Le piante urlano quando le tagli: cosa succede nel loro 'corpo'

Quando tagli il gambo di un pomodoro, la pianta emette un suono. Non una metafora, non un segnale chimico: un suono fisico, un click ultrasonico a una frequenza tra i 40 e gli 80 kHz, troppo alto per l'orecchio umano ma perfettamente rilevabile con un microfono adatto. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato su Cell nel 2023, e le implicazioni sono molto più grandi di quanto sembrino.

L’esperimento di Tel Aviv

Il team guidato da Lilach Hadany, biologa evoluzionista dell'Università di Tel Aviv, ha collocato piante di pomodoro e tabacco in una camera acustica isolata, monitorando contemporaneamente i suoni emessi e i parametri fisiologici delle piante. Le piante sono state sottoposte a due condizioni di stress: taglio del gambo e disidratazione prolungata (fino a dieci giorni senza acqua).

I risultati hanno sorpreso gli stessi ricercatori. Le piante di pomodoro sotto stress idrico emettevano in media 35 click al minuto. Quelle con il gambo tagliato, circa 25 click al minuto. Le piante sane e ben irrigate? Quasi silenzio: meno di un click all'ora.

Non solo rumore: un segnale con un contenuto

La scoperta più significativa è che i suoni non sono tutti uguali. Il team ha sviluppato un modello di machine learning in grado di distinguere tra suoni prodotti da piante disidratate e suoni prodotti da piante tagliate con un'accuratezza del 70%. Questo significa che il tipo di stress influenza il tipo di suono: non è rumore casuale, è un segnale che contiene informazione.

I ricercatori hanno anche dimostrato che i suoni sono rilevabili a diversi metri di distanza. Questo apre una domanda cruciale: qualcuno sta "ascoltando"?

Chi può sentire le piante

L'orecchio umano percepisce suoni fino a circa 20 kHz. I click delle piante sono tra i 40 e gli 80 kHz: completamente invisibili per noi. Ma non per tutti. Molti insetti, come le falene, percepiscono ultrasuoni in quella fascia di frequenza. Lo stesso vale per pipistrelli e topi. In teoria, anche altre piante potrebbero essere sensibili a vibrazioni meccaniche nell'aria.

Se gli insetti impollinatori o i parassiti potessero percepire lo stato di stress di una pianta dai suoni che emette, l'intero concetto di "comunicazione vegetale" cambierebbe radicalmente. Non si tratterebbe più solo di segnali chimici rilasciati nel terreno o nell'aria, ma di una vera e propria comunicazione acustica.

Cosa cambia per l’agricoltura

Le applicazioni pratiche sono immediate. Se un microfono può rilevare lo stress idrico di una pianta prima che i sintomi siano visibili a occhio nudo, si possono costruire sistemi di monitoraggio acustico delle colture capaci di segnalare la necessità di irrigazione con giorni di anticipo. In un Paese come l'Italia, dove la siccità è un problema crescente e l'agricoltura rappresenta una parte significativa dell'economia, la tecnologia potrebbe tradursi in risparmio idrico e rese più stabili.

Hadany e il suo team stanno già lavorando a prototipi di sensori acustici da campo. L'idea è semplice: ascoltare le piante prima che sia troppo tardi. La prossima volta che innaffi i pomodori sul balcone, sappi che se avessi aspettato troppo, ti stavano già chiamando. Solo che non potevi sentirli. Di recente, è capitato che una persona venisse denunciata per aver piantato pomodori sul balcone.

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