Bangers and mash ricetta: perché le salsicce inglesi scoppiano in padella e come cuocerle alla perfezione

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

In Inghilterra salsiccia e purè non è soltanto un piatto. È un pezzo di storia nazionale che si mangia nei pub, nelle cucine di casa e nelle mense. Il nome, bangers and mash, vuol dire più o meno «botti e purè». Il purè si capisce subito. I botti invece hanno una storia curiosa, nata dalle difficoltà della guerra, e ci insegnano qualcosa di molto utile anche oggi: cosa succede dentro una salsiccia quando la mettiamo sul fuoco e perché ogni tanto si spacca con un piccolo scoppio, schizzando grasso ovunque.

In questo articolo partiamo dalla storia, passiamo alla scienza della cottura e arriviamo alla ricetta completa: salsicce dorate e intere, purè liscio e vellutato, sugo di cipolle scuro e lucido. Alla fine ci sono anche alcuni consigli per scegliere al banco del macellaio italiano le salsicce che più somigliano a quelle inglesi.

Perché si chiamano bangers: la storia del soprannome

Il termine banger nasce nella prima metà del Novecento ma diventa popolare soprattutto durante la Seconda guerra mondiale. In Gran Bretagna la carne era razionata e mancava. I produttori di salsicce, per farne abbastanza, allungavano l’impasto con quello che c’era: pane secco sbriciolato, gallette, cereali e soprattutto tanta acqua. Il pane secco si comporta come una spugna: trattiene l’acqua dentro l’impasto e permette di usare meno carne.

Il risultato era una salsiccia molto umida, con poca carne e un budello pieno fino all’ultimo. In padella, a fuoco vivo, quell’acqua si trasformava in vapore. Il vapore spingeva da dentro, il budello non reggeva e la salsiccia si apriva con un piccolo botto. Da qui il soprannome, rimasto anche quando la guerra è finita e le salsicce sono tornate a essere fatte con più carne.

Ancora oggi molte salsicce inglesi contengono una parte di rusk, una specie di pangrattato secco senza lievito fatto apposta per assorbire acqua. È proprio questo ingrediente che dà loro una consistenza più morbida e quasi soffice rispetto alle nostre salsicce, che di solito sono fatte solo di carne, grasso, sale e spezie.

Cosa succede dentro una salsiccia quando la cuoci

Per capire come evitare gli scoppi bisogna immaginare la salsiccia come un piccolo sacchetto chiuso pieno di tre cose: acqua, grasso e proteine. Ognuna reagisce al calore in modo diverso.

  • L’acqua. La carne fresca contiene già molta acqua, spesso più della metà del suo peso. Quando l’interno della salsiccia si avvicina ai 100 gradi, una parte dell’acqua diventa vapore. Il vapore occupa uno spazio enormemente più grande dell’acqua liquida e preme contro le pareti del budello.
  • Il grasso. Già sopra i 40-50 gradi comincia a sciogliersi. Diventa liquido, scivola fra le fibre di carne e cerca una via d’uscita. Se resta dentro, rende la salsiccia succosa. Se esce, finisce in padella.
  • Le proteine. Con il calore le proteine della carne si stringono e si compattano, un po’ come una spugna che viene strizzata. Questo spinge fuori altra acqua e altro grasso.

Intanto anche il budello cambia. Che sia naturale (intestino di maiale o di agnello) o di collagene, è fatto in gran parte di collagene, una proteina che con il calore si ritira e si accorcia. Gli studi sui budelli di collagene mostrano che questo materiale perde elasticità e resistenza quando viene bollito o riscaldato a lungo, e l’industria lavora da decenni proprio per ridurre il restringimento in cottura. In pratica succede una cosa semplice: mentre dentro la pressione aumenta, fuori il contenitore si stringe e diventa più rigido. Se il calore arriva troppo in fretta, il budello cede nel punto più debole e la salsiccia si spacca.

Quali salsicce scoppiano di più

Non tutte le salsicce si comportano allo stesso modo. Rischiano di più:

  • quelle con molta acqua aggiunta o con pane e fibre che la trattengono, come i bangers più economici;
  • quelle con impasto molto fine e omogeneo, quasi una crema, tipo würstel crudo. In un impasto grossolano il vapore trova piccoli canali fra i pezzetti di carne e si distribuisce. In un impasto liscio e compatto non ha vie di fuga e spinge tutto sul budello;
  • quelle insaccate troppo strette, senza un minimo di gioco nel budello;
  • quelle prese direttamente dal frigo e buttate in padella rovente: fuori si cuociono di colpo, dentro sono ancora fredde, e la differenza di temperatura crea tensioni.

Bucare le salsicce con la forchetta: serve davvero?

È il gesto che quasi tutti abbiamo visto fare in famiglia: prima di metterle in padella, si punzecchiano le salsicce con i rebbi della forchetta. Funziona? In parte sì, ma con un prezzo.

