Sotto Napoli c'è una città greca sepolta che nessuno ha mai scavato

Sotto Piazza Bellini, nel cuore di Napoli, a meno di tre metri dalla superficie, ci sono le mura di una città greca del V secolo a.C. Le vedi dal marciapiede: blocchi di tufo squadrati, alti più di due metri, che spuntano tra i tavolini dei bar. La gente ci passa davanti col caffè in mano senza sapere che sotto i propri piedi si estende un'intera città sepolta che non è mai stata scavata per intero.

Si chiamava Neapolis, "città nuova", e fu fondata dai coloni greci di Cuma intorno al 470 a.C. Non era un villaggio. Era una polis strutturata, con una pianta urbana a griglia perfetta (il cosiddetto schema ippodameo), strade larghe, un'agorà, templi, un teatro e mura difensive imponenti. Quando i Romani la conquistarono nel 326 a.C., la trovarono così ben costruita che decisero di non demolirla. Caso raro: Roma assorbì Neapolis mantenendone la struttura greca.

Perché non è mai stata scavata del tutto

Il problema è semplice e insormontabile: sopra ci vive una città di tre milioni di persone. Napoli moderna è costruita direttamente sui resti di Neapolis. Le strade del centro storico, dal Decumano Maggiore (oggi Via dei Tribunali) al Decumano Inferiore (oggi Spaccanapoli), ricalcano esattamente il tracciato delle strade greche originali. Non è una coincidenza: la città non si è mai spostata. Si è solo sovrapposta a sé stessa, strato dopo strato, per 2.500 anni.

Ogni volta che si scava per un cantiere, una metro o una conduttura, si trova qualcosa. Durante la costruzione della Linea 1 della metropolitana, gli scavi per la stazione di Piazza Municipio hanno riportato alla luce tre navi romane del I-III secolo d.C., un tratto del porto antico e strutture greche ancora più profonde. La stazione Toledo, inaugurata nel 2012, è stata definita la più bella d'Europa anche perché il progetto ha dovuto integrarsi con i resti archeologici trovati durante lo scavo.

La Soprintendenza Archeologia di Napoli stima che circa il 70% della Neapolis greca sia ancora sotto terra, mai documentata e mai scavata.

Cosa si sa di quello che c’è sotto

La mappa della Neapolis greca è nota a grandi linee grazie ai ritrovamenti casuali accumulati in secoli di scavi urbani. Il teatro greco-romano si trova sotto Via Anticaglia, nel centro storico: i muri delle case sono letteralmente costruiti sopra le arcate della cavea. In alcuni punti è possibile entrare negli scantinati dei palazzi e trovarsi all'interno di un teatro di 2.400 anni.

L'agorà, la piazza principale della polis, si trovava nell'area dell'attuale Piazza San Gaetano. Le colonne del tempio dei Dioscuri, che sorgeva sul lato nord dell'agorà, furono inglobate nella facciata della Basilica di San Paolo Maggiore e sono ancora visibili.

A Piazza Bellini, le mura greche del V secolo a.C. sono state scoperte nel 1954 durante lavori stradali. Blocchi di tufo giallo napoletano, squadrati con precisione millimetrica, larghi quasi tre metri alla base. Sono rimaste a cielo aperto e oggi sono uno dei pochi punti dove puoi toccare la Napoli greca senza scendere sottoterra.

Napoli sotterranea: non solo acquedotti

Il circuito turistico di Napoli Sotterranea, accessibile da Piazza San Gaetano, attraversa cisterne e acquedotti di epoca greca e romana scavati nel tufo a 40 metri sotto la superficie. Ma quello che si visita è una frazione minima di ciò che esiste. L'archeologa Daniela Giampaola, che ha diretto gli scavi della metropolitana, ha dichiarato che "Napoli è una delle poche città al mondo dove scavare in verticale equivale a sfogliare un libro di storia: ogni metro verso il basso è un secolo indietro".

Gli strati si sovrappongono con precisione stratigrafica: greco, romano, paleocristiano, medievale, aragonese, borbonico, moderno. L'Università Federico II, attraverso il Dipartimento di Studi Umanistici, conduce campagne di scavo e documentazione della Neapolis greca fin dagli anni Settanta, accumulando un archivio di ritrovamenti che include ceramiche attiche, iscrizioni in greco antico e resti di abitazioni private con pavimenti a mosaico.

La prossima volta che cammini per Spaccanapoli, sappi che stai percorrendo una strada greca del V secolo avanti Cristo. Non è stata costruita sopra: è la stessa strada, con un nome diverso.

Fonti: Soprintendenza Archeologia di Napoli; Giampaola D., scavi Linea 1 metropolitana; Università Federico II, Dipartimento di Studi Umanistici; De Caro S., La città greca di Neapolis; UNESCO, Centro storico di Napoli (patrimonio dal 1995).

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