fronti:
- capire dove sono i pipistrelli, o dove erano: piccoli escrementi scuri e friabili sotto il cassonetto o sul davanzale, squittii al tramonto, animali che escono la sera da una fessura;
- gestire il rifugio nel rispetto della legge, e solo nel periodo giusto (ne parliamo sotto);
- ripulire e trattare il rifugio vuoto e sigillare le fessure tra il rifugio e le stanze: cassonetto, battiscopa, passaggi dei cavi.
Una buona notizia: le cimici dei pipistrelli in genere non riescono a creare infestazioni durature senza il loro ospite naturale. Possono però pungere per settimane mentre cercano cibo, e qualche esemplare può nascondersi anche vicino al letto. Per questo, nei casi più ostinati, si interviene sia sul rifugio sia sulla camera.
Sono pericolose?
Ad oggi non ci sono prove che la cimice dei pipistrelli trasmetta malattie all’uomo, così come non è dimostrato per la cimice dei letti. Le punture danno fastidio, prurito e in qualche persona reazioni cutanee più forti, ma non sono pericolose. I ricercatori, però, tengono d’occhio questi insetti: in Europa centrale nelle cimici dei pipistrelli sono stati trovati batteri del gruppo Bartonella e un tripanosoma non patogeno. Gli autori chiedono altri studi per capire se ci sia un rischio reale, che per ora non è stato dimostrato. Per le punture bastano le normali cure: lavare con acqua e sapone, impacchi freddi, e chiedere al medico o al farmacista se il prurito è forte.

Pipistrelli nel cassonetto della tapparella: cosa dice la legge
Qui arriva il punto su cui si sbaglia più spesso. Il primo istinto è sigillare tutto, spruzzare insetticida nel cassonetto o cacciare i pipistrelli. Non si può fare. In Italia tutti i pipistrelli sono specie protette. La legge 157 del 1992 tutela tutti i chirotteri, e il DPR 357 del 1997, che applica la direttiva europea Habitat, vieta di catturare o uccidere i pipistrelli, di disturbarli durante il periodo della riproduzione e del letargo, e di rovinare o distruggere i loro rifugi.
In pratica, chiudere il buco del cassonetto mentre la colonia è dentro è vietato. Per di più è crudele, perché gli animali, e d’estate anche i piccoli, morirebbero intrappolati. E paradossalmente peggiora il problema delle cimici: senza pipistrelli vivi da pungere, le cimici scendono in casa ancora prima.
Nelle case italiane, i cassonetti delle tapparelle, gli spazi sotto le grondaie e le intercapedini sono spesso occupati da piccoli pipistrelli come il pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii) e il pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus). Sono animali preziosi: ogni notte mangiano grandi quantità di zanzare e altri insetti.
Pipistrelli specie protette: cosa fare, passo per passo
- Non toccare e non chiudere niente finché non sai se il rifugio è occupato.
- Chiedi aiuto agli esperti: centri regionali per i chirotteri, associazioni di chirotterologi, il servizio fauna della Regione, un’università o un museo di storia naturale. Spesso danno consigli gratis.
- Rispetta il calendario: tra primavera ed estate le colonie fanno nascere e allattano i piccoli, e in inverno alcune specie sono in letargo. Il momento giusto per chiudere un rifugio è quando è vuoto. Spesso questo coincide con la fine dell’estate o l’inizio dell’autunno, dopo che i giovani hanno imparato a volare, ma la data va stabilita caso per caso con un esperto.
- Se serve allontanare la colonia da un edificio abitato, esistono sistemi a senso unico che lasciano uscire i pipistrelli ma non rientrare. Si usano solo con il parere degli esperti e, quando la legge lo richiede, con la deroga delle autorità competenti.
- Offri un’alternativa: una cassetta-nido per pipistrelli montata in un punto vicino ma lontano dalle finestre aiuta la colonia a trasferirsi senza danni.
- Solo dopo, a rifugio vuoto e chiuso, si pulisce il cassonetto o il sottotetto: aspirazione accurata di escrementi e residui, con guanti e mascherina, e se necessario un trattamento contro le cimici fatto da un’impresa specializzata.
Nel frattempo, in casa, puoi limitare i danni: chiudi con silicone le fessure tra cassonetto e muro interno, controlla i battiscopa, aspira bene intorno alla finestra e al letto, svuota subito il sacchetto dell’aspirapolvere in un sacco chiuso. Sono piccoli gesti che riducono i passaggi delle cimici verso la camera, senza toccare i pipistrelli.
In sintesi: una checklist da tenere a mente
- Punture e cimici in camera ma materasso pulito? Pensa anche ai pipistrelli, soprattutto in autunno o dopo dei lavori.
- Non schiacciare l’insetto: conservalo per farlo identificare.
- Guarda i peli del colletto con una lente o una buona foto macro: più lunghi dell’occhio vuol dire cimice dei pipistrelli, più corti vuol dire cimice dei letti.
- Se è la cimice dei pipistrelli, il problema è il rifugio, non il letto.
- I pipistrelli sono protetti per legge: niente chiusure, veleni o sfratti fai da te. Serve un esperto e il momento giusto.
- Prima i pipistrelli escono in sicurezza, poi si chiude il passaggio, si pulisce e si tratta il rifugio vuoto.
A volte la soluzione più efficace non è la più drastica, ma quella che parte dal riconoscere bene il problema. Nel caso delle cimici, tutto dipende da pochi peli lunghi meno di un millimetro.
Fonti
- AA.VV. (2023). Cimicids of Medical and Veterinary Importance. Insects, MDPI.
- Balvín O. et al. (2014). Distribution and host relations of species of the genus Cimex on bats in Europe. Folia Zoologica.
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- Castex C., Perrin A., Clément L., Perréaz P., Goudet J., Christe P. (2025). Genetic characterization of the bat and human lineages of the common bed bug (Cimex lectularius) at a local scale. Parasitology.
- AA.VV. (2018). Cimex pipistrelli complex new to Norway and additional records of bed bug species (Cimicidae, Heteroptera) from Norway and Sweden. Norwegian Journal of Entomology.
- AA.VV. (2022). First detection of Bartonella spp. in bat bugs Cimex pipistrelli (Hemiptera: Cimicidae), Central Europe. Parasitology Research.
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- Goddard J. et al. (2012). Bed Bugs (Cimex lectularius) and Bat Bugs (several Cimex species): A Confusing Issue. Outlooks on Pest Management.
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- North Carolina State University (2018). Featured Insect: The Bat Bug. NC State Urban Entomology.
- Agnelli P. et al. (2004). Linee guida per il monitoraggio dei Chirotteri: indicazioni metodologiche per lo studio e la conservazione dei pipistrelli in Italia. Quaderni di Conservazione della Natura, ISPRA.
- Centro Regionale Chirotteri Piemonte. Guida alla tutela dei pipistrelli negli edifici.
- Tutela Pipistrelli (2012). Pipistrelli, cosa dice la legge in Italia.