I buchi lasciano uscire il vapore, quindi è vero che la salsiccia scoppia meno. Ma da quegli stessi buchi esce anche il grasso sciolto e una parte dei succhi. Le prove sulla resa in cottura delle salsicce mostrano che una salsiccia fresca può perdere una quota importante del suo peso tra acqua e grasso, e che il metodo di cottura cambia parecchio il risultato: la frittura è tra quelle che fanno perdere di più, la griglia a temperatura controllata tra quelle che fanno perdere di meno. Bucare aggiunge altre perdite. Il risultato finale è una salsiccia più asciutta, meno saporita e più piccola.

La nostra esperienza in cucina conferma: con una salsiccia di buona macelleria, poco umida, i buchi non servono e anzi peggiorano il piatto. Con una salsiccia molto grassa, invece, una o due punture leggere possono essere utili per far uscire un po’ di grasso in eccesso. La regola pratica è questa: non bucare per evitare lo scoppio, regola piuttosto il fuoco. Il vero colpevole degli scoppi non è il budello intero, è il calore troppo forte.

Tre metodi a confronto per cuocere le salsicce senza farle scoppiare

1. Padella a fuoco basso, con pazienza

È il metodo più semplice. Togli le salsicce dal frigo 15-20 minuti prima. Metti in padella un filo d’olio, aggiungi le salsicce e accendi a fuoco medio-basso. Girale spesso, ogni 3-4 minuti, per 15-20 minuti in tutto. Il calore entra piano, l’acqua evapora a poco a poco attraverso il budello e il grasso ha il tempo di sciogliersi senza creare pressione. Alla fine, se vuoi più colore, alza il fuoco per un minuto. Pro: crosticina bella e fondo di cottura saporito, utile per il sugo. Contro: richiede attenzione.

2. Sbollentatura e poi padella

Metti le salsicce in una pentola d’acqua fredda, porta a un leggero sobbollire (non a bollore pieno) e lasciale 5-6 minuti. Poi asciugale e passale in padella per dorarle. L’acqua calda cuoce l’interno in modo uniforme e porta la salsiccia vicino alla cottura completa senza stress. Pro: quasi zero scoppi, tempi in padella più brevi. Contro: un po’ di sapore finisce nell’acqua e il budello può diventare leggermente gommoso se l’acqua bolle forte.

3. In forno

Forno statico a 180-190 gradi, salsicce su una teglia con carta forno, 20-25 minuti, girandole a metà. Il calore del forno è più dolce e uniforme di quello della piastra. Pro: ottimo per cuocerne tante insieme, niente schizzi sul piano cottura. Contro: crosticina meno marcata e meno fondo per il sugo.

Qualunque metodo scegli, la salsiccia di maiale va cotta fino in fondo: all’interno deve arrivare almeno a circa 70-71 gradi. Se non hai un termometro da cucina, tagliane una a metà: la carne deve essere uniforme, senza parti rosate e con i succhi chiari.

Il purè liscio: perché il frullatore lo rovina

Il purè perfetto è morbido, cremoso e leggero. Quello sbagliato è colloso, elastico, quasi come colla da ufficio. La differenza sta tutta nell’amido.

Dentro la patata l’amido è chiuso in tantissime piccole cellule. Con la cottura in acqua i granuli di amido si gonfiano, assorbono liquido e diventano morbidi, ma restano per lo più dentro le loro cellule. Quando schiacci le patate con delicatezza, le cellule si separano l’una dall’altra rimanendo quasi intere: è questo che dà la consistenza vellutata. Se invece usi il frullatore a immersione o il mixer, le lame tagliano e rompono le cellule. L’amido gonfio esce fuori, si mescola con l’acqua e forma una pasta appiccicosa. A quel punto non si torna indietro.

Bangers and mash ricetta: perché le salsicce inglesi scoppiano in padella e come cuocerle alla perfezione

Per un purè come si deve:

  • Scegli patate farinose, a pasta bianca o gialla adatte per purè e gnocchi. Le patate novelle o a pasta molto soda danno un purè più gommoso.
  • Parti da acqua fredda salata, con le patate tagliate a pezzi uguali. Così cuociono in modo uniforme.
  • Scola bene e lascia asciugare le patate un paio di minuti nella pentola calda. Meno acqua in eccesso vuol dire purè più saporito.
  • Usa lo schiacciapatate o il passaverdure, mai le lame.
  • Aggiungi latte caldo e burro, non freddi, e mescola con una spatola o un cucchiaio di legno solo il necessario.

Bangers and mash ricetta completa con onion gravy

Ingredienti per 4 persone

  • 8 salsicce di maiale (circa 600-700 g)
  • 1 kg di patate farinose
  • 150-200 ml di latte intero
  • 60 g di burro, più una noce per il sugo
  • 3 cipolle dorate medie
  • 1 cucchiaio di farina
  • 400 ml di brodo di carne caldo
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna (facoltativo)
  • 1 cucchiaio di aceto balsamico o un goccio di vino rosso
  • qualche rametto di timo, sale, pepe, olio extravergine

Procedimento

  1. Patate. Sbucciale, tagliale a pezzi uguali, mettile in acqua fredda salata e cuocile 20-25 minuti dal bollore, finché la forchetta entra senza resistenza.
  2. Salsicce. Nel frattempo cuocile con uno dei tre metodi visti sopra. Il nostro preferito per questo piatto è la padella a fuoco basso, perché lascia un fondo di cottura prezioso. Quando sono pronte, mettile da parte al caldo, coperte con un foglio di alluminio. Non lavare la padella.
  3. Cipolle. Affettale sottili. Nella stessa padella delle salsicce, togli il grasso in eccesso lasciandone un cucchiaio, aggiungi la noce di burro e le cipolle con un pizzico di sale. Cuoci a fuoco medio-basso per 20-25 minuti, mescolando spesso, finché diventano morbide e color nocciola. Il sale aiuta a far uscire l’acqua, lo zucchero (se lo usi) accelera la doratura. Non avere fretta: è qui che nasce il sapore dolce e profondo del sugo.
  4. Gravy. Sfuma con l’aceto balsamico o il vino, grattando bene il fondo con un cucchiaio di legno per staccare la parte scura e caramellata. Aggiungi la farina, mescola un minuto, poi versa il brodo caldo poco alla volta, sempre mescolando. Unisci il timo e lascia sobbollire 8-10 minuti finché il sugo vela il cucchiaio. Assaggia e regola di sale e pepe.
  5. Purè. Scola le patate, asciugale in pentola, passale con lo schiacciapatate e incorpora burro e latte caldi poco alla volta. Sale e, se ti piace, un pizzico di noce moscata.
  6. Finale. Rimetti le salsicce nel sugo per un paio di minuti per scaldarle e lucidarle.

Come servirlo bene

Il modo classico è una montagna di purè, due salsicce appoggiate sopra e tanto sugo. E qui un consiglio sincero: il sugo non è mai troppo. Questo piatto vive di gravy, e un purè senza abbastanza sugo sembra subito asciutto. Meglio portarne in tavola una salsiera in più.

Se vuoi una presentazione più curata, abbiamo provato un trucco che funziona molto bene. Metti il purè al centro del piatto e con il fondo di una bottiglietta o di un bicchierino stretto crea un incavo al centro. Riempilo con piselli al burro, che sono il contorno inglese per eccellenza. Poi taglia le salsicce a rondelle oblique e disponile a corona sul purè, invece di appoggiarle intere: si mangiano meglio, si vedono meglio e ogni boccone ha la sua parte di carne, patata e sugo. Infine versa il gravy tutto intorno.

Quali salsicce italiane usare al posto dei bangers

Trovare veri bangers inglesi in Italia non è facile, ma i nostri banchi offrono ottime alternative. Ecco come orientarsi:

  • Salsiccia fresca di suino a grana media, quella classica da macelleria. È la scelta più semplice e sicura: ha più carne e meno acqua dei bangers, quindi scoppia meno e ha più gusto.
  • Luganega o salsiccia a punta di coltello. Ottima, ma essendo lunga e sottile cuoce più in fretta: abbassa ancora il fuoco e tagliala in pezzi da 12-15 cm.
  • Salsiccia con finocchietto, tipica del Centro-Sud. Il profumo di finocchio si sposa benissimo con le cipolle dolci del sugo.
  • Evita i würstel e le salsicce molto fini e tipo crema: hanno impasto troppo omogeneo, scoppiano facilmente e non danno l’effetto rustico del piatto.
  • Attenzione alle salsicce molto magre: con poco grasso risultano asciutte e stopposse dopo la cottura lunga.

Chi vuole avvicinarsi davvero al sapore inglese può chiedere al macellaio una salsiccia con un pizzico di salvia, pepe bianco e noce moscata, le spezie tipiche dei bangers del Lincolnshire e del Cumberland. Qualche macelleria artigianale le prepara su richiesta.

In sintesi

Le salsicce scoppiano perché l’acqua dentro diventa vapore mentre il budello, scaldandosi, si stringe e si irrigidisce. Più acqua e impasto più fine significano più rischio. La soluzione non è bucarle, che fa perdere succhi e sapore, ma cuocerle con calma: fuoco basso, una sbollentatura leggera oppure il forno. Il purè va schiacciato e mai frullato, per non liberare l’amido che lo rende colloso. Il sugo di cipolle nasce nella stessa padella delle salsicce, sfruttando il fondo di cottura. Con una buona salsiccia italiana di macelleria il risultato è perfino migliore dell’originale da pub, e senza nessun botto.

Fonti

Tag:Ricette tradizionali