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La persona che eravate un anno fa non esiste più. Non in senso filosofico: in senso fisico. Il 98% degli atomi che compongono il vostro corpo viene sostituito ogni 12 mesi. Entro dieci anni, la sostituzione è praticamente totale. Gli atomi che oggi formano la vostra mano domani saranno nell'aria, nell'acqua o nel pranzo di qualcun altro. Lo ha dimostrato per la prima volta il laboratorio di Oak Ridge negli anni Cinquanta, usando isotopi radioattivi come traccianti. E da allora, ogni studio successivo ha confermato la stessa cosa: siete fatti di materia in prestito.
Quanto dura ciascun pezzo di voi
Il ricambio non avviene tutto alla stessa velocità. La superficie dello stomaco si rigenera ogni 5 giorni: l'acido cloridrico che digerisce il cibo è così aggressivo che il rivestimento deve essere continuamente ricostruito. La pelle che avete adesso ha circa un mese di vita: le cellule nascono negli strati profondi, salgono verso la superficie e si staccano sotto forma di polvere (gran parte della polvere in casa vostra siete voi). I globuli rossi vivono circa 120 giorni, poi vengono smontati dalla milza e riciclati. Lo scheletro si rinnova completamente in circa 10 anni attraverso un processo continuo in cui cellule chiamate osteoclasti demoliscono l'osso vecchio e gli osteoblasti ne costruiscono di nuovo.
Il fegato è un caso interessante: le sue cellule (epatociti) vivono in media 300-500 giorni, ma se una parte viene danneggiata o rimossa, l'organo è capace di rigenerarsi fino al 75% della sua massa originale in poche settimane. È l'unico organo umano con questa capacità, e i Greci lo sapevano già: il mito di Prometeo, a cui l'aquila divorava il fegato ogni giorno e ogni notte ricresceva, non era pura fantasia.
Le poche cose che restano per sempre
Non tutto viene sostituito. Al Karolinska Institute di Stoccolma, il biologo Jonas Frisén ha trovato un modo geniale per datare le cellule umane: ha misurato la quantità di carbonio-14 presente nel loro DNA. Il carbonio-14 nell'atmosfera è aumentato bruscamente durante i test nucleari degli anni Cinquanta, poi è calato. Misurando quanto ce n'è in una cellula, si può stabilire quando quella cellula è nata.
I risultati hanno mostrato che la maggior parte dei neuroni della corteccia cerebrale ha la stessa età della persona che li possiede. Non vengono sostituiti: nascono con voi e muoiono con voi. Lo stesso vale per alcune cellule del muscolo cardiaco e per lo smalto dei denti, che una volta formato non viene più rigenerato. I pezzi più vecchi di voi stanno nel cervello, nel cuore e nei denti. Tutto il resto è passato e ricambiato decine di volte.
Il cervello che cancella sé stesso
Mentre il corpo si smonta e si ricostruisce, il cervello fa qualcosa di altrettanto radicale: cancella attivamente i ricordi. Non è un difetto. È una funzione.
Il neuroscienziato Ron Davis dello Scripps Research Institute in Florida ha identificato nei suoi studi un meccanismo di "oblio attivo" in cui specifici neuroni rilasciano dopamina, lo stesso neurotrasmettitore associato al piacere e alla ricompensa, per degradare le tracce mnemoniche. In pratica, la stessa molecola che vi fa sentire bene dopo un buon pasto è quella che sta cancellando il ricordo di cosa avete mangiato la settimana scorsa.
Già nel 1885, lo psicologo tedesco Hermann Ebbinghaus aveva misurato la velocità dell'oblio con la sua celebre curva dell'oblio: entro un'ora, si perde circa il 50% delle informazioni appena apprese. Entro un giorno, si scende al 30%. Entro una settimana, resta meno del 25%. Il cervello non tiene tutto: tiene quello che serve e butta il resto. E lo fa di continuo, senza chiedere il permesso.
Una vita umana nel calendario dell’universo
Carl Sagan aveva compresso i 13,8 miliardi di anni dell'universo in un solo anno solare. Se il Big Bang è il primo gennaio, la Via Lattea si forma a marzo, il Sole nasce il primo settembre, i dinosauri compaiono il 25 dicembre e si estinguono il 30. L'intera storia dell'Homo sapiens inizia alle 23:52 del 31 dicembre. Otto minuti prima della mezzanotte.
Una vita umana di 80 anni, su quel calendario, dura 0,18 secondi. Meno di un battito di ciglia.
L'astrofisico Brian Cox ha calcolato che la finestra temporale in cui l'universo permette l'esistenza della vita è una frazione talmente piccola della sua durata totale che per scriverla servono più zeri di quanti ne contiene questa pagina. Siamo in quella finestra adesso. Fatti di atomi presi in prestito, con un cervello che sta cancellando il ricordo di questa frase mentre la leggete.
Tra un anno sarete fisicamente un'altra persona. Il corpo che avete adesso non esisterà più. L'unica cosa che resta davvero siete voi: qualunque cosa significhi, visto che anche i ricordi se ne vanno.
Fonti: Oak Ridge National Laboratory, studi con radioisotopi (1953); Frisén J., Karolinska Institute, Stockholm; Davis R., Scripps Research Institute, Jupiter FL; Ebbinghaus H., Über das Gedächtnis (1885); Sagan C., The Dragons of Eden (1977); Cox B., The Wonders of the Universe (BBC).




