Il fungo che trasforma le formiche in zombie senza toccare il cervello

Nella foresta pluviale, una formica carpentiera lascia la colonia, si arrampica su uno stelo, morde una foglia con una presa irreversibile e muore. Pochi giorni dopo, dal suo cranio spunta un gambo arancione che rilascia spore nell'aria. Non è fantascienza: è il ciclo vitale di Ophiocordyceps unilateralis, un fungo parassita che trasforma le formiche in zombie. La parte più inquietante? Il fungo non tocca il cervello.

Un burattino con il cervello intatto

Per anni, i biologi hanno dato per scontato che il fungo controllasse le formiche invadendone il cervello. La scoperta che ha ribaltato tutto è arrivata dal laboratorio di David Hughes alla Penn State University. Analizzando sezioni tridimensionali di formiche infette, il suo team ha dimostrato che le ife fungine, i filamenti del fungo, penetrano e avvolgono ogni singola fibra muscolare del corpo della formica, formando una rete tridimensionale che le circonda come un'armatura interna. Ma il cervello resta fisicamente intatto.

Il fungo non ha bisogno di controllare il cervello: controlla direttamente i muscoli. È come un burattinaio che muove i fili senza toccare la testa del burattino. La formica è ancora "cosciente", nel senso che il suo cervello funziona, ma non ha più il controllo del proprio corpo.

Un cocktail chimico su misura

Lo stesso team ha scoperto un altro dettaglio: il fungo rilascia sostanze chimiche diverse a seconda della specie di formica che infetta. Quando Ophiocordyceps incontra il cervello della sua specie ospite naturale, emette un cocktail specifico di neuromodulatori, tra cui acido guanobutirrico (GBA) e sfingosina, entrambi coinvolti in disturbi neurologici anche nell'uomo. Ma quando lo stesso fungo viene esposto al cervello di una specie di formica diversa, non produce queste sostanze.

Il risultato è che Ophiocordyceps può uccidere qualsiasi specie di formica, ma manipola il comportamento solo di quella giusta. Ha sviluppato una chiave chimica specifica per una sola serratura.

Il morso della morte

Il momento cruciale dell'infezione è quello che gli scienziati chiamano "death grip", il morso della morte. Quando il fungo ha raggiunto lo stadio di maturazione giusto, "guida" la formica verso una posizione precisa: un punto a circa 25 centimetri dal suolo, sul lato nord di una pianta, dove temperatura e umidità sono ideali per la crescita del corpo fruttifero. Lì, la formica morde la nervatura centrale di una foglia con una forza tale da lasciare segni permanenti, e non molla più.

Studi condotti dall'Università della California, Davis nel 2025 hanno aggiunto un ulteriore tassello: i livelli di luce e l'umidità ambientale influenzano il comportamento della formica zombificata, suggerendo che il fungo non si limita a controllare il corpo dell'ospite, ma lo sincronizza con le condizioni ambientali esterne.

Perché ci riguarda

Ophiocordyceps è il fungo che ha ispirato The Last of Us, la serie HBO basata sul videogioco omonimo, in cui un'infezione fungina trasforma gli esseri umani in creature aggressive. La differenza è che nella realtà il fungo è estremamente specializzato: ogni specie di Ophiocordyceps attacca una sola specie di formica. Il salto a un mammifero, e tantomeno a un essere umano, è biologicamente quasi impossibile.

Ma il meccanismo in sé ha implicazioni scientifiche serie. Le stesse sostanze chimiche che il fungo usa per manipolare le formiche sono coinvolte in malattie neurodegenerative umane. Studiare come un organismo senza cervello riesce a controllare il comportamento di un altro organismo potrebbe aprire strade nella ricerca su Parkinson e Alzheimer. In Italia, dove l'Università di Firenze e l'Istituto Superiore di Sanità sono attivi nella ricerca micologica, questo filone è seguito con interesse crescente.

Un fungo microscopico che trasforma formiche in marionette, senza nemmeno toccare il loro cervello. La natura, quando vuole, è più inquietante di qualsiasi sceneggiatura.

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